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Ad Arnate la “casa per chi non ha casa” nasce grazie a seicento gallaratesi

È quasi completato l'intervento sull'edificio dietro la chiesa di Arnate. All'appello delle parrocchie per far partire la "Casa di Sant'Eurosia" hanno risposto moltissime famiglie e realtà organizzate

Casa Sant'Eurosia Gallarate

A Gallarate nasce, nel quartiere Arnate, la “Casa di Sant’Eurosia”, una abitazione per chi non ha un tetto sotto cui stare.
Il cantiere è ormai agli sgoccioli e la struttura è porta a partire, grazie al sostegno economico assicurato da centinaia di gallaratesi: «Siamo arrivati a 191 adesioni nominali di famiglie o gruppi che s’impegnano per tre anni a sostenere la Casa» ci racconta monsignor Riccardo Festa, prevosto della città. «Sono famiglie, ma c’è anche un gruppo di colleghi di lavoro, ci sono associazioni e i gruppi delle diverse parrocchie: almeno seicento persone che hanno deciso di mettersi insieme».

Seicento persone non sono poche, in una città di 54mila abitanti. E queste sono solo quelle che hanno sottoscritto un impegno nominale: altre hanno fatto donazioni anonime, molti professionisti hanno messo la loro competenza per il progetto, tra cantiere e gestione dell’associazione.

L’associazione è nata sul finire dell’anno, ha ora un sito, dove viene raccontato il progetto. “Avevamo calcolato – si legge nella relazione – che per l’ospitalità notturna sarebbero serviti 80.000 euro circa all’anno. Il preventivo, infatti, metteva in conto circa 70.000 euro all’anno per i due custodi e per qualche ora settimanale di un educatore. Poi ci sarebbero state le spese di gestione ordinaria: riscaldamento,
luce, altre esigenze della vita quotidiana, da prevedere per almeno altri 10.000 euro”.

“Ci sono state ottantaquattro adesioni alla proposta di sottoscrivere la scheda di adesione dicendo ‘Io ci sono’ con l’impegno di versare 1000 euro l’anno oppure 80 euro mensili per tre anni. L’impegno di versamento annuale ha raccolto 66 adesioni, mentre 18 sono state le adesioni al versamento
mensile. La maggior parte dei Sostenitori – famiglie, singole persone, aggregazioni varie – ha
confermato la cifra proposta; altre adesioni hanno espresso condivisione dell’impegno ma con
cifre diverse, di solito inferiori e, in alcuni casi, superiori. In base agli impegni presi dai sostenitori, si prevede che possano arrivare da loro 66.580 euro all’anno per tre anni. Quasi tutti i sostenitori hanno già iniziato a versare dal 2020; quindi, buona parte delle offerte promesse per il primo dei tre anni erano già sul conto a fine dicembre. Alle donazioni dei sostenitori si sono però aggiunte altre donazioni nominali senza impegno per i prossimi anni. Alcune di queste donazioni sono state di 3.000 euro: fanno pensare a sostenitori che hanno dato subito 1000 euro per tutti e tre gli anni.

La disponibilità di una buona “base” da ci partire ha consentito di aumentare il livello di cura degli spazi: «Grazie alla generosità – aggiunge ancora il prevosto – siamo riusciti a disegnare lo spazio con camere di piccole dimensione, evitando di dover lasciare alcuni posti in un unico locale dormitorio. Lo spazio offre oggi dodici posti in sette camere da due letti e singole, più una camera per il custode». Un miglioramento ulteriore, grazie alle offerte che si sono aggiunte alla corposa eredità lasciata da un gallaratese anonimo.

Generica 2020

«Avere spazi più piccoli è fondamentale, perché sono persone che hanno bisogno di costruire un percorso personale» dice ancora monsignor Festa. Non si tratta di un dormitorio, ribadiscono dalle parrocchie, ma di una casa dove la persona che arriva viene presa in carico da figure educative che attraverso colloqui personalizzati promuoveranno per quanto possibile un’evoluzione della sua situazione sociale: gli
educatori ci sarà una convezione con la Cooperativa Intrecci legata alla Caritas Ambrosiana (già impegnata anche a “Casa di Francesco”, la struttura comunale). Gli orari di ospitalità notturna, a progetto definitivo, saranno dalle 17 alle 9 del mattino successivo.

Quando si parte? In cantiere i lavori proseguono ogni giorno: l’inizio dell’accoglienza è previsto entro la prima metà di febbraio 2021.  “La presenza dei volontari sarà importante nelle ore serali di accoglienza e per le attività di animazione e di accompagnamento dei singoli che verranno programmate. In vista di possibili progetti per togliere dal disagio almeno qualcuno degli ospiti, volentieri collaboreremo con le istituzioni civili e magari attingeremo a qualche bando di Fondazioni benefiche”.

Oltre a due custodi e una figura educativa, fondamentale sarà il contributo anche dei volontari: «Già ci sono più di cinquanta volontari, impegnati nei servizi esistenti: chi si occupa delle docce, chi da anni del Ristoro del buon samaritano. Ci sono il parrucchiere che va a tagliare i capelli e i volontari che si occupano delle consegne del cibo a casa».

L’impegno economico necessita ancora di contributi, come detto nella relazione dell’associazione Casa di Sant’Eurosia, ma oggi la comunità cristiana di Gallarate può dire di aver costruito «una adesione di popolo». Una risposta solidale, nata nell’anno del Covid, dal voto religioso pronunciato a Madonna in Campagna.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Gennaio 2021
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