Via Francisca, l’ottava tappa da Bereguardo a Pavia

Sedici km per l'ultima tappa della Via Francisca del Lucomagno. Al gruppo degli otto partiti da Lavena Ponte Tresa si è aggiunta Eleonora e la piccola Mimì. A loro sono stati consegnati i primi testimonium, il documento che certifica l'avvenuto cammino

Gli ultimi tre chilometri sono un dono. Si lascia l’asfalto, la strada trafficata e si scende sul sentiero di fianco al Ticino. Siamo sul versante opposto a dove passa la Via Francigena. I due cammini storici si intersecano al termine del ponte coperto per poi prendere insieme l’arteria principale della città che unisce il centro storico.

L’ultima tappa, l’ottava, è corta. Sono sedici chilometri e, a differenza di quella precedente, incontra spesso case e qualche bar. Prima Sanvarese e poi Torre d’Isola permettono di fare brevi soste per prendere acqua o un caffè. Nell’ultimo borgo prima di Pavia facciamo la pausa più lunga.

Nell’aria si avverte la vicinanza della meta. Il gruppo si sfarina e poi ricompatta spesso. La tappa permette di immergersi nuovamente nella natura e soprattutto nelle coltivazioni di questa zona che sono dominate dal riso e dal granturco. Percorriamo brevi tratti su carrarecce e poi piste ciclabili. La gran parte del tracciato è ancora su stradine laterali poco transitate da auto.

Alle porte di San Lanfranco lasciamo la strada per entrare nel sentiero di fianco al Ticino. Mancano poco più di tre chilometri e ci gustiamo l’atmosfera. Siamo tornati a camminare tutti insieme. A noi otto (Neven, Nadia, Laura, Stefano, io, Marta, Alessandro e Giampaolo, in ordine di età) si sono aggiunte, come nella prima tappa, Eleonora e la piccola Emilia (Mimì) di un anno e mezzo. È lei la più piccola, e con il suo sorriso da ieri sera ha portato ancora più allegria al gruppo. Procede nel marsupio della sua mamma, ma pur dicendo pochissime parole, si fa capire benissimo e ogni tanto vuole camminare anche lei. Così facciamo a turno ad aspettarle perché con le sue gambette non potrebbe certo reggere il ritmo degli altri.

La presenza di una bimba così piccola è gioia nella gioia. È stata bravissima e ha fatto un dono a tutti e in particolare alla sua mamma quando nell’ultima tappa all’improvviso ha pronunciato per la prima volta il suo nome: “Mi…mì”.

Lungo il sentiero sul Ticino una nuova sorpresa. Ci hanno raggiunto Fabio e Svetlana che anche loro avevano camminato le prime due tappe con noi. Insieme siamo arrivati al Ponte coperto per le foto di rito, ma soprattutto per scoprire l’emozione di una meta che per la maggioranza del gruppo era la prima di un cammino così lungo. 135 km di strada, otto giorni e sette notti.

Ottava tappa della Via Francisca da Bereguardo e Pavia

L’ultima pausa è nella piazza della Concordia per consumare un pasto insieme prima di spostarci nella Basilica di San Pietro in ciel d’oro per una breve cerimonia alle 15. Lì ci aspettava Ferruccio Maruca, vero “papà” della Francisca. Con lui il priore dei padri Agostiniani Antonio Baldoni, Paul, responsabile dell’ufficio turistico del comune di Pavia, il consigliere comunale e presidente della commissione cultura Roberto Tilocca.

Il priore, dopo un racconto della storia della basilica e della comunità degli Agostiniani, ci ha consegnato i primi otto testimonium, il documento che attesta l’avvenuto cammino, come è previsto a Roma per la Francigena, a Santiago con la compostela per i cammini spagnoli e in diverse altre esperienze.

Si chiude qui un cammino insieme di un gruppo che ha percorso sempre in armonia tutta la strada da Lavena Ponte Tresa a Pavia. Una esperienza che lascerà tanti ricordi in ognuno di noi. Le parole di Alessandro ben testimoniano il clima. di questi giorni.

“Non importa dove sei ma con chi sei” Io ero, sino a poche ore fa, con persone veramente speciali che mi hanno fatto sentire bene, molto bene e ho camminato con loro in posti bellissimi. Cosa si può chiedere di più? Nulla! Si può solo dire. GRAZIE!

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di marco@varesenews.it
Pubblicato il 21 Giugno 2020
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