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Coltivazione di cannabis a Galliate vicino al fiume: blitz dei Carabinieri nel Parco del Ticino

Un'operazione condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa di Novara ha portato alla scoperta e al sequestro di una piantagione di Cannabis indica nel territorio comunale di Galliate

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Un’operazione congiunta di controllo e tutela del territorio si è conclusa con l’arresto in flagranza di reato di due persone, ritenute responsabili in concorso della coltivazione e della detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il blitz è stato condotto dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Novara, che hanno individuato ed estirparto una piantagione di “Cannabis indica” ben nascosta tra la vegetazione protetta del Parco del Ticino, nel comune di Galliate.

La segnalazione decisiva dei Guardiaparco

L’intervento dell’arma ha preso il via lo scorso maggio a seguito di una dettagliata segnalazione inviata agli organi inquirenti dal Settore Vigilanza dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore. Durante i consueti sopralluoghi di routine all’interno delle aree naturali, i Guardiaparco avevano notato una coltivazione di cannabis protetta da una rete alla base e posizionata a brevissima distanza dalla riva del fiume.

Insieme alle piante, il personale addetto alla tutela ambientale aveva documentato la presenza di diversi secchi impiegati per l’irrigazione della piantagione. L’Ente Parco ha così fornito alle forze dell’ordine coordinate geografiche precise e materiale fotografico fondamentale per impostare le successive attività investigative sul campo.

I servizi di appostamento e il blitz dei Carabinieri

Ricevuti gli elementi di riscontro dall’Ente Parco, i militari della Sezione Operativa hanno fatto scattare mirati servizi di osservazione e monitoraggio della zona boschiva. Gli appostamenti hanno dato i loro frutti nella giornata di mercoledì 2 settembre, quando i Carabinieri hanno sorpreso e bloccato i due individui mentre erano intenti a curare e coltivare le piante.

Dopo il fermo nei boschi, le operazioni si sono estese alle perquisizioni domiciliari presso le abitazioni dei due soggetti, consentendo di recuperare ulteriore materiale illecito.

Il sequestro della piantagione e dello stupefacente

Complessivamente i Carabinieri hanno sottoposto a sequestro la piantagione composta da 9 piante di marijuana, per un peso complessivo delle infiorescenze pari a 1.426 grammi. Oltre alla coltivazione sul campo, le perquisizioni hanno permesso di rinvenire anche un consistente quantitativo di sostanza stupefacente già pronta per essere distribuita e consumata.

Nello specifico sono stati trovati 75 grammi di infiorescenze già sottoposte ad essiccazione e circa 2 grammi di hashish già suddivisi in dosi individuali.

Il ruolo della collaborazione tra enti e forze dell’ordine

Gli arrestati sono stati messi immediatamente a disposizione della competente Autorità Giudiziaria per le valutazioni di legge e le successive fasi del procedimento. L’attività brillante porta ancora una volta in primo piano il valore strategico della cooperazione tra gli enti di tutela ambientale e le forze dell’ordine per la salvaguardia della legalità nei parchi naturali.

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Pubblicato il 04 Settembre 2026
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