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Addio ad Augusto “Gù” Petrini, pilota delle Frecce Tricolori e narratore del volo

Pilota di lungo corso della Pattuglia Acrobatica Nazionale, partecipò anche alla celebre Trasvolata del 1986. Seguì la carriera civile in Volare Airlines e anche un libro sulle sue esperienze nel volo acrobatico

frecce tricolori augusto petrini

È morto a Carnago Augusto “Gù” Petrini, già pilota delle Frecce Tricolori e autore di racconti e pubblicazioni dedicati al mondo dell’aviazione. Una vita trascorsa tra gli aeroplani, l’Aeronautica Militare e la volontà di conservare e trasmettere la memoria delle esperienze vissute in volo.

Nato a Roma nel 1954 e da tempo residente nel paese del Varesotto, Petrini aveva fatto il suo ingresso nella formazione della Pattuglia Acrobatica Nazionale negli anni Ottanta. Nel 1984, dopo circa un anno di addestramento, era subentrato ad Alberto Moretti nella posizione di Pony 8, terzo gregario destro. Nei suoi ricordi avrebbe raccontato proprio uno dei primi voli in formazione, durante una manifestazione sul lago di Vigna di Valle, davanti al museo storico dell’Aeronautica Militare.

Nel 1985, a 31 anni e con oltre 1.100 ore di volo, figurava ancora come terzo gregario di destra delle Frecce Tricolori. Una posizione particolarmente delicata, nella parte più esterna e bassa di alcune formazioni, che Petrini continuò a ricoprire anche nelle stagioni successive, compreso il 1987 (foto: storiadellefreccetricolori.it).

Furono anni intensi per la Pattuglia Acrobatica Nazionale, impegnata nelle manifestazioni in Italia e all’estero. Petrini partecipò anche alla grande trasferta nordamericana del 1986, una complessa traversata atlantica compiuta con gli MB-339 della PAN, preparata nei minimi dettagli per affrontare le lunghe tratte e i rischi legati al sorvolo dei mari freddi. Tra gli episodi da lui ricordati ci furono l’accoglienza ricevuta a Oshkosh, negli Stati Uniti, e le esibizioni europee, come quella di Sion, in Svizzera.

“Confesso che ho volato”

Esperienze, emozioni e aspetti tecnici del volo confluirono nel libro “Confesso che ho volato”, pubblicato nel 2005. Il volume raccoglieva ricordi della vita militare e della permanenza nelle Frecce Tricolori, ma anche spiegazioni accessibili sulle manovre, sulle formazioni e sulle difficoltà affrontate dai piloti.

Nei suoi testi Petrini aveva raccontato senza retorica la vita all’interno della Pattuglia: l’addestramento, la fiducia tra i componenti della formazione, la disciplina e la necessità di mantenere lucidità anche nelle situazioni più complesse. Tra i suoi ricordi compare anche un episodio avvenuto durante la manifestazione di Ramstein del 1987, l’anno precedente alla tragedia che avrebbe segnato per sempre la storia delle Frecce Tricolori (Petrini ovviamente conosceva Naldini e Nutarelli, i due piloti morti quel giorno).

Dopo la carriera operativa, “Gù” Petrini aveva continuato a coltivare la passione per l’aeronautica attraverso la scrittura, lasciando una testimonianza diretta di una stagione importante della Pattuglia Acrobatica Nazionale e della vita dei piloti che hanno portato il tricolore nei cieli di tutto il mondo.

Generico 06 Jul 2026

Pilota civile

Conclusa la carriera nell’Aeronautica Militare, Augusto Petrini continuò a volare nel trasporto civile, prestando servizio come comandante per Volare Airlines, la compagnia nata a fine anni Novanta, di base anche a Malpensa e poi travolta dalla crisi del settore dopo l’11 settembre. Un secondo capitolo professionale che lo mantenne legato ai cieli e all’aeroporto di Malpensa anche dopo l’esperienza sui velivoli militari e nelle Frecce Tricolori.

I funerali

La salma riposa nell’abitazione di via Pio XII 62 a Carnago. L’ultimo saluto ad Augusto Petrini sarà lunedì 13 luglio alle 15, nella Sala del Commiato del Crematorio di Varese, in via Paolo Maspero 40, con ingresso dal cimitero di Giubiano.

Comandante Augusto “Gù” Petrini

Via Confalonieri, 5

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 11 Luglio 2026
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