Varese, Como e Milano: tre imprese per una mascherina

Flenghi Divise 1947 di Busto Arsizio, Canclini 1925 di Lurate Caccivio e Fraizzoli 1925 di Milano unite in un progetto per la mascherina totalmente made in Italy

mascherine

«La pandemia non ci ha fermato, ma ha cambiato il nostro modo di confrontarci e di reagire ad un problema che nessuno di noi avrebbe mai pensato di affrontare. La necessità di trovare una pronta risposta ci ha spinto a reinventarci, a studiare e metterci in gioco».

È questo lo spirito che sta dietro all’iniziativa che ha visto una collaborazione tutta lombarda di tre aziende, di cui una varesina, per realizzare una mascherina di alta qualità e certificata per affrontare l’emergenza Coronavirus. Grazie al know-how di Flenghi Divise 1947 di Busto Arsizio,  di Lurate Caccivio e Fraizzoli 1925 di Milano, che sono riuscite a convertire parte delle linee produttive per rispondere ad un’esigenza di sicurezza per la collettività, è stata realizzata una mascherina chirurgica che nei giorni scorsi ha ottenuto parere favorevole per produzione e commercializzazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

«Non è stato facile, sia a livello burocratico sia a causa della scarsità della materia prima ideale, il TNT Meltblown già raro prima della pandemia e divenuto ormai introvabile da inizio Marzo – raccontano i responsabili dell’iniziativa -. Perdersi d’animo non è nella nostra natura e così la Canclini, la Flenghi Divise e la Fraizzoli si sono confrontate per trovare il miglior mix di materiali creando un dispositivo medico capace davvero di proteggerci ed evitando di importare prodotti dall’estero di dubbia qualità e con certificazioni non idonee».

La mascherina, è costituita di 3 strati, lato bocca in misto cotone elasticizzato, dall’alto potere filtrante trattato con un particolare finissaggio che lo rende completamente idrorepellente accoppiato con due strati di TNT 100% polipropilene. Questa stratificazione ha permesso di superare tutti i test richiesti, per creare un prodotto 100% made in Italy. La scelta di questi articoli è stata dettata dall’esigenza di trovare dei materiali di utilizzo quotidiani, prodotti da filiera italiana per non dover essere dipendenti dall’estero in un momento in cui la risposta doveva essere immediata. Oggi le aziende sono in grado di fornire questi presidi medici anche a strutture sanitarie.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 Giugno 2020
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