Dalla Casa Amica a La Ghianda. La Fondazione Carabelli continua ad operare per chi ha una disabilità acquisita
Nata dall'esperienza vissuta dalla famiglia Carabelli, la Fondazione sviluppa insieme alla cooperativa Progetto 98 servizi residenziali e percorsi riabilitativi per persone con disabilità acquisita e per i loro familiari come quello in fase di realizzazione a Somma Lombardo
La Fondazione Carabelli e la cooperativa Progetto 98 uniscono competenze e servizi per dare una risposta concreta alle persone con disabilità acquisita e alle loro famiglie. Un impegno che parte dall’esperienza diretta di un dramma familiare e che oggi si traduce in progetti residenziali, percorsi riabilitativi e iniziative dedicate al “Durante e Dopo di noi”, con l’obiettivo di restituire autonomia alle persone e alleggerire il carico assistenziale dei caregiver.
Dal dramma familiare a una rete di sostegno
La storia della Fondazione Carabelli nasce dalla volontà di Erminio Carabelli di trasformare un’esperienza dolorosa in un’opportunità per altre famiglie. Dopo il trauma che ha coinvolto il figlio Cesare, la famiglia ha toccato con mano le difficoltà che affrontano le persone con disabilità acquisita e chi se ne prende cura, spesso lasciati soli una volta terminato il percorso ospedaliero.
A raccontare questa esperienza, durante la trasmissione Soci all Time di Radio Materia condotta da Orlando Mastrillo, sono stati Paolo Carabelli, consigliere della Fondazione, e Simone Turati, neuropsicologo e consigliere della cooperativa Progetto 98.
«Ci siamo resi conto che, finita la fase ospedaliera, per molte famiglie iniziava un percorso in salita, con pochi servizi e il rischio che tutto il peso dell’assistenza ricadesse sui caregiver», ha spiegato Paolo Carabelli.
Il “Durante e Dopo di noi”
L’obiettivo della Fondazione non è soltanto offrire una risposta al cosiddetto “Dopo di noi”, ma accompagnare le persone già durante il percorso di recupero, costruendo progetti personalizzati che favoriscano il reinserimento sociale e il recupero delle autonomie.
In questa attività la collaborazione con la cooperativa Progetto 98 è fondamentale. Attraverso figure professionali come il neuropsicologo vengono valutate le funzioni cognitive compromesse da traumi cranici, ictus o altre patologie neurologiche, costruendo percorsi riabilitativi che vanno oltre l’assistenza sanitaria tradizionale.
«Il nostro compito è aiutare la persona a recuperare competenze e a trovare nuovi equilibri di vita, lavorando anche sugli aspetti cognitivi, relazionali e comportamentali», ha spiegato Simone Turati, neuropsicologo e consigliere della cooperativa Progetto 98.
Casa Amica e il progetto La Ghianda
Tra le iniziative più significative della Fondazione c’è Casa Amica, a Somma Lombardo, una struttura destinata a persone con disabilità acquisita lieve che vivono in appartamenti con un basso livello di assistenza, in un contesto pensato per favorire la massima autonomia possibile.
A questo progetto si aggiunge La Ghianda, nuova residenza realizzata nella frazione di Mezzana, accanto alla chiesa della Madonna della Ghianda. La struttura è stata progettata per accogliere persone con disabilità acquisita di grado medio e ospiterà due appartamenti speculari da quattro posti ciascuno.
Ogni ospite avrà una camera con bagno privato, mentre cucina e spazi comuni favoriranno la vita di relazione. Gli ambienti sono stati progettati con particolare attenzione all’accessibilità e dotati di soluzioni domotiche dedicate.
La realizzazione dell’opera è stata possibile grazie a un contributo di 450 mila euro della Fondazione Cariplo e alla disponibilità del terreno da parte del Comune di Somma Lombardo.
Un modello costruito con il territorio
La Fondazione Carabelli opera grazie al sostegno dei volontari, delle donazioni e della collaborazione con il Terzo settore. Un percorso che negli anni ha visto il contributo di numerose persone, tra cui il presidente Giorgio Pedrini, lo storico segretario Gianni Dettoni e la dottoressa Norma Mazzetto.
L’obiettivo resta quello immaginato dal fondatore Erminio Carabelli: offrire una casa, una rete di relazioni e una prospettiva di vita a chi ha visto cambiare improvvisamente la propria esistenza, garantendo alle famiglie la serenità di sapere che i propri cari potranno continuare a vivere in un ambiente sicuro, dignitoso e capace di valorizzarne le autonomie.
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