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Pasticceria chiusa ingiustamente, la vicenda finirà in tribunale a Busto

La pasticceria Gnocchi era stata multata e sospesa per un giorno, ma la chiusura era stata rigettata dal Prefetto. Ora gli artigiani hanno fatto causa e il Comune incarica un avvocato

parcheggio multipiano tribunale busto arsizio

La vicenda della pasticceria Gnocchi, multata (ingiustamente) durante il lockdown, approda in tribunale e il Comune di Gallarate dà un incarico legale per “difendersi” nella causa civile intentata dal laboratorio artigianale.

La vicenda inizia il 4 aprile scorso, quando la Polizia Locale ha contestato alla storica attività di Gallarate l’apertura abusiva, multando l’esercizio e sospendendo l’attività per un giorno (il lunedì successivo, all’inizio della settimana di Pasqua). I titolari avevano però fornito fin da subito alla Polizia Locale i codici Ateco che risultavano tra quelli autorizzati a produrrela pasticceria, in quanto laboratorio artigianale alimentare senza somministrazione, poteva rimanere aperta e consegnare il prodotto finito anche ai clienti che si presentavano (esattamente come un qualsiasi panettiere e a differenza di una pasticceria-bar).

All’inizio di maggio la Prefettura ha dato ragione alla famiglia Gnocchi cancellando anche la sanzione. Forte di questo la pasticceria aveva chiesto al Comune di chiudere la vicenda con una mediazione, la “procedura di negoziazione assistita”, che però era stata rifiutata.

In quella occasione i titolari della pasticceria avevano già proposto anche una richiesta di risarcimento, che ora viene portata in sede civile, con una causa che è stata depositata a metà ottobre al tribunale di Busto Arsizio. L’esercizio commerciale chiede – in sostanza – il pagamento delle spese legali sostenute (compreso il ricorso a Prefetto), i danni materiali (l’impasto per i dolci sprecato) e quelli per il mancato incasso nel giorno in cui la pasticceria è rimasta chiusa, in un periodo di feste. E infine una quota di danni d’immagine, per il buon nome del laboratorio artigianale aperto nel 1958 (che è il motivo per cui la famiglia Gnocchi ha da subito voluto contestare il provvedimento).

A questo punto l’ente Comune di Gallarate vuole resistere anche in sede giudiziaria: con delibera 134 del 16 novembre la giunta del sindaco Andrea Cassani ha infatti approvato l’incarico al legale per la causa al Tribunale di Busto Arsizio. L’incarico è stato conferito all’avvocato Lara Magnoli, con due diversi impegni di spesa, da 925,78 e 1475,75 euro.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 20 Novembre 2020
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