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Amga nel salvataggio di Accam, il M5S: “Davvero si sta pensando ad una simile follia?”

L'onorevole Riccardo Olgiati chiede al nuovo sindaco di Legnano, Lorenzo Radice, quali siano le sue intenzioni in vista dell'assemblea dei soci Accam

accam post incendio

Una NewCo con Amga e Agesp per salvare l’inceneritore di Borsano Accam. La decisione potrebbe essere presa tra due giorni dall’assemblea dei comuni soci di Accam, la prima alla quale prenderà parte il nuovo sindaco di Legnano, Lorenzo Radice. Una decisione importante sulla quale interviene l’onorevole legnanese del M5S Riccardo Olgiati che insieme al gruppo locale già nei mesi scorsi aveva sollevato «dubbi di inopportunità sulle voci di uno sviluppo di una Newco AMGA-AGESP che avrebbe assorbito al suo interno la società che gestisce l’inceneritore di Borsano, perchè non avrebbe dovuto rientrare nei compiti del commissario avvallare un piano di tale portata».

Olgiati ricorda che lo stesso futuro sindaco chiese uno stop a qualsiasi iniziativa commissariale a pochi giorni dal voto ma questo, avverte il deputato, non è bastato: «Non solo abbiamo scoperto che nulla si è fermato, ma che sul tavolo dei comuni soci c’è una manifestazione di interesse ben concreta e messa nero su bianco da parte di AMGA che prevede uno stanziamento iniziale di 1,5 milioni da parte della NewCo AMGA-AGESP, quindi sempre soldi dei cittadini». Una soluzione «folle» per il M5S , poichè ACCAM è «un impianto in forte dissesto economico che non produce più energia a causa dell’incendio di gennaio, che risulta ad alto rischio in quanto non coperto da assicurazione e che, proprio qualche giorno fa, la Regione lo ha declassato a impianto di solo smaltimento (togliendoli la qualifica R1 legata alla produzione di energia ) con la conseguente preclusione a trattare molti rifiuti speciali».

Anche lo stato della società ACCAM preoccupa i pentastellati: «Accam – ricorda Olgiati – non è più una società in house e quindi i comuni soci, Legnano compresa, sono costretti ad andare a gara per lo smaltimento dei rifiuti con la concreta possibilità di trovare soluzioni più economiche e sostenibili; ha un contenzioso aperto con i gestori dell’impianto (EuroPower) per la responsabilità dell’incendio, necessita di una nuova polizza assicurativa e le assicurazioni in un contesto simile si stanno rifiutando di stipulare contratti, necessita di investimenti di decine di milioni per riparazioni e ammodernamenti che devono essere garantiti da fidejussioni dei comuni soci. Altro punto importante: tutto questo piano di “salvataggio” richiede tempi molto più lunghi degli attuali 7 anni rimasti a disposizione prima dello spegnimento previsto al 2027, spegnimento che infatti si prevede già di slittare al 2032 e poi chissà… ma cosa più eclatante è che è un piano di salvataggio a favore di un privato che potrà entrare nella gestione dell’impianto una volta che i comuni si sono accollati i debiti».

«Ma davvero si sta pensando ad una simile follia?! – è pertanto la domanda dell’onorevole Olgiati Siamo in un momento storico in cui la sostenibilità ambientale è sulla bocca di tutta Europa, alle porte di una stagione di investimenti senza precedenti in cui la parte del leone la faranno proprio gli investimenti legati alla transizione energetica ed alla sostenibilità, stanno per aprirsi opportunità importanti per il Paese grazie alle risorse europee in arrivo dal 2021, e assistiamo all’ennesima soluzione che vuole tenere in vita un ferro vecchio. Insomma…oggi, anzi da ormai diversi anni, ACCAM sta bruciando solo 2 cose: i soldi dei cittadini e gli anni di vita di coloro i quali vivono nel nostro territorio. Caro sindaco Radice…mercoledì sarai chiamato a partecipare alla tua prima assemblea ed avrai una grande responsabilità: in attesa di un consiglio comunale ad hoc, (già sollecitato dall’opposizione) che evidentemente non sarà convocato prima dell’assemblea, che intenzioni hai

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 Ottobre 2020
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