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Casorate Aperta spariglia con una candidata sindaca di 27 anni

Sarà Martina Grasso l'aspirante sindaco sostenuta dal fronte alternativo a Dimitri Cassani. Con lei anche il consigliere uscente Poli, ma per il resto promette grande rinnovamento generazionale

Casorate Sempione Generico

In queste elezioni anomale, a Casorate Sempione la lista civica di centrosinistra Casorate Aperta spariglia le carte lanciando una candidata sindaca di 27 anni: è Martina Grasso.

«Sono nata e cresciuta qui, amo tanto il mio paese: ho accettato perché voglio davvero che il paese in cui vivo funzioni e si possa vivere bene» spiega Grasso. Di professione geometra, è giovane, ma non digiuna di amministrazione, visto che è figlia di Marco Grasso, consigliere comunale uscente: «La vita amministrativa del paese l’ho vissuta dentro casa».

La lista non c’è ancora, ma da Casorate Aperta insistono su un punto: il rinnovo generazionale anche come occasione per fare tabula rasa del passato.

«Un ricambio radicale per la nuova lista: dopo quindici anni inizia un nuovo periodo» dice Tiziano Marson. «Per cinque anni in cui l’unico problema per Cassani e i suoi era andare contro quanto avevamo fatto noi. Ora gli togliamo l’alibi, on potranno più rifarsi solo al passato».

Casorate Sempione Generico

Ci sarà invece in lista Gian Luigi Poli, che viene dall’area del centrodestra ma negli ultimi cinque anni ha marciato unitariamente con il resto dell’opposizione: «Con onore entro nella nuova lista, finalmente i giovani non sono più delle comparse come sono stati trattati in passato»

Il programma è ancora in preparazione nei dettagli, ma Martina Grasso qualcosa lo svela. Come lo slogan ABC, che sembra alludere alla semplicità ma in realtà cela le iniziali di «Ambiente, Benessere e Comunità, da costruire e implementare, nel segno della trasparenza».

Trasparenza è una parola che ricorre. Un po’ come base di programma («Vogliamo ri-istituire il giornalismo, una newsletter, modi per dare una informazione accessibile», dice Martina Grasso), un po’ come contestazione all’operato della giunta in carica, appunto quella di Rinascita Civica con Dimitri Cassani (qui le ultime notizie).

La lista delle criticità dell’opposizione è lunga. Sull’ordinaria amministrazione, come le asfaltature: «Abbiamo il paese disastrato, si sono fatte asfaltature e poi si sono aperti i cantieri per la fibra spaccando tutto: doveva essere pronta per San Tito, metà paese aspetta ancora» dice Tiziano Marson. «Serve una manutenzione del territorio più attenta: si aprono buchi e voragini, è successo in via 25 aprile, in via Roncaccio, in piazza San Rocco» dice Marco Grasso. «La situazione fognature va monitorata meglio, Comune deve tenere attenzionato e segnalare ad Alfa».E ancora: «Al cimitero non si muove una tegola da due mesi: pare che la Sovrintendenza chieda il mantenimento delle capriate. Intanto da due mesi c’è impalcatura: non si poteva scoprirlo e verificarlo prima i vincoli?

Ma più ancora su alcuni progetti strategici dell’amministrazione.  «L’unica vera opera è l’area parco o parcheggio o polivalente, l’hanno chiamata in tanti modi» contesta Colella. «In sostanza, la sistemazione tra municipio, palestra e biblioteca: a oggi 200-250mila euro tra opere già fatte e attese. Annunciata come una piazza, ma di fatto chiusa da un cancello»

Poi c’è tutta la perplessità sull’operazione di recupero del vecchio municipio: «Senza progettazione della piazza è monco dell’idea di una nuova piazza. E viene finanziata accendendo un mutuo da 440mila euro». Perplessità anche sull’idea della sala da 40 metri quadri: «È possibile pensare a consigli comunali con pubblico in 40 metri? E all’opposto: ci serve davvero una sala consigliare di rappresentanza?».

Più in generale sulle opere viene contestata poi una «mancanza di trasparenza, in assenza di commissioni», così come sull’uso delle risorse. «Abbiamo visto nel tempo somme considerevoli non spese, avanzi di bilancio consistenti: il Comune non è una azienda che deve fare utili, deve usare i fondi» contesta Marco Grasso.

 

Non c’è neppure da ricordare, poi, lo scontro durissimo con la maggioranza sul tema ferrovia. Se alla fine il Comune di Casorate – con il consiglio comunale – ha espresso una posizione univoca e critica, viene contestata «la mancata partecipazione alla fase di scoping, in cui Comuni avevano diritto e dovere di fare osservazioni e fare richieste compensative».

Ma questo è ancora una analisi sul passato. Mentre adesso si vuole ripartire con una nuova fase. Ad esempio su governo del territorio: «C’è un Pgt in scadenza, un normale aggiornamento dello strumento urbanistico: chi arriva, chunque sia, dovrà occuparsene. Qualche idea ce l’abbiamo già, a partire dal concetto spesso evocato e poco praticato di sostenibilità ambientale e consumo di suolo».  

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 31 Luglio 2020
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