“La Regione ha acquistato vaccini antinfluenzali per le fasce a rischio. Per gli altri, è un problema delle farmacie”

L'assessore al Welfare Gallera e il Presidente della commissione sanità Monti garantiscono le dosi ma solo per le fasce a rischio e si smarcano dal problema degli approvvigionamenti per gli altri cittadini

Sono due milioni e quattrocento mila le dosi di vaccino acquistate da Regione Lombardia per far fronte alla campagna anti influenzale. È quanto annuncia il Presidente della Commissione sanità Emanuele Monti che garantisce la copertura dell’80% dei target sensibili indicati dal Ministero della Salute.

Le sue affermazioni sostengono, dunque, quanto affermato dall’Assessore regionale al Welfare Giulio Gallera: «I vaccini li abbiamo e, d’intesa con i medici di medicina generale, offriremo la vaccinazione a tutti gli over 60, al personale sanitario, ai bambini tra 6 mesi e 6 anni e a quanti soffrono di patologie. Abbiamo comperato l’80% di dosi in più rispetto allo scorso anno e pensiamo di aumentare la percentuale dei vaccinati dal 45% dello scorso anno sino al 75% richiesto dagli standard e persino 80/90% tra i sanitari».

Stando ai numeri, però, le dosi necessarie per assicurare la copertura totale dovrebbero essere 4 milioni: sono circa 600.000 i bambini tra 6 mesi e 6 anni; 330.000 operatori sanitari e 3 milioni di ultrasessantenni. Il consigliere del PD Samuele Astuti più volte ha rimarcato le lentezze di Regione Lombardia nell’accaparramento delle dosi attraverso i bandi, sostenendo, inoltre, che nell’ultima asta la spesa sostenuta è stata di gran lunga maggiore rispetto alla media.

Secondo Emanuele Monti, però, le scorte di Regione sarebbero giustificate anche da una domanda che è sempre stata inferiore rispetto all’offerta: « Oggi nessuno parla delle dosi che avanzeranno a fine campagna – commenta – Chi giustificherà quei costi sostenuti davanti alle dosi inutilizzate?».

In Lombardia, comunque, c’è il rischio che, a parte le fasce tutelate, chiunque volesse acquistare una dosa vaccinale in farmacia non la trovi: « È un tema che riguarda i farmacisti e le case farmaceutiche – ci tiene a precisare Monti – Regione non può farsi carico della mancanza di medicinali. Siamo comunque certi che a novembre, quando si entrerà nel vivo della campagna vaccinale, le case farmaceutiche riusciranno rifornire anche le farmacie così da soddisfare la domanda privata».

Il tema dell’importanza della vaccinazione anche per ridurre gli effetti del contagio da Covid vengono spiegati poi dal direttore generale dell’Asst Valle Olona: « Non si confonda il vaccino antinfluenzale con il Covid19. La copertura vaccinale non salvaguarda, e ripeto NON, dal contagio. Può intervenire nel contenere la malattia, ma solo le misure igieniche del distanziamento, mascherina, igiene delle mani e aerazione dei locali rappresentano l’unica vera prevenzione ai contagi».

Infine, Emanuele Monti ritorna sul tema dell’avvio della campagna vaccinale: « Il tempo giusto è fine ottobre e inizio novembre perchè la copertura dura tre mesi e, di solito, il picco arriva tra gennaio e febbraio. In provincia di Varese lavora già a pieno regime la macchina organizzativa. Ats Insubria si sta coordinando con i medici di medicina generale e so che anche 30/40 comuni hanno già messo a disposizione luoghi ampi tipo palestre, stadi, auditori dove accogliere i cittadini delle fasce protette, evitando così l’assalto dei primi giorni e possibili resse. Per fine ottobre sarà tutto pronto».

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 01 Ottobre 2020
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