Fusetti lascia: Giuseppe Pignatiello perde un pezzo della squadra

L'assessore con delega, tra le altre, a instruzione e attività produttive, comunica: "Nessun dissenso o litigio: devo pensare alla mia carriera, e purtroppo non ho tempo per occuparmi come dovrei di Castano Primo"

giuseppe pignatiello luca fusetti

«Una decisione difficile e sofferta ma che non poteva più essere rimandata». Un messaggio inaspettato per i castanesi, che improvvisamente perdono uno degli assessori più impegnati. Istruzione, cultura, attività produttive, turismo e smart city: tutte le deleghe di Luca Fusetti, che ha venerdì 20 novembre ha deciso di dimettersi.

«Purtroppo sono a comunicarvi che oggi 20 novembre ho protocollato presso gli uffici comunali le mie dimissioni da consigliere comunale di Castano Primo. Chi mi conosce sa che è mia caratteristica non far mai mancare impegno, costanza, passione, competenza e soprattutto energie e tempo disponibili ai compiti e ai doveri che mi si attribuiscono, caratteristiche essenziali che purtroppo oggi non riesco più a garantire».

“Nessun problema con Pignatiello o con i colleghi”

Fusetti precisa che le dimissioni non sono dovute a screzi con l’amministrazione: «Pignatiello (Pino per me) non mi ha mai fatto mancare la sua fiducia e che con altrettanta volontà credo di aver ricambiato. L’impegno amministrativo – spiega – impone uno spirito mentale continuo, connesso ad una presenza nelle sedi istituzionali, volto al rapporto e al confronto con i vari uffici di competenza. Tali proprietà sono da sempre di difficile coniugazione con una professione dipendente, ma tramite un delicato equilibrio con cui convivo da sempre e a fronte di non poche difficoltà, ho costantemente mantenuto stabile e produttivo in questi anni. Equilibrio che purtroppo è venuto sempre più a mancare negli ultimi mesi, complice soprattutto la situazione emergenziale in cui stiamo vivendo. Di fronte ad un bivio serve sempre lucidità ed intelligenza per affrontare con coraggio anche le decisioni più dolorose, mettendo sul piatto della bilancia i pesi e le priorità in totale sintonia con la cosa più importante: la propria famiglia. Sarei poco onesto se negassi il mio dispiacere nel non potermi dedicare completamente all’attività politica ma, in una situazione mondiale in cui i disagi economici e sociali sono secondi solo alle immense difficoltà di salute, sarebbe irrispettoso non mettere al primo posto la valorizzazione e la tutela della propria attività lavorativa che, nel mio caso, è l’unica realtà di sostentamento economico e famigliare. A tale situazione già importante si aggiungono nuove prospettive ed incarichi professionali a cui sono chiamato a rispondere in virtù del mio ancora lungo cammino produttivo e per i quali devo rendere completa riconoscenza e responsabilità».

Lascio il mio compito con la consapevolezza di aver messo tutto me stesso in questi sei anni e mezzo di costante impegno, coronati con l’immensa ed incancellabile emozione della riconferma, unita ad un riconoscimento personale di cui non sarò mai grato a sufficienza. Lascio perché il mio sindaco necessita di collaboratori presenti, soprattutto in questo difficile momento. Paradossalmente le cose più belle che mi porto via del nostro rapporto non sono le molte visioni concordi ma piuttosto gli “scontri”, i confronti, le discussioni tra di noi soprattutto in privato, che avvalorano ancora di più quanto sia meraviglioso non pensarla sempre allo stesso modo. La nostra diversità spesso palese, senza maschere, non ci ha mai ostacolato nel lavorare magnificamente insieme per tutto questo tempo. Questo è l’inconfutabile esempio che le diversità sono sempre una ricchezza e che solo con l’apporto costante di impegno ed intelligenza si trasformano indiscutibilmente in valore aggiunto. Sono certo che i nostri confronti non termineranno perché sono importanti per la crescita personale di entrambi e perché in un mondo dove sempre di più l’ipocrisia e la falsità sono padroni, parlarsi “in faccia” è un vero ed inestimabile valore».

« Tra tutti i colleghi con cui ho collaborato in questi due mandati voglio particolarmente ringraziare l’ex assessore Costantino Canziani che nel primo mandato, oltre che preziosa figura di riferimento, è stato costante supporto ogni qualvolta – per impegni professionali – non potevo garantire presenza ai tavoli istituzionali. Ringrazio inoltre l’attuale assessore Isa Lodi con la quale, anche se per breve tempo, ho instaurato un collaborativo confronto su temi socio/istruttivi. Ringrazio infinitamente tutti i dipendenti comunali con cui ho lavorato proficuamente ed in sintonia in tutti questi anni. Nello specifico i collaboratori degli Uffici SUAP e Cultura/Biblioteca, con cui credo di aver instaurato un rapporto che va oltre la professionalità del compito; è un peccato non poter perseguire insieme gli obiettivi prefissati, ma è stato un privilegio condividerli e lavorarci insieme. Un ringraziamento inusuale voglio esprimerlo alle positive “collaborazioni esterne” con cui ho avuto il piacere e l’onore di operare. In primis il direttore di Confcommercio Magenta/Castano Primo, dott. Simone Ganzebi, con il quale in questi ultimi mesi si sono condivisi difficili momenti che hanno portato ad un rapporto sempre più stretto, nella costante ricerca di soluzioni e progetti per un futuro di settore migliore. Per non dimenticare il passato, ringrazio anche il presidente ed il direttore del Consorzio dei Comuni dei Navigli, con cui si è instancabilmente lavorato per fondare una progettualità ecologica che ha portato la nostra città ad abbattere l’ambito muro del 70% di raccolta differenziata (solo per citarne una). Ulteriore sentito ringraziamento lo rivolgo agli Enti scolastici, soprattutto alla Preside dell’Istituto Torno, la dottoressa Maria Merola e a tutti i collaboratori e docenti dell’istituto per la preziosa sinergia di questi anni. Il ringraziamento più grande va all’inestimabile tessuto associazionistico culturale e non del territorio. Per non tediare con l’infinito elenco, cito solo le realtà istituzionali come la Protezione Civile, la Pro Loco e la Banda cittadina, a cui sono grato e di cui sono orgoglioso per quanto fatto insieme. Tengo però veramente a ringraziare tutti: associazioni, gruppi e singoli con cui ho scambiato esperienze, emozioni, progetti in tutti questi anni. Le progettualità e le collaborazioni ancora aperte, soprattutto in ambito culturale (Auditorium, Biblioteca, Street Art, Polo Culturale del Castanese, ed altre), sono state le ultime ancore da spezzare per giungere a questa sofferta decisione, ma sono anche le tematiche a cui eventualmente potrei continuare a prestare impegno ed attenzione. Ringrazio infine coloro che mi hanno supportato e sopportato in questi anni, i “miei sostenitori” che spero di non deludere con questa scelta, ma che credo comprenderanno la fondatezza delle mie motivazioni ed in ultimo ma non per ultima, la mia famiglia, unico e onnipresente porto sicuro nei momenti di difficoltà».

«Non cesserò certo di fare politica in funzione alle mie possibilità, proseguendo l’impegno nel gruppo Alleanza Civica, considerando il fatto che avrò probabilmente più tempo da dedicare a nuovi sviluppi futuri e non perdendo la mia consueta anima socialista di “portare avanti tutti quelli che sono nati indietro” (cit. Pietro Nenni). Non cesserò nemmeno di alimentare la mia più grande passione per la Cultura, che in questi anni da assessore è cresciuta sempre più grazie anche al confronto costante e, appena le condizioni lo permetteranno, approfitterò di qualsiasi occasione per continuare a farne parte (le idee non mancano). E’ stata una meravigliosa avventura, un privilegio assoluto e un infinito orgoglio rappresentare la mia città ogni qualvolta Lei stessa mi ha chiamato. Un’esperienza che tutti dovrebbero fare per comprendere davvero le responsabilità, il senso delle Istituzioni, il peso delle decisioni, i doveri prima dei diritti. Molto spesso tra il dire e il fare c’è un mare burrascoso da attraversare, a volte con mezzi di fortuna. Spero però di aver dimostrato che, se esiste la caparbia volontà, nulla è impossibile».

E in chiusura cita Jesse Owens: «Come mi ripeto da sempre e provo ad insegnarlo ai miei figli: “Il miracolo non è essere giunto al traguardo, ma aver avuto il coraggio di partire”».

di caccianiga.marco@yahoo.it
Pubblicato il 21 Novembre 2020
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