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Lettera di una figlia ai truffatori del padre: “Avete umiliato un grande uomo per pochi spiccioli”

Una donna racconta il mix di rabbia e delusione per quanto accaduto al padre 79enne, truffato da un finto termotecnico e un finto vigile che sono entrati in casa sua: "Cambiate. Diventerete vecchi anche voi"

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera integrale di una cittadina residente a Busto Arsizio il cuin padre, nei giorni scorsi, ha subito una truffa in casa da parte di due individui che si sono spacciati per un termotecnico e un vigile urbano. Nelle seguenti righe la donna racconta la vicenda e spiega le conseguenze che questa vicenda ha avuto su un uomo di 79 anni e sui suoi familiari.

La vittima dell’ennesima truffa perpetrata a Busto Arsizio da persone senza scrupoli è mio papà, F. 79 anni, persona molto attenta, consapevole di dover diffidare degli sconosciuti, soprattutto da quando è rimasto vedovo. Vorrei che imparassimo da questa esperienza, perché tutti potremmo essere i prossimi truffati.

I due individui che lo hanno raggirato e derubato sono due uomini, uno di 30 anni circa longilineo e l’altro intorno alla cinquantina di corporatura più grossa; si sono spacciati per un termotecnico e un vigile in borghese.
Il mio papà è un uomo che si è consumato in questi anni a causa di numerose patologie e soprattutto di grandi dolori per la perdita di persone care: un figlio morto giovane e una moglie amatissima, scomparsa improvvisamente.

Ho deciso di scrivere questa lettera aperta e mi rivolgo a voi che avete umiliato un grande uomo, il mio papà, gli avete procurato un grande dolore; vorrei che lo vedeste, lo guardaste negli occhi per comprendere la sofferenza di cui siete causa. Vi domando: non avete un papà? non avete una mamma? Non vi assale un pensiero quando truffate “e se fosse mio padre, se fosse mia madre?” e cosi vi rispondete?

Io ora sto soffrendo con mio papà, ci vorrà del tempo per superare questo traumatico momento. La vita gli aveva già tolto tanto, poi siete arrivati voi e gli avete tolto tutto. Non mi riferisco solo agli oggetti cari, preziosi soprattutto per il loro valore affettivo (l’anello di fidanzamento acquistato grazie alla fatica di un secondo lavoro, la catenina regalata al figlio per il battesimo, …); gli avete tolto la dignità, l’autostima, lo avete caricato ingiustamente di sensi di colpa per il fatto che lo avete condotto voi a consegnarvi i ricordi di una vita, custoditi gelosamente fino a quel momento. Che orrore pensare che i preziosi, non per il valore economico, indossati con orgoglio dalla mia mamma nelle grandi occasioni ora sono diventati oggetti anonimi fonte per voi di pochi spiccioli.

Voi siete entrati nella sua casa con l’inganno, avete indossato la maschera di persone gentili, rassicuranti e pronte ad aiutarlo. E lui, da uomo buono e incapace di fare del male agli altri, si è fidato di voi e si è affidato a voi. Certo…persone come voi non sanno cosa sia la vergogna, non hanno nessun senso di pietà per un uomo visibilmente fragile.

Provo una grande orrore al pensiero che il mio amatissimo papà sia stato per quasi mezz’ora con voi nella sua casa, in balia delle vostre orribili intenzioni. Lo avete umiliato, schiacciato con la vostra prepotenza, forse lo avete anche deriso…di certo gli avete causato una sofferenza inaudita; spero che questo enorme dolore non abbia conseguenze più gravi sul suo stato di salute delle quali vi riterrò moralmente responsabili.

Proverò a ridargli un po’ di fiducia in se stesso e negli altri, a consolarlo, a rincuorarlo perché la vita ci ha insegnato a rialzarci nella certezza che c’è sempre un disegno divino dietro agli aventi che ci accadono, anche i più terribili … e questo è davvero terribile.

Provo una grande pena per le vostre squallide vite spese creando sofferenza e colpendo i più deboli per garantirvi guadagni facili. Che esempio date voi ai vostri figli? Io provo una profonda stima per il mio papà perché è un grande uomo, onesto, altruista, che si è guadagnato ogni cosa con il duro lavoro. I vostri figli potrebbero dire lo stesso di voi? Ma non sarò di certo io a giudicarvi….

Di sicuro il tempo passerà inesorabilmente anche per voi; a poco a poco perderete le forze, la prestanza, vi ritroverete vecchi, deboli, bisognosi dell’aiuto degli altri, disarmati davanti alla prepotenza di chi vi vuole sopraffare e implorerete la compassione di qualcuno. Vi auguro di non incontrare nessuno come voi.

Non aspettate di diventare troppo vecchi per pentirvi, datevi ora l’opportunità di cambiare, di rendere la vostra vita degna di essere vissuta perché anche la vostra vita possa essere un capolavoro, rendetevi responsabili di un gesto umano. Vi chiedo di restituire ciò che avete tolto al mio papà, potrebbe essere l’occasione per dare una svolta alla vostra vita, cambiare, ritrovando un po’ di umanità nei vostri cuori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 Ottobre 2020
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