Gli animali sbagliati e la poesia delle piccole cose: a Gallarate il mondo incantato di Franco Matticchio
Oltre cinquanta opere, due sedi e quasi mezzo secolo di illustrazioni: dall’11 ottobre al 17 gennaio il polo culturale Hic, tra Maga e biblioteche, rende omaggio all’artista varesino. Un viaggio tra personaggi surreali, copertine di libri, riviste e dischi, dove l’ironia incontra la malinconia
Ci sono animali che sembrano usciti da un sogno un po’ storto, personaggi che abitano mondi sospesi, piccoli dettagli che si nascondono tra le pieghe di un disegno e aspettano soltanto uno sguardo abbastanza curioso da scoprirli. E poi c’è quell’ironia sottile, capace di strappare un sorriso e, un istante dopo, lasciare una punta di malinconia.
È l’universo di Franco Matticchio, uno dei più originali e apprezzati illustratori italiani, che Gallarate celebra con una mostra capace di raccontare quasi cinquant’anni di lavoro, fantasia e invenzioni.
Si intitola “Franco Matticchio. Qui e là” e, dall’11 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, porta oltre cinquanta tavole originali negli spazi del polo culturale Hic, tra la biblioteca storica di piazza San Lorenzo e la sede di via De Magri, dove convivono la biblioteca e il museo Maga.
È un viaggio in un immaginario che molti conoscono, magari senza saperlo. Perché le illustrazioni di Matticchio – dai libri ai fumetti, alle animazioni come quella che apre Il mostro di Benigni – hanno accompagnato per decenni le pagine dei giornali, le copertine dei libri, le letture dei bambini e quelle degli adulti. Immagini che sembrano leggere, quasi svagate, ma che custodiscono un mondo complesso, dove l’assurdo diventa familiare e un dettaglio apparentemente insignificante può cambiare il senso di una storia.

La presentazione a Gallarate
La mostra è stata presentata venerdì 9 ottobre nella Sala Arazzi dell’Hic di via De Magri, alla presenza dell’artista, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, dell’assessore alle Attività formative del Comune di Gallarate Claudia Mazzetti e e delle curatrici Vittoria Broggini e Marta Gara. Oltre che – ovviamente – dell’artista stesso.
L’esposizione è organizzata dal Comune di Gallarate, con il contributo di Regione Lombardia attraverso l’Avviso Unico Cultura 2026 e in collaborazione con il museo Maga. È «la prima mostra diffusa tra le due sedi dell’Hic»: un progetto che porta l’arte dentro gli spazi quotidiani della lettura, trasformando biblioteche e museo in un unico percorso di scoperta.
Dalle pagine del Corriere al New Yorker: tutte le vite di un illustratore
Il percorso espositivo restituisce la straordinaria varietà del lavoro di Matticchio, nato a Varese e attivo dal 1979, quando pubblicò la sua prima illustrazione sulle pagine culturali del Corriere della Sera. «Ridendo e scherzando sono passati quasi cinquant’anni da quando è iniziato questo lavoro».
Nell’atrio del museo Maga le illustrazioni dialogano con i libri e le riviste che le hanno ospitate. Una produzione multiforme riletta attraverso alcuni esempi: tra i protagonisti ci sono gli “animali sbagliati”, creature nate da una fantasia che ama sovvertire le regole del mondo e inventarne di nuove.

Qui il percorso assume una dimensione particolare: accanto alle tavole originali sono esposti anche i volumi provenienti dal patrimonio della biblioteca Majno e da altre biblioteche. Il visitatore può così osservare non soltanto l’immagine come opera autonoma, ma anche la sua vita dentro un libro, una rivista, un oggetto da sfogliare.
Gli arredi dell’atrio sono stati riorganizzati per ricavare piccoli angoli dedicati alle opere, trasformando uno spazio di passaggio in un luogo dove fermarsi e lasciarsi sorprendere.
Infine, all’ingresso delle sale di lettura della biblioteca, una piccola sezione racconta la nascita di alcune opere librarie, dal primo bozzetto al volume stampato. È uno sguardo sul laboratorio creativo di Matticchio, sul percorso che porta un’intuizione a diventare un’immagine e poi un libro.

Ne emerge il ritratto di un artista che ha attraversato linguaggi molto diversi: dall’illustrazione al fumetto, dalle copertine discografiche ai libri illustrati. Sempre con quella capacità rara di rendere riconoscibile un mondo attraverso pochi tratti.
Al piano terra della sede di via De Magri si incontra il Matticchio che ha attraversato il mondo dell’editoria e dell’informazione. Ci sono le illustrazioni realizzate per il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Internazionale, Riza Psicosomatica e il prestigioso New Yorker. E poi le collaborazioni con editori come Guanda, Garzanti, Feltrinelline altri, le copertine e le immagini che hanno dato un volto a storie scritte da altri.
È un repertorio sorprendente per la sua capacità di cambiare registro senza perdere un’identità riconoscibilissima. Il segno di Matticchio sa essere essenziale e raffinatissimo, divertente e inquieto, capace di costruire una narrazione anche attraverso un solo personaggio.
C’è poi il mondo dell’illustrazione per ragazzi, dove la fantasia trova forse il suo terreno più naturale, ma senza mai diventare prevedibile. Perché i personaggi di Matticchio non sono necessariamente rassicuranti: sono buffi, stralunati, qualche volta enigmatici. E proprio per questo rimangono impressi.
Al primo piano il percorso si fa ancora più curioso. Qui trovano spazio le illustrazioni dei Bambini nascosti e quelle delle pagine di Ti tirano le pietre, nelle quali si annidano piccoli collage, interventi quasi invisibili che invitano a fermarsi e osservare con attenzione. Un gioco tra immagine e realtà, tra ciò che si vede subito e ciò che si rivela soltanto a uno sguardo più paziente.
Non manca la musica, un’altra grande passione dell’artista. Tra le opere esposte ci sono le copertine degli album di Demian Dorelli, interprete anche di brani di Nick Drake, e un ritratto di Francesco Guccini carico di quella sottile ironia che è una delle firme di Matticchio. Per il cantautore emiliano l’illustratore ha realizzato anche alcune copertine di libri.

Quasi cinquant’anni di disegni e una leggerezza che parla a tutti
A raccontare questo lungo viaggio è stato lo stesso Franco Matticchio, che ha ripercorso con ironia la propria carriera: «Ridendo e scherzando sono passati quasi cinquant’anni da quando è iniziato questo lavoro».
Un percorso cominciato nel 1979 e proseguito tra collaborazioni prestigiose, libri e illustrazioni. Tra le parentesi ricordate dall’artista c’è anche quella dei fumetti pubblicati intorno al 1985 su Linus, una parte della sua produzione che non trova spazio nel percorso espositivo. Nel suo curriculum figura inoltre il lavoro di animazione legato a Il mostro di Roberto Benigni.
L’assessora regionale alla Cultura Francesca Caruso ha sottolineato il valore del progetto e la qualità delle proposte culturali sostenute dalla Regione, ricordando che «le risorse arrivano perché i progetti sono validi». Nel lavoro di Matticchio ha individuato soprattutto una «leggerezza poetica, a tratti malinconica», capace di attraversare realtà e situazioni differenti.

Per Claudia Mazzetti , assessora alla Cultura del Comune di Gallarate, la mostra rappresenta «un motivo di orgoglio per Gallarate, oltre che un’occasione per valorizzare la rete degli spazi culturali cittadini». L’assessora ha ringraziato Regione Lombardia per il bando Avviso Unico Cultura, che ha consentito di realizzare il progetto, sottolineando l’importanza di questa prima esposizione diffusa tra l’HIC e la biblioteca storica di piazza San Lorenzo, che recentemente ha rinnovato anche gli spazi esterni con il nuovo “giardino sensoriale”.
A spiegare le scelte del percorso sono state le due curatrici: Vittoria Broggini ha evidenziato la volontà di costruire attività e occasioni di incontro capaci di «suscitare interesse nelle differenti fasce d’età che frequentano la biblioteca e nel pubblico del Maga». Da qui la scelta di articolare la mostra in sezioni dedicate alle diverse declinazioni del segno di Matticchio, dalle riviste all’editoria, dai libri per ragazzi alla musica.
Marta Gara ha invece richiamato un piccolo paradosso: «L’osservatore si scontra con la scarsa esposizione mediatica di Franco. Ma appena vede le opere, coglie che ha accompagnato la nostra infanzia, le nostre letture adulte». È proprio questa capacità di essere presente nell’immaginario collettivo, senza necessariamente essere riconosciuto per nome, uno degli aspetti più affascinanti della mostra.

Non soltanto una mostra: laboratori, musica e incontri per tutte le età
Il progetto non si esaurisce nelle sale espositive. Attorno a Qui e là è stato costruito un programma di iniziative gratuite pensate per pubblici differenti.
L’inaugurazione è in programma domenica 11 ottobre, con il taglio del nastro alle 16 in piazza San Lorenzo 5. Alle 17, nella Sala Arazzi di via De Magri, si terrà “Un tè con Franco Matticchio”, un incontro con l’artista introdotto dai curatori, durante il quale sarà possibile conoscerlo da vicino e farsi autografare i libri.
Nei mesi successivi sono previsti concerti in collaborazione con il Conservatorio Puccini, visite guidate alla mostra e a Palazzo Mezzanotte, laboratori domenicali per famiglie, workshop di collage per adulti e attività creative con le scuole.
Un’attenzione particolare sarà dedicata anche agli anziani, con letture e laboratori sensoriali nelle residenze, grazie alla collaborazione con l’azienda sociosanitaria 3SG e la Fondazione Bellora. Un modo per portare le immagini di Matticchio anche fuori dai luoghi tradizionalmente destinati all’arte.
La mostra anticipa inoltre la ventisettesima edizione di Duemilalibri, in programma dal 23 al 29 novembre, e rafforza la vocazione di Gallarate come Città che legge.
In fondo, il fascino di Qui e là sta proprio in questo: ricordarci che un disegno può essere molto più di un’immagine. Può diventare una storia, un ricordo, una piccola sorpresa. E che, nel mondo di Franco Matticchio, anche gli animali sbagliati finiscono per trovarsi perfettamente al loro posto.
Informazioni utili: Franco Matticchio. Qui e là, dall’11 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, nelle sedi HIC di piazza San Lorenzo 5 e via De Magri 1 a Gallarate. Ingresso gratuito.
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