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Raccolta e smaltimento dei rifiuti di Busto Arsizio ad Agesp per i prossimi 30 anni

Il consiglio comunale ha approvato l'affidamento dell'intero ciclo dei rifiuti alla società partecipata che si occupava già della raccolta e del trasporto. Mossa necessaria viste le difficoltà di Accam

I nuovi mezzi di Agesp

Agesp si occuperà della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti per i prossimi 30 anni. Il consiglio comunale di Busto Arsizio ieri sera, giovedì, ha approvato la delibera che affida alla società partecipata dal Comune non solo la raccolta ma anche la gara di affidamento del servizio di smaltimento dopo che Accam ha perso lo status di società in house.

L’amministrazione, attraverso l’assessore Laura Rogora, ha presentato la delibera discussa in commissione che prevedeva un contratto valido per 15 anni a partire dal 2021 ma la consigliera Paola Reguzzoni ha presentato un emendamento, quasi a sorpresa, che ha allungato a 30 anni la scadenza del contratto. La maggioranza ha approvato la delibera e l’emendamento tra le non poche proteste dei gruppi di minoranza che avevano chiesto di rimandare il voto al prossimo consiglio di fine novembre in modo da poter dare il tempo da un lato ai consiglieri di approfondire la questione e dall’altro ai tecnici di rimodulare il proprio parere.

Lo stesso sindaco Antonelli ha espresso il suo rammarico per questa modifica arrivata in consiglio senza essere discussa in alcun modo, anche con lo stesso sindaco, ma si è deciso di votarla comunque con la convinzione che un allungamento del contratto avrebbe assicurato una maggiore operabilità finanziaria alla partecipata. Lo stesso presidente di Agesp Giampiero Reguzzoni aveva spiegato in commissione che anche i comuni della zona hanno approvato contratti di 40-50 anni con la partecipata di riferimento (Gallarate e Magenta con Amga).

Per Claudia Cerini e Luigi Genoni dei 5 Stelle, che si sono astenuti, «ci si sarebbe aspettato dall’amministrazione l’imposizione di obiettivi ben più alti di quelli prospettati dal presidente Reguzzoni, sia in ambito di raccolta e smaltimento, sia per quanto riguarda il tema del green new deal» e ancora «vorremmo essere coinvolti maggiormente». Anche il Pd, attraverso la consigliera Valentina Verga, ha espresso la propria perplessità e quella del gruppo «su un emendamento che nemmeno i tecnici hanno potuto sottoporre ad un parere».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 Novembre 2020
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