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A Gallarate il primo prelievo di organi da donatore a cuore fermo controllato: coinvolte équipe di tre ospedali

Il donatore aveva 75 anni. La procedura è durata quasi dieci ore: il fegato è stato trasferito con un volo sanitario da Malpensa a un centro trapianti del Sud Italia, i reni destinati a una struttura lombarda

Generico 19 Oct 2026

All’ospedale di Gallarate è stato completato con successo il primo prelievo di organi da donatore a cuore fermo controllato, una procedura indicata con la sigla DCD. Il donatore era un paziente di 75 anni, deceduto dopo una settimana di ricovero in terapia intensiva a seguito di un evento cardiaco acuto.

A darne notizia è ASST Valle Olona, che sottolinea la complessità di un percorso reso possibile dalla collaborazione tra il personale di Gallarate, gli specialisti del Policlinico di Milano e dell’ospedale di Varese, il Coordinamento Regionale Trapianti e AREU.

Le operazioni sono durate quasi dieci ore, anche per l’articolata organizzazione necessaria a destinare gli organi. Il fegato è stato trasferito d’urgenza a un centro trapianti del Sud Italia con un volo sanitario partito dall’aeroporto di Milano Malpensa. I reni sono stati destinati a un centro trapianti lombardo. Il percorso di donazione ha riguardato anche le cornee.

Per il prelievo del fegato è intervenuta un’équipe chirurgica del Policlinico di Milano, mentre per i reni hanno operato gli specialisti di Varese. Dallo stesso ospedale è arrivato anche il team specializzato ECMO mobile, composto da Giangiuseppe Cappabianca, Alessandro Rech e Mattia Ghisalberti, il cui intervento si è reso necessario in assenza di un servizio di cardiochirurgia in ASST Valle Olona.

«Questo risultato dimostra quanto siano importanti il lavoro di squadra, la preparazione e il coordinamento tra professionisti sanitari», ha dichiarato la direttrice sanitaria Francesca Crespi, ringraziando tutti gli operatori coinvolti.

La preparazione era cominciata diversi giorni prima. Come spiegato da Emanuele Bossi, direttore di Anestesia e Rianimazione di Gallarate, il percorso ha richiesto un approfondito lavoro clinico, organizzativo e logistico, con il supporto della Direzione medica e della Direzione strategica.

A coordinarlo sono state le dottoresse Chierichetti e Bertolini, responsabili del Coordinamento Ospedaliero di Procurement di ASST, insieme al coordinamento regionale. Hanno partecipato medici e infermieri della terapia intensiva, personale di sala operatoria, laboratorio e radiologia, oltre agli specialisti impegnati nella valutazione del potenziale donatore. I diversi servizi hanno rimodulato la propria attività per consentire il completamento del percorso.

Per la direttrice generale Daniela Bianchi, il risultato rappresenta un motivo di orgoglio per l’azienda sanitaria e testimonia la capacità dei professionisti di affrontare procedure complesse. La collaborazione tra ospedali e servizi di emergenza ha permesso di coordinare ogni fase, fino al trasferimento aereo del fegato.

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Pubblicato il 24 Ottobre 2026
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