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“La mafia si nutre delle difficoltà dei cittadini”: il ricordo della strage di Capaci

A ventotto anni dalla Strage di Capaci i discorsi commemorativi di Sergio Mattarella e Giuseppe Conte

giovanni falcone paolo borsellino lenzuolo

«La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre». Ha commentato così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione del ventottesimo  dell’anniversario della strage di Capaci.

«I mafiosi non avevano previsto – aggiunge Mattarella – che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi». Nel videomessaggio ai giovani delle scuole del progetto ‘La nave della legalità‘ Mattarella ha detto che devono essere “fieri” dell’esempio di Falcone e Borsellino e di ricordarlo sempre.

«Adesso più che mai dobbiamo vigilare. Le mafie si nutrono delle difficoltà dei cittadini. Di fronte alla pandemia che sta danneggiando il tessuto occupazionale, il sistema produttivo, la risposta dello Stato deve essere forte, rapida e incisiva», ha scritto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Facebook, «gli uomini e alle donne facendo il loro dovere, con amore e dedizione, ogni giorno ci dimostrano che l’Italia è un grande Paese e ci rafforzano nella convinzione che il “piano” delle mafie è destinato a fallire».

28 anni fa la strage di Capaci

Il prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani, il questore di Palermo, Renato Cortese, Maria Falcone, sorella del giudice, Tina Montinari, la vedova del caposcorta del giudice, il comandante provinciale dei carabinieri, Arturo Guarino, e il comandante provinciale della Guardia di finanza, Antonio Quintavalle, hanno deposto una corona sul luogo della strage di Capaci.
A causa dell’emergenza coronavirus, quest’anno non ci saranno manifestazioni e la fondazione intitolata al magistrato ha proposto di esporre un lenzuolo bianco ai balconi. Sarà celebrata una messa nella chiesa di San Domenico, dove è sepolto Falcone, e alle 17.58 – ora della strage – un minuto di silenzio davanti all’albero Falcone, in via Notarbartolo.

«La cosa più bella è il movimento che parte dalla base giovanile dell’Università, la loro voglia di portare avanti i valori di Giovanni, Paolo e Francesca dobbiamo agevolarla», Maria Falcone è intervenuta così alla Conferenza dei rettori in streaming. «Noi tutti adulti dobbiamo continuare ad aiutare i giovani, da anni come Fondazione incoraggiamo i ragazzi. Dobbiamo approfittare delle potenzialità delle giovani mente, Giovanni diceva per vincere la mafia non basta la repressione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 Maggio 2020
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