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“In Regione Lega indifferente alle richieste su salute e ambiente a Malpensa”

Il movimento 5 Stelle "punzecchia" gli ex alleati e torna a sostenere l'idea di una Valutazione Ambientale Strategica sull'impatto dell'aeroporto

ticino

Un “disastro ambientale” costato milioni di euro, ma ancora non risolto. È lo scenario dell’ambiente sotto le rotte di decollo di Malpensa, che torna in primo piano con un intervento firmato dagli eletti del Movimento 5 Stelle Gianluigi Paragone Niccolò Invidia e Roberto Cenci, col supporto degli attivisti  provincia di Varese.

«Siamo giunti oltre la metà del 2019 e nulla è cambiato. Anzi la situazione è fortemente peggiorata con il continuo consumo di suolo per la realizzazione di parcheggi (con le indagini giudiziarie che hanno evidenziato la gestione di alcuni di essi da parte della criminalità organizzata), centri commerciali, infrastrutture viarie a supporto dell’aeroporto di Malpensa ,senza che mai sia stata effettuata una Valutazione Ambientale Strategica (il P.T.R.A. scaduto nel 2009 e non ancora riattivato) che deve stabilire quali sono i limiti di espansione dell’ aeroporto di Malpensa tenendo conto di tutte le infrastrutture già presenti nei territori limitrofi».

Il riferimento al “disastro ambientale” è legato alla cosiddetta “Sentenza Quintavalle”, che stabilì appunto un risarcimento che Sea e  Ministero dei Trasporti dovettero pagare (8 milioni di euro) alla società “3 Pini”,  risarcimento appunto per i danni provocati all’inquinamento alla proprietà boschiva. Una vicenda che riempì le pagine dei giornali dal 2010 al 2014.

Ora i pentastellati tornano alla carica.
«All’inizio della legislatura del Governo Conte2, in Lombardia, dove la Lega governa da sempre, si continua da una parte ad invocare la piazza e il voto, e dall’altra a dimostrare indifferenza verso le richieste dei cittadini, delle associazioni e delle amministrazioni.  Questa affermazione è supportata dai fatti: sul tema Malpensa infatti sono stati totalmente inascoltati i cittadini e le amministrazioni del Cuv che da diversi anni  evidenziano i problemi e le criticità di convivenza con la presenza dell’aeroporto di Malpensa e  di tutte le infrastrutture connesse, a volte inutili, se non addirittura dannose. Va ricordato  che il territorio aeroportuale è infatti all’interno del Parco Naturale del Ticino, inserito dal 2002 anche nel Programma M.A.B. dell’UNESCO). Ricordiamo inoltre che dal 27 luglio, a causa dei lavori a Linate con il Progetto Brigde, i voli sono stati trasferiti senza nessuno studio (V.I.A.) sull’impatto di un incremento repentino sia del traffico passeggeri che dei movimenti (tra il +45 e il 56%) e senza una pianificazione condivisa coi territori degli incrementi di traffico sulle arterie viarie (in primis la già sovraccarica Ss 336). Tutto ciò può solo incrementare il già accertato “Disastro Ambientale” emerso con la Sentenza “Quintavalle”».

La sentenza richiamava le responsabilità in solido di Sea e dello Stato, ma il Movimento 5 Stelle richiama anche le responsabilità politiche di Regione Lombardia. La Lega è il bersaglio polemico: accusata appunto di alzare i toni a Roma, ma di non impegnarsi per il bene comune in Lombardia.
«Bene dopo anni di inattività, serve e chiediamo urgentemente alla Regione l’avvio della V.A.S. come anche l’introduzione del nuovo sistema di calcolo e monitoraggio A.E.D.T. in sostituzione dell’obsoleto e superato metodo I.N.M. (come ha imposto l’Arpa Campania alla società di gestione dell’aeroporto di Napoli-Capodichino). Ciò con il monitoraggio tramite centraline poste sotto le S.I.D. [rotte di decollo, ndr] sia del rumore associato ai sorvoli che degli inquinanti atmosferici».

«Si ricorda poi che a 20 anni dalla inaugurazione di “Malpensa 2000” devono acora essere attuate tutte quelle misure di mitigazione e di compensazione ambientale (Piano del Verde. Un milione di alberi MAI piantati) prescritte dal c.d. Decreto D’Alema.  Soprattutto, a tutela della salute pubblica, insistiamo sul fatto che occorrerebbe la continua indagine epidemiologica sulle popolazioni residenti intorno all’area aeroportuale,  con la prosecuzione ed aggiornamento dell’indagine avviata dal Comune di Casorate S.ne nell’ormai lontano 2011. La Sea e la Regione Lombardia devono farsi promotrici  di tutte queste iniziative. Peraltro, già previste dalle Leggi vigenti». Allo Stato – e dunque anche al governo, ieri e oggi – il compito di vigilare. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 Settembre 2019
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