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I 5 Stelle di Busto Arsizio: “Una commissione d’inchiesta su Accam”

La lettera degli 8 sindaci che chiedono a Cap Holding di entrare in Accam non piace ai consiglieri Genoni e Cerini che se la prendono anche col sindaco di Legnano: "In campagna elettorale diceva altro"

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Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri bustocchi del Movimento 5 Stelle, Claudia Cerini e Luigi Genoni, con la quale chiedono una commissione d’inchiesta su Accam, seguendo quanto proposto dal consigliere legnanese d’opposizione Franco Brumana. I due consiglieri, infatti, esprimono tutta la loro preoccupazione sulle decisioni che stanno maturando e che mirano a portare all’impianto di Borsano anche i fanghi dei depuratori, grazie all’ingresso di Cap Holding nella società.

Otto sindaci, di cui 4 non facenti parte dei soci di Accam, hanno firmato una lettera di richiesta di aiuto a Cap Holding per cercare di salvare ancora una volta l’inceneritore di Borsano. Sono i sindaci di Busto Arsizio, Legnano, Magnago, Arconate, Parabiago, Robecchetto con Induno, Turbigo, Villa Cortese, che nella lettera usano parole suadenti come economia circolare, e green deal per celare la peggiore delle soluzioni.

Si parla infatti di economia circolare, ma si intende investire ancora nell’incenerimento dei rifiuti per recuperare calore da destinare al teleriscaldamento (che nessuno vuole perché economicamente non conveniente). Si parla poi di attirare i fondi europei del Green Deal, ma per fare cosa? Portare a Borsano la gestione dei fanghi del varesotto e dell’Alto milanese, fanghi che, per la cronaca, andrebbero poi in parte a bruciare sommandosi ai rifiuti.

Insomma, insieme all’impianto forsu di Legnano, che a breve partirà, si triplicheranno i rifiuti trattati. Dove sono quei sindaci che sembravano così preoccupati dell’impatto dei camion? Non hanno niente da dire? Promotori dell’iniziativa sembrano essere il sindaco di Legnano, il sindaco di Busto e l’assessore Farioli.

Se il sindaco di Antonelli non ha mai nascosto il suo sostegno all’incenerimento e anzi vorrebbe che subentrasse una società privata a dare continuità aziendale, stupisce la posizione dei sindaco di Legnano Radice che, dopo aver bloccato il piano di Amga perché, a suo dire, non prevedeva alternative ecologiche, ne ripropone uno significativamente peggiore dal punto di vista ambientale dato che, se andassero in porto gli interventi previsti l’inceneritore continuerebbe a bruciare per i prossimi 50 anni.

Ma non era lui che in campagna elettorale scriveva: “lavoreremo perché Accam cambi chiaramente e concretamente strategia, per arrivare allo spegnimento dei forni prima del 2027 con piani di gestione alternativi e sostenibili per i rifiuti del territorio.“ ?
E non è nemmeno chiaro perché l’assessore Farioli, dopo essersi disinteressato della situazione della società per anni, oggi chiama alla responsabilità e a non tirarsi indietro in scelte difficili. Ma un atto di responsabilità lui non lo fece nel 2015 quando, dopo che la maggioranza dei soci Accam votò per chiudere l’inceneritore e realizzare un impianto di trattamento a freddo, si rifiutò di
concedere il terreno su cui sorge Accam, mandando di fatto in fumo la possibilità di passare a una vera economia circolare.

Insomma i nostri attuali politici, sia di centro-destra che di centro-sinistra, sembra siano totalmente indifferenti alle conseguenze che investire ancora nell’incenerimento avrà sulla salute dei cittadini che risiedono nelle aree limitrofe all’inceneritore, cittadini che per 50 anni hanno sopportato le conseguenze di un inceneritore sul loro territorio con spirito di servizio alla comunità, ma che oggi dicono basta!

Intanto ad oggi Accam non ha ancora presentato i bilanci del 2019, nonostante più richiami dai comuni soci, e questo è inaccettabile. Bene ha fatto Legnano a segnalare la cosa alla corte dei conti e al ministero, non crediamo sia invece una scelta corretta quella del comune di Busto Arsizio di non fare altrettanto. Per fare chiarezza su questo punto e sullo stato patrimoniale e amministrativo, come Movimento 5 stelle, chiederemo una commissione consigliare di inchiesta.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 03 Dicembre 2020
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