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Cgil: “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: ennesima tragedia”

Il comunicato stampa del sindacato dopo la morte dell'operaio a Gallarate

Manuale per la sicurezza sul lavoro

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa relativo all’infortunio mortale che ha colpito il lavoratore di Gallarate a firma di Roberta Tolomeo (Segreteria Cgil Varese), Ivano Ventimiglia (Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza Cgil Varese), Stefano Rizzi (Segreteria generale Fillea-Cgil Varese)

Lunedì 7 dicembre 2020. Un lavoratore di 55 anni si reca al lavoro e non fa più ritorno a casa. Due giorni di agonia e la drammatica ed inaccettabile notizia della sua morte. Inutili i tentativi di salvarlo dopo la caduta da un’altezza di poco superiore ai 2 metri, prima causa di morte sui cantieri
Le domande che attendono risposta dal lavoro degli inquirenti sono purtroppo quelle ricorrenti: cos’è accaduto esattamente? Le attrezzature fornite ai lavoratori erano adeguate e conformi? Formazione ed informazione dei lavoratori che stavano operando erano state effettuate correttamente? I lavoratori erano stati messi in condizione di operare in sicurezza?
Già, perché ancora troppo spesso sentiamo attribuire alla disattenzione o alla fatalità le cause di eventi drammatici come questo.
Troppo spesso vediamo alzare le braccia al cielo e sospirare come se lavoro ed infortunio fossero fatalmente inscindibili. Non è ammissibile.
La realtà è un’altra: adottando tutte le misure di sicurezza previste, utilizzando le adeguate attrezzature, formando correttamente ed efficacemente i lavoratori è possibile evitare infortuni e malattie professionali.
Esiste poi un’altra problematica legata ai cantieri.
Il lavoratore non era un edile, un muratore. Quel lavoratore era addetto agli impianti in quel cantiere. Un elettricista, dunque, e, ovviamente, la sua azienda non applica il CCNL dell’edilizia.
Qui sta il punto: sei in cantiere e sei un edile? Da anni ormai i contratti nazionali e quelli provinciali dell’edilizia prevedono 16 ore obbligatorie di formazione specifica sui rischi e la sicurezza nei cantieri, nonché ulteriori giornate di aggiornamento, sempre obbligatorie sul medesimo tema. Sei un lavoratore che frequenta un cantiere, magari un idraulico o un elettricista? Il tuo lavoro ti espone agli stessi identici pericoli dei tuoi colleghi muratori, rischi al pari loro la caduta dall’alto camminando su un ponteggio, o la caduta d’oggetti dall’alto transitando sotto un ponteggio.
Diverso contratto, identici rischi. Da anni, ormai, le Organizzazioni Sindacali rivendicano inutilmente per l’edilizia un contratto della cantieristica che, proprio a partire dai rischi specifici dell’ambiente di lavoro, garantisca a tutti i lavoratori la medesima formazione.
Un’ultima considerazione riguarda poi la delicata fase che stiamo attraversando: la pandemia fa emergere con maggiore evidenza l’irrisolta problematica della sicurezza nei luoghi di lavoro. La centralità della prevenzione Covid non può mettere in secondo piano l’intero capitolo della prevenzione e sicurezza sul lavoro e gli Organismi di Vigilanza, da anni indeboliti da scelte regionali inammissibili, vanno rapidamente e copiosamente potenziati.
Neppure le gravi e oggettive difficoltà che le aziende stanno attraversando possono ricadere sull’integrità e la salute di lavoratrici e lavoratori.
Coniugare ragioni economiche e di salute non può tradursi nel mettere in primo piano le prime a scapito delle seconde. Salvaguardare il lavoro vuol dire salvaguardare prima di tutto l’integrità di lavoratrici e lavoratori senza sconto alcuno, garantendone integralmente dignità, salute e sicurezza.
Un pensiero commosso va ai familiari del lavoratore Michele Ciarlariello, cui ci stringiamo con dolorosa e sentita solidarietà.

Roberta Tolomeo Ivano Ventimiglia Stefano Rizzi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 Dicembre 2020
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