I sindacalisti Adl chiedono la chiusura del Comune: “Mancano i dispositivi di protezione”

Le Rsu hanno scritto al sindaco e al Prefetto chiedendo la riduzione al minimo dei servizi. Anche lo smart working non decolla: "Concesso solo a pochi dipendenti fragili"

Nuovi parcheggi davanti al comune di Busto

Non tutti i dipendenti del comune sono ancora dotati dei dispositivi di protezione personale per limitare il rischio di contagio da Coronavirus e i delegati RSU di AdL Varese del Comune di Busto Arsizio hanno scritto una lettera all’amministrazione comunale per presentare alcune proposte.

«Vista la grave emergenza nazionale relativa all’epidemia da Covid-19 attualmente in corso è ritenuta prioritaria l’esigenza di limitare la possibile diffusione del virus anche tra i dipendenti comunali – scrivono – considerato che i dipendenti comunali lavorano spesso in locali, anche se chiusi al pubblico se non per appuntamento, sovraffollati di personale, in ambienti ridotti in cui diventa difficile rispettare le attuali misure normative per il contenimento dell’epidemia; il contagio anche di un solo dipendente comporterebbe, come minimo, la messa in quarantena di interi settori o direzioni comunali, con i danni che ne comporterebbe non solo per la sicurezza e per la salute dei lavoratori ma anche per l’interruzione dei servizi erogati dal comune alla cittadinanza che ne deriverebbe».

C’è un problema di scarsità di dispositivi (guanti e mascherine) e di gel igienizzante in commercio e una difficoltà di reperirne sul mercato. C’è anche il problema di sanificazione degli uffici pubblici.

Lo smart working, nonostante la recente approvazione del Regolamento sul tema, non è così facile e immediato da adottare con soluzioni tecniche e organizzative tali da consentire la prosecuzione dell’attività attraverso forme di lavoro agile, se non per un gruppo limitatissimo di dipendenti che presentano gravi patologie o messi in quarantena senza malattia.

In base ai recenti decreti emanati dal Governo i rappresentanti sindacali chiedono al Sindaco di adottare immediatamente una ordinanza contingibile ed urgente per sospendere tutti i servizi comunali salvo assicurare i servizi minimi essenziali salvaguardando la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici almeno fino al 3 aprile, salvo eventuali proroghe; vietare la presenza dei dipendenti comunali, che non dovranno prestare servizio, nei locali di lavoro, con l’eccezione dei dirigenti e dei dipendenti necessari a garantire i servizi minimi essenziali, prevedendo quanto disposto dall’art. 19 comma 3 del D.L. 2 marzo 2020 n.9; salvaguardare i dipendenti che comunque resteranno in servizio prevedendo apposite turnazioni e criteri di rotazione tra il personale di cui già da ora si chiede di essere preventivamente informati; applicare criteri univoci tra le varie direzioni; non intaccare, ove possibile, le ferie relative all’anno 2020, limitandosi alle ferie 2019 e alle eccedenze orarie da verificare ex post; riorganizzare i servizi e i settori nel rispetto delle normative vigenti in materia di salute e sicurezza

Si chiede inoltre al Prefetto di Varese, a cui è stata inviata la stessa comunicazione, di farsi promotore delle istanze con l’Amministrazione del Comune di Busto Arsizio ed eventualmente intervenire, per quanto di sua competenza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 Marzo 2020
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