Lugano Airport in liquidazione

La decisione del Cda alla luce delle difficoltà della società e del contesto. L'attività dell'aeroporto continuerà in misura ridotta in vista dell'ingresso di eventuali soggetti privati

lugano airport

La società Lugano Airport SA sarà messa in liquidazione. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della stessa (la società è di proprietà della Città di Lugano per l’85,5% e del Cantone per il 12,5%) dopo aver escluso la possibilità di intraprendere nuove strade per salvare la società di Agno.

I dettagli dell’operazione sono stati presentati questo pomeriggio nel corso di una conferenza stampa da parte dei responsabili della società. Non ci saranno le votazioni popolari sulla ricapitalizzazione ma nemmeno un fallimento che avrebbe avuto conseguenze definitive.

Lugano Airport va dunque verso la liquidazione, una decisione intrapresa in modo da poter cercare di onorare i costi e garantire un minimo di continuità fino ai passaggi successivi, come ha spiegato il vice presidente Filippo Lombardi.

Per il sindaco di Lugano, Marco Borradori la scelta di non cercare un nuovo prestito per la società non è stata semplice ma di buon senso: “Come Cda – ha spiegato – abbiamo ritenuto, alla luce del contesto del settore, di non proseguire oltre viste le difficoltà della società e le prospettive de mercato rese ancora più complicate dal virus. Siamo tristi per questa decisione ma non siamo rassegnati, abbiamo la speranza che con questo cambio di paradigma porti a nuovi sviluppi”.

“Tutti i collaboratori fino a maggio e i fornitori riceveranno i loro crediti saldati – ha rimarcato il sindaco -. Ora ci sarà una fase di transizione importante affinché un gruppo di privati possa acquisire la gestione dell’aeroporto nel frattempo la Città di Lugano garantirà la continuità dell’aeroporto con un nucleo ristretto. Stiamo inoltre lavorando affinché i soggetti che ruotano attorno all’aeroporto possano continuare ad operare».

“Il Cantone è rammaricato per la perdita dei posti di lavoro di Lasa e collegati – ha sottolineato il consigliere Claudio Zali -. Per circostanze esterne non siamo riusciti a prendere questa decisione in democrazia come avremmo voluto. Il Cantone esce di scena, perché sciolta la società perde la sua partecipazione azionaria. La speranza è che si possa ripristinare il servizio e il pensiero finale resta per le maestranze. Purtroppo le circostanze esterne non ci permettevano di guardare al futuro”.

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 23 Aprile 2020
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