Elezioni Somma Lombardo: rottura tra Azione e centrosinistra, nessun apparentamento
Dopo il no del centrosinistra, arrivato alla vigilia del termine per formalizzare l'accordo che avrebbe permesso ad Azione di sedere in maggioranza in casa di vittoria, il coordinatore Pedroni risponde: "Scorrettezza, non ci resta che invitare i nostri sostenitori a votare Pezzotta"
La coalizione guidata dal vicesindaco uscente Stefano Aliprandini affronta il ballottaggio del 7 e 8 giugno a Somma Lombardo senza variazioni nella propria compagine. I rappresentanti del centrosinistra hanno escluso l’opzione di un apparentamento formale con la lista Azione, che nella prima tornata elettorale aveva corso in solitaria sotto la guida di Dario Pulli raccogliendo il 4,75% delle preferenze, pari a 304 voti complessivi. (Il gap tra Aliprandini e Pezzotta a fine maggio è stato praticamente la metà, ovvero 151 schede a favore di Aliprandini).
La decisione è diventata ufficiale tramite una nota firmata dallo stesso Aliprandini. «Dopo l’esito delle votazioni dello scorso 24 e 25 maggio, viste le dichiarazioni fatte a mezzo stampa da parte dei rappresentanti di Azione era a nostro avviso doveroso fare un approfondimento sulla tematica posta. La coalizione da me rappresentata a seguito delle verifiche effettuate, ha ritenuto opportuno presentarsi al ballottaggio del 7 e 8 giugno con lo stesso assetto politico premiato dai sommesi al primo turno. Ringraziamo i vertici di Azione per la disponibilità al dialogo dimostrata».
Azione: “Scorrettezza dal centrosinistra. Non possiamo che invitare i nostri elettori a votare Pezzotta”
Il coordinatore di Azione, Marcello Pedroni, ha espresso forte contrarietà rispetto alle modalità e alle tempistiche adottate, praticamente a ridosso del termine legale per l’ufficializzazione, dal centrosinistra, ricordando i primi contatti intercorsi subito dopo il primo turno. Secondo Pedroni esiste una discrepanza tra l’approccio iniziale e l’esito finale della trattativa.
«Prendiamo atto della scorrettezza del centrosinistra sommese, perché la risposta, positiva o negativa, alla nostra proposta era più che legittima» dichiara Pedroni. «Il fatto che il candidato sindaco Aliprandini sia venuto subito dopo il primo turno in un incontro da lui definito esplorativo ma ufficiale a proporci l’apparentamento, mettendo in dubbio solamente eventuali incarichi successivi all’apparentamento, quindi assessorati piuttosto che altro, è in netto contrasto con la posizione emersa oggi: no anche all’apparentamento. Se questo è il livello di correttezza della compagine di centrosinistra locale, non possiamo che invitare i nostri elettori a votare Pezzotta. Questo senza nessun accordo, semplicemente per dare un giudizio».
Dal punto di vista numerico e normativo, la scelta di non procedere all’apparentamento determina l’esclusione di Azione dal futuro consiglio comunale, salvo un clamoroso apparentamento last minut da ufficializzare con il centrodestra e Pezzotta, che però ai nostri microfoni era sembrato essere orientato a provare a vincere la partita con la stessa squadra del primo turno.
In base al sistema elettorale vigente, la coalizione vincente al ballottaggio ottiene un premio di maggioranza pari a 10 seggi. Alle minoranze collegate spetta la ripartizione dei restanti 6, uno dei quali è riservato di diritto al candidato sindaco sconfitto. Dunque, i restanti 5 posti vengono assegnati attraverso il metodo dei quozienti D’Hondt tra le liste di opposizione. Con una base di 304 voti, la cifra elettorale di Azione risulta insufficiente a reggere il confronto con i quozienti delle coalizioni principali, escludendo così la possibilità per Andrea Vaccariello, subentrante al candidato sindaco originario Pulli, di sedere in consiglio, come consigliere di minoranza. L’unica possibilità rimasta era l’apparentamento con la formazione vincente (che avrebbe tolto, nel caso di vittoria, un seggio al Pd o, eventualmente a FdI).
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