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Ciao San Tito, ci vediamo tra dieci anni

La grande festa saluta Casorate Sempione: fuochi, processioni e centomila presenze nell'edizione del centenario. Tante emozioni per i casoratesi e la curiosità dei tantissimi visitatori, fino al'ultimo

I fuochi d\'artificio per la festa di San Tito a Casorate Sempione

Si sono spenti nel cielo sopra Casorate Sempione gli ultimi fuochi d’artificio e con loro si è chiusa la Festa di San Tito 2026, l’edizione del centenario di una delle tradizioni più sentite del paese. Dieci giorni che hanno trasformato Casorate e richiamato oltre centomila visitatori, superando anche il record registrato nell’edizione del 2016. Del resto: era l’edizione del centenario, davvero speciale.

A mettere il punto finale alla festa, nella serata di martedì 15 settembre, è stato lo spettacolo pirotecnico, che ha illuminato il cielo dopo giornate vissute tra celebrazioni religiose, appuntamenti popolari e migliaia di persone arrivate anche da fuori paese (QUI LE FOTO DI ROBERTO GERNETTI).

Poco prima era stata la processione conclusiva a salutare San Tito, con l’ultimo passaggio per le strade del paese fino alla chiesa di Sant’Ilario. Un momento che ha chiuso simbolicamente una festa capace ancora una volta di tenere insieme la sua dimensione religiosa e quella comunitaria.

La processione saluta la Festa di San Tito a Casorate Sempione

«È l’ultima pagina di un libro stupendo», ha detto nelle ultime ore della manifestazione il sindaco Dimitri Cassani. Una tradizione che attraversa le generazioni e riesce a riunire la comunità, uno spirito che appartiene ai veri casoratesi e che rende profondamente sentita dal punto di vista emotivo una festa che per altri è invece più curiosità, momento insolito.

La processione saluta la Festa di San Tito a Casorate Sempione

Oltre centomila persone per San Tito

E sicuramente chi viene da fuori ha ben contribuito al successo. Il primo bilancio parla di oltre centomila visitatori, più del record raggiunto nel 2016. Un risultato arrivato nonostante alcune giornate di maltempo e sostenuto dalla grande curiosità per gli allestimenti che hanno completamente trasformato il paese. Con i negozi e i locali che hanno trovato grandi flussi di persone, uno scenario non certo comune nelle viuzze del centro di Casorate.

E ancora gli stand delle associazioni del paese, i murales, le iniziative collaterali. Per la gestione della manifestazione  fondamentali tutti i volontari, dalla Croce Rossa alla Protezione civile, dalla Polizia locale all’Associazione Carabinieri in congedo, alla Pro Loco.

Un patrimonio di impegno e una presenza entusiasta che Casorate meriterebbe di mantenere: in queste ore è il pensiero di molti, pensare che il paese possa rimanere nel tempo un luogo vivo e frequentato, anche senza la presenza dei celebri fiori.

Mezzo milione di fiori fatti a mano

Sono stati i circa 500mila fiori realizzati a mano uno dei simboli più riconoscibili dell’edizione del centenario, come del resto di ogni altra edizione precedente. Carta, plastica, pigne e tanti altri materiali sono diventati composizioni, archi e decorazioni capaci di cambiare il volto delle vie di Casorate.

Un patrimonio costruito attraverso mesi, e in alcuni casi anni, di lavoro. Nell’ultima sera molti di quei fiori hanno poi preso una strada diversa: tanti casoratesi e visitatori se ne sono portati a casa uno come ricordo di San Tito, conservando così un piccolo pezzo della festa che tornerà tra dieci anni (c’è stata anche un po’ di polemica, ma passa).

Il fascino dei fiori e degli allestimenti negli scatti di Alessandro Erega

San Tito nelle foto di Alessandro Erega

Il lavoro dei volontari

Dietro le strade fiorite e gli eventi di questi dieci giorni c’è stato soprattutto il lavoro dei casoratesi. Quartieri, vie, associazioni, famiglie e gruppi di volontari hanno lavorato insieme per mesi prima dell’apertura.

Alla vigilia della festa, il parroco don Giuseppe Bai aveva sottolineato proprio questo aspetto: «Sono onorato di essere parroco in questo paese. Le persone lavorano insieme per mesi, via per via».

Un impegno che ha coinvolto anche le nuove generazioni: alcuni ragazzi hanno realizzato i fiori destinati alla scalinata, altri hanno lavorato agli allestimenti dell’oratorio. Una partecipazione che ha permesso di tramandare anche ai più giovani un lavoro collettivo che ritorna ogni dieci anni.

Le fotografie dei volontari al lavoro, di Roberto Gernetti

Dopo dieci anni a Casorate è di nuovo il momento della festa di San Tito: i volontari fanno “fiorire” il paese

L’avvio della festa

La lunga settimana di San Tito era cominciata sabato 5 settembre, quando il paese si era ritrovato per l’apertura ufficiale della manifestazione. Un avvio nel segno della fede, della storia e della partecipazione popolare, nell’anno in cui ricorrono cento anni dalla prima Festa di San Tito del 1926 e 1600 anni dal martirio del santo.

Già prima dell’inizio della manifestazione il coinvolgimento del paese era evidente. «Il valore della Festa di San Tito è racchiuso soprattutto nelle persone che da anni lavorano per renderla possibile», aveva ricordato il sindaco. E con una battuta aveva riassunto lo spirito particolare di quei giorni: «Siamo rimasti un paese litigioso, ma quando arriva San Tito riusciamo a lavorare tutti insieme».

Le immagini dell’apertura:

Fiori, fede e cent’anni di storia: Casorate Sempione si stringe attorno alla Festa di San Tito

La messa con l’arcivescovo Delpini

Tra i momenti centrali del programma religioso c’è stata la messa solenne celebrata dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Una presenza particolarmente significativa nell’edizione del centenario, che ha raccolto la comunità intorno alla celebrazione dedicata al santo.

Le fotografie della messa, di Roberto Gernetti:

Casorate Sempione, monsignor Mario Delpini celebra la Messa solenne per San Tito

Le processioni per San Tito

Accanto agli spettacoli e alle iniziative popolari, sono state le processioni dedicate a San Tito a scandire i giorni della festa e a ricordarne le profonde radici religiose. Il passaggio del santo tra le strade completamente ricoperte di fiori ha coinvolto fedeli, famiglie e visitatori.

La processione nelle fotografie:

Festa di San Tito: la processione

Ora le strade torneranno progressivamente al loro aspetto quotidiano. Rimangono le immagini di un paese trasformato, il lavoro di centinaia di persone e soprattutto quei fiori costruiti uno a uno nel corso degli anni. Alcuni hanno già lasciato Casorate nelle mani dei visitatori, diventando il ricordo materiale di dieci giorni difficili da dimenticare.

Per San Tito cala il sipario. L’appuntamento, come vuole la tradizione, è tra dieci anni.

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Pubblicato il 16 Settembre 2026
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