Una nuova guerra minaccia il popolo saharawi 

La Uisp non può non condividere le preoccupazioni per i rischi di un nuovo conflitto armato tra il Fronte Polisario, rappresentante politico dei saharawi, e il Regno del Marocco

saharawi

Sport, lavoro, tutela dei minori, emancipazione delle donne e prospettive di giustizia hanno caratterizzato ogni progetto della Uisp al servizio del popolo saharawi già dal 2005. Una storia di cooperazione finalizzata a garantire possibilità di sviluppo alle oltre 200.000 persone che vivono nei campi profughi saharawi ospitati nel deserto algerino, nei pressi dei confini con il Regno del Marocco e la Mauritania. Sulla base di questo percorso oggi l’associazione dello “sport per tutti” non può non condividere le preoccupazioni per i rischi di un nuovo conflitto armato tra il Fronte Polisario, rappresentante politico dei saharawi, e il Regno del Marocco.

Il 13 novembre 2020 ci sono stati scontri a fuoco tra il Regno del Marocco e il Fronte Polisario, dopo 29 anni di cessate il fuoco firmato da entrambe le parti nel Quadro del Piano di Pace ONU nel 1991 che istituì, inoltre, la MINURSO (Missione ONU per il Referendum nel Sahara Occidentale). Secondo l’accordo militare, il limite invalicabile per garantire la tregua attraversava il territorio conteso fino ad arrivare al corridoio della regione di El Guerguerat, al confine con la Mauritania.

Dal 21 ottobre scorso la regione è incandescente: il Regno del Marocco ha violato l’accordo con l’apertura di una breccia lungo tale limite per consentire il libero passaggio di persone, ma anche e soprattutto di camion per il trasporto di prodotti commerciali. Tale atto ha innescato l’immediata reazione della popolazione civile saharawi, accorsa per protestare pacificamente e chiudere la breccia, ostacolando il transito dei mezzi.

Tutto ciò destabilizza ulteriormente questa realtà già problematica. Nell’attesa pacifica di un referendum sull’autodeterminazione, i saharawi vivono in parte nel Sahara Occidentale occupato, subendo violenze ed incarcerazioni da parte delle forze di polizia marocchine, in parte nei Territori liberati al confine con il Sahara Occidentale e in parte nei campi profughi in Algeria, divenuti oggi delle vere e proprie città.
È in questi campi che la Uisp opera, in collaborazione con il Ministero a Gioventù e Sport della Repubblica Araba Saharawi Democratica, occupando oltre 70 persone. I progetti Uisp sono finalizzati a formare educatori ed educatrici sportivi che lavorino con i più piccoli, offrendo occasioni di svago e di impegno del tempo libero, promuovendo la tutela della salute tramite la pratica motoria in un contesto in cui, date le difficoltà della vita nel deserto basata su aiuti umanitari, sono numerose le malattie diffuse, specie nell’infanzia.

SPECIALE UISP – Tutti gli articoli di VareseNews in collaborazione con UISP Varese

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Pubblicato il 18 Novembre 2020
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