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Italia Viva propone un’idea per il Borri: “Diventi un polo per la moda e la scuola”

I coordinatori bustocchi del partito fondato da Renzi dicono di avere le idee chiare sul futuro dell'ex-calzaturificio: "Diventi il polo della storia della moda e un luogo vissuto dai giovani"

Un’idea per il Borri, anche i coordinatori di Italia Viva a Busto Arsizio Giuseppina Lanza e Davide Boniotti presentano una proposta per ridare vita allo storico edificio che ospitò il calzaturificio. «Ripensare a questo spazio deve passare da una proposta che tenda a sviluppare delle attività che possano rilanciare la città dal punto di vista territoriale, non solamente a livello locale, ma regionale, nazionale. Questo per noi è il vero leitmotiv che ci spinge a pensare alla strategia per il riuso del complesso Borri» – spiegano da Italia Viva.

Il recupero dell’edificio è importante, ma prima serve concretizzarne i contenuti che poi diverranno l’energia che automaticamente lo autoalimenterà e lo sosterrà. «La nostra proposta è di un centro polifunzionale delle attività ludiche, culturali, formative pre e post diploma, in collaborazione anche con istituti universitari nazionali ed estere. Quale migliore occasione per riportare a vivere l’edificio di archeologia industriale che per circa 100 anni, ha dato alla città prosperità e migliorato la qualità della vita di Busto Arsizio?».

Italia Viva arrivano al punto di scomodare un noto poeta greco, di circa 2.400 anni fa, Euripide diceva: “Chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro”. La riflessione al pensiero di Euripide, ci porta inevitabilmente nella situazione molto attualizzata dei tempi nostri. È indubbio che: l’allungamento dell’età lavorativa e i cambiamenti radicali dell’industria, sia dal punto di vista tecnologico che organizzativo, non permettono più che la formazione scolastica iniziale sia sufficiente per l’intera durata di vita lavorativa di un lavoratore».

Secondo i renziani di Busto, dunque, va programmato un intervento che abbia nobili utilizzi sociali, nonché finalità di supporto formativo anche per le attività imprenditoriali: «Noi proponiamo che il Calzaturificio Borri divenga ad esempio sede museale e di consultazione degli archivi di personaggi che hanno fatto la storia della moda italiana nel mondo. Molti stilisti importanti sono proprio del territorio lombardo, dell’alto milanese e varesino. Perché non inserire anche l’arte calzaturiera e dei pellai che sempre il territorio ha ben note radici secolari? Perché non includere insieme la storia tessile serica e cotoniera? Busto Arsizio, la Manchester d’Italia, è al centro delle attività sparse nei vari distretti ed è indiscutibilmente una città che grazie ai suoi istituti scolastici superiori, registra un elevato numero di studenti provenienti da tutto il territorio limitrofo, sia della provincia di Varese che di Milano».

Inoltre – proseguono Lanza e Boniotto – «sarebbe perfetto inserire spazi per attività di smart working, sale conferenze, aule studio e magari un servizio mensa per gli studenti che nel pomeriggio si fermano per usufruire dei corsi di recupero o le attività extracurriculari. Il tutto da coordinarsi insieme ai vari istituti della città sia pubblici che privati, di indiscussa qualità. Servizi sempre più richiesti e indispensabili per far crescere il livello di formazione e istruzione per tutti, indiscriminatamente».

Italia Viva pensa anche ad eventi al seguito della settimana della moda Milanese, uno degli eventi di maggiore attrazione a livello internazionale per il territorio: «Con sfilate, meeting, che coinvolgano anche i vari ambiti della manifattura lombarda eccellenza indiscussa a livello globale? Dall’idea iniziale abbiamo voluto gettare anche qualche modello di sviluppo socio economico, che la città di Busto ha la portata di attuare per essere veramente l’aggregatore pubblico del territorio».

Concludono la loro riflessione con una citazione di un noto imprenditore Italiano, che per attuare lo sviluppo sociale d’impresa, è partito da quello culturale, l’Ing. Adriano Olivetti che diceva: «Tra i ruoli del mondo industriale, dovrebbe sempre esserci anche quello di fare cultura».Oggi la politica, forse dovrà iniziare ad occuparsene seriamente, noi le idee chiare, e non solo, le abbiamo.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 27 Dicembre 2020
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