La lezione della scuola al tempo del coronavirus

Stiamo assistendo a una importante lezione da parte degli istituti lombardi. Esiste un corpo docenti nel nostro territorio che lavora con mezzi a volte precari per garantire continuità e trasmettere serenità

Scuola digitale

Caro direttore,

sono una mamma e da mamma vorrei dire “grazie” alla scuola con la S maiuscola, la Scuola che non si ferma, neppure al tempo del Coronavirus.

In questi giorni stiamo assistendo a una importante lezione da parte degli istituti lombardi. Esiste un corpo docenti nel nostro territorio – mi riferisco alla Provincia di Varese, perché abito qui, ma sono certa che lo si potrebbe dire di tanti insegnanti di tutta la Lombardia – che si è “rimboccato le maniche” e che dal giorno dell’Ordinanza Ministeriale lavora instancabilmente in una situazione di emergenza, con mezzi a volte anche “precari”, per garantire continuità e trasmettere serenità ai nostri figli.
Cartelle condivise tra insegnanti e studenti, registro elettronico, piattaforme di e-learning: noi genitori abbiamo imparato a districarci tra tante novità che in questo momento stanno mostrando il loro strategico potenziale.

Questo per dire che, nei giorni in cui il Coronavirus è nei discorsi e nei pensieri – anche preoccupati – di tutti noi, il rapporto scuola-famiglia non è mai venuto meno, nonostante l’impossibilità fisica dei nostri ragazzi di poter “fare scuola” a scuola.
Una relazione che è rimasta ben salda, perché ha saputo trovare il modo per trasformare una difficoltà in opportunità, mettendo insieme energie per alimentare nuove sinergie.
E la cosa che più colpisce è che non c’è differenza tra i ragazzi che frequentano le scuole secondarie di I o II grado e le primarie: i bambini proseguono l’attività didattica anche da casa – certo in un clima più rilassato che richiede tanto impegno anche a noi genitori – in modo da consolidare i progressi fatti; i ragazzi hanno il tempo per assimilare, approfondire e rafforzare nozioni e contenuti.

Da mamma, in tutta sincerità, sono fiera di come le realtà scolastiche del nostro territorio, di tutti i livelli di Istruzione e grado, si siano attivate in questa particolare situazione e sono ammirata dalla grande prova che stanno dando le scuole dei piccoli centri, meno note ai più, ma che si confermano un punto di riferimento formativo ed educativo per le famiglie e i ragazzi e meritano certamente una menzione.
Penso, ad esempio, alle scuole primarie G. Cantore di Oggiona con S. Stefano o alla Canziani Bosco di Varese o all’I.C. Don Cagnola e a all’ISIS KEYNES di Gazzada Schianno che, senza troppo clamore e lontano dai riflettori, svolgono il proprio lavoro come sempre, fronteggiando al meglio, mediante le nuove tecnologie, con serietà, passione e trasmettendo serenità, in questo particolare momento.

Non era scontata questa reazione da parte del sistema scolastico. Se ce lo avessero detto una settimana fa, prima dell’ansia da Coronavirus, buona parte di noi genitori non ci avrebbe creduto. Dirigenti scolastici, insegnanti e tutto il personale che lavora nelle nostre scuole fa qualcosa di straordinario ogni giorno. Per loro – spesso genitori che vivono le nostre stesse paure -, però, tutto ciò è ordinario, è il loro lavoro e lo svolgono con passione. Una passione che, in queste circostanze, sta dimostrando una forza e una determinazione inattesi, una lezione di cui mi auguro le nostre figlie e i nostri figli, studentesse e studenti, uomini e donne di domani facciano tesoro.

Una Mamma

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Febbraio 2020
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