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Ladri sacrileghi all’offensiva nei cimiteri tra Malpensa e Alto Milanese

Da Samarate a Gorla Minore, passando da Turbigo: negli ultimi mesi si sono moltiplicati furti e vandalismi nei camposanti della zona. L’ultimo episodio nella notte tra domenica e lunedì, con il furto di un vaso da una tomba di famiglia

Generico 05 Oct 2026

Furti di vasi, croci, statue (anche di valore artistico), bassorilievi e manufatti in metallo. E in alcuni casi anche devastazioni e vandalismi. Nei cimiteri tra l’area di Malpensa e l’Alto Milanese si sta registrando una sequenza di episodi che, per frequenza e distribuzione sul territorio, restituisce l’immagine di una vera e propria offensiva dei ladri sacrileghi (nella foto: Turbigo).

L’ultimo episodio in ordine di tempo arriva da Samarate, dove nella notte tra domenica 4 e lunedì 5 ottobre è stato rubato un grosso vaso dalla tomba di una famiglia. A denunciarlo sono stati i parenti, che hanno rivolto un appello pubblico chiedendo la restituzione dell’oggetto.

«Esistono cose e ricordi che vanno al di là del valore economico», hanno scritto, ricordando che quella tomba era stata scelta dai loro genitori in un momento di dolore per la perdita del padre. «Se non ve ne siete ancora liberati, vi chiediamo, con il cuore in mano, di poterlo riavere». Un episodio che, preso singolarmente, potrebbe apparire circoscritto, ma che si aggiunge a una serie di furti avvenuti negli ultimi mesi in diversi camposanti della zona.

Generico 05 Oct 2026

Un altro episodio recente ha interessato Gorla Minore, dove a settembre il cimitero è stato teatro di un’incursione notturna con furti e danneggiamenti. In quel caso l’amministrazione comunale aveva reso noto che sarebbero state verificate anche le immagini della videosorveglianza per cercare elementi utili a ricostruire quanto accaduto. Anche in questo caso non si trattava soltanto del valore materiale degli oggetti sottratti o danneggiati: a essere colpite sono state tombe e ricordi familiari, con un impatto particolarmente forte proprio per la natura del luogo.

A Turbigo il raid più pesante

L’episodio di maggiori dimensioni si è verificato a Turbigo, nell’Alto Milanese, nella notte tra il 24 e il 25 settembre.

Qui il raid ha coinvolto un numero molto elevato di sepolture, con centinaia di tombe danneggiate o saccheggiate. Sono stati divelti portaritratti e portavasi, rovesciate statue, forzate cappelle e sottratti manufatti in rame e bronzo.

Il sindaco Fabrizio Allevi aveva parlato di una devastazione particolarmente pesante, stimando in diverse centinaia le tombe interessate. Anche l’impianto di videosorveglianza sarebbe stato manomesso. Tra gli oggetti sottratti figurava anche una statua di San Francesco dello scultore Carlo Bonomi, collocata nella tomba Stefanoni.

Generico 05 Oct 2026

A Sacconago la razzia del rame dalle cappelle

Nella stessa notte tra il 24 e il 25 settembre, mentre veniva colpito il cimitero di Turbigo, un’altra incursione ha interessato il camposanto di Sacconago, a Busto Arsizio. In questo caso i ladri hanno preso di mira alcune cappelle funerarie, strappando coperture e lattonerie in rame e provocando danni alle strutture nel tentativo di recuperare il metallo.

Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e sono partiti gli accertamenti per risalire agli autori. La coincidenza temporale con il pesante raid di Turbigo si aggiunge alla lunga serie di episodi registrati nelle ultime settimane, anche se al momento non risultano collegamenti accertati tra i diversi furti.

Sant’Antonino Ticino, nel mirino anche la tomba di due partigiani

Tra i luoghi colpiti c’è stato in passato anche il cimitero di Sant’Antonino Ticino, frazione di Lonate Pozzolo.
Qui, già a marzo, un furto aveva assunto un particolare valore simbolico: dalla tomba dei cugini Giordano e Giovanni Giassi, partigiani uccisi nel 1944, era stata portata via la stele centrale con un bassorilievo raffigurante la Madonna. I bassorilievi con i volti dei due giovani erano invece rimasti al loro posto.

furto sant'antonino

Quell’episodio era stato definito allora un nuovo furto sacrilego in un camposanto già interessato da altri colpi. La tomba dei Giassi ha infatti anche un valore storico, oltre che familiare: i due cugini furono catturati alla cascina Leopoldina di Cuggiono e successivamente fucilati a Milano nel luglio del 1944.  Sempre a Sant’Antonino, nello stesso periodo, erano stati segnalati altri furti di oggetti funerari, tra cui vasi, croci e piccole sculture.

Un fenomeno diffuso, ma senza un unico collegamento accertato

Gli episodi si distribuiscono su un’area piuttosto ampia, che comprende sia il Basso Varesotto e il territorio di Malpensa sia diversi comuni dell’Alto Milanese. Al momento, non ci sono elementi pubblici sufficienti per stabilire che tutti questi furti siano opera delle stesse persone o della stessa banda. In alcuni casi il possibile movente appare legato al valore dei metalli, in altri vengono sottratti manufatti funerari, statue o oggetti che potrebbero avere un mercato nel collezionismo o nel commercio illecito.

Il tratto comune resta però il luogo scelto dai ladri: i cimiteri, dove ciò che viene rubato ha spesso un valore affettivo enormemente superiore a quello economico.

Ed è proprio il messaggio arrivato da Samarate a riassumere questa dimensione. Dietro un vaso, una statua o una croce ci sono spesso decenni di memoria familiare. Ed è per questo che ogni furto in un camposanto finisce per essere percepito non soltanto come un reato contro un bene materiale, ma come una violazione di uno spazio di ricordo e raccoglimento.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 05 Ottobre 2026
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