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Lonate e le lettere anonime: “Non ci sono minacce, non me l’hanno nemmeno sequestrata”

La consigliera d'opposizione Claudia Fraccaro ha ricevuto una delle lettere anonime. Ma tiene a ridimensionare l'aspetto intimidatorio. "Tutto viene fomentato"

Lonate Pozzolo generica

«Mi sento assolutamente in dovere di intervenire a difesa della popolazione Lonatese. L’insistere nel dichiarare che il contenuto di tale lettera sia intimidatoria e minacciosa è assolutamente falso».

La consigliera comunale d’opposizione Claudia Fraccaro ha ricevuto una delle lettere anonime (pare tutte identiche) spedite agli amministratori di Lonate Pozzolo. Ma ha una lettura diversa da quella che molti – dentro Lonate e fuori – hanno dato: condanna le illazioni anonime ma tiene a ridimensionare l’aspetto intimidatorio della campagna di invio multiplo di lettere, che dice danneggino l’immagine del paese.

Lei ha criticato l’uso della parole “minacce”: la sindaca Rosa però dice che non è il messaggio in rima che è intimidatorio, ma sono le modalità, le lettere inviate agli indirizzi di casa…
«Il problema è cosa si intende come minaccia: lo sarebbe se si chiedesse qualcosa minacciando reazioni, ma così non lo è».

Nella sua prima denuncia pubblica la sindaca non ha usato la parola “minaccia”: non sarà stata una scelta casuale, no?
«Ma poi usa la parola intimidazione, che è sinonimo di minaccia. Strumentalizzare una lettera per fare la paladina della giustizia è sbagliato: la cosa più grave è che il sindaco ha parlato su un giornale nazionale, rimette il paese di nuovo al centro dell’attenzione, lascia che sia infamato».

Il riferimento – va chiarito – è all’articolo del Corriere della Sera in cui Rosa dice di non avere «certezze», ma in cui ipotizza che gli autori possano anche essere «amici, complici o fiancheggiatori» di chi è finito in carcere per le diverse indagini.

Però, per esempio, guardiamo all’incendio di lunedì sera: la reazione immediata sui social e i dubbi su un atto doloso, le domande su quale fosse la causa non erano sobillate dai giornalisti, sono apparse subito sui social: è eccessiva questa preoccupazione anche tra i lonatesi?
«Viene tutto fomentato, tutto questo crea allarmismo ancora di più nella popolazione lonatese, che non hanno bisogno di sentirsi dentro alle minaccia. Sarà la Procura a valutare. Le lettere circolano».

In che senso?
«Non sappiamo ancora quante, non sappiamo quante lettere ha spedito questo anonimo, non sappiamo chi denuncia e chi no. Guardi, se fosse grave, le lettere sarebbero state sequestrate».

Nel senso che la sua lettera non è stata sequestrata dai carabinieri?
«No, hanno solo voluto la busta originale, mi hanno detto che la lettera era identica alle altre».

Per Fraccaro questo passaggio sembra significativo: «I carabinieri non mi hanno detto che veniva sequestrata o che non andava diffusa. Certo, la considero diffamatoria, ma non minatoria».

In effetti Fraccaro ha anche postato la lettera sul suo profilo Facebook, seppur con passaggi “sbianchettati” per rendere irriconoscibili i nomi e, alla fin fine, anche le accuse (l’unico nome che è lasciato visibile è quello dell’ex sindaco Rivolta, il cui arresto è citato in apertura della lettera come “motore” dei fatti degli ultimi tre anni). Fraccaro ha scritto un lungo post per commentare la vicenda, «prenda pure il testo» (noi facciamo di più: lo linkiamo).

Si è fatta però un’idea del perché abbia ricevuto lei la lettera?
«Dell’opposizione credo di averla ricevuta solo io, non so. Io oggi non sono più nel gruppo del Centrodestra e qualcuno ha pensato che l’abbia fatto per quel motivo, dopo la lettera. Ma no: io sono uscita dal gruppo molto prima di questa lettera» (in uno dei post cita la data: 2 novembre).

In un post dice che viene definita “tonta” nella lettera: in che contesto?
«Evidentemente è un pensiero che ha questa persona, parla di me così. Guardi, io ho ricevuto telefonate di molti amici, preoccupati, dicono “ma cosa succede a Lonate?”. Io questo critico: fossi stato il sindaco avrei aspettato, non avrei parlato di minacce così».

Senta, prima accennava al cambio di gruppo politico fatto il 2 novembre scorso: perché lo ha fatto?
«Ho cambiato, ho preferito sentirmi libera e autonoma, di fare la mia politica, senza condizionamenti. Semplicemente a volte quando si va in gruppo non si va sempre d’accordo, ci possono essere differenze. Oggi mi sento autonoma».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 Novembre 2020
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