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Il 26-27 gennaio riparte la Scuola di teatro delle Arti di Gallarate

È tenuta dall'attrice Giulia Provasoli e si ricollega all'esperienza di don Alberto. E a una storia del teatro in città molto più antica

Generica 2020

C’è un po’ di emozione, dietro alla data ora fissata: perché il 26 e 27 gennaio 2021 riapriranno ufficialmente le porte della Scuola del Teatro delle Arti di Gallarate. Un momento che segna la continuità con l’esperienza degli anni di don Alberto Dell’Orto, ma anche s’inserisce anche in una tradizione teatrale viva a Gallarate e che ha radici antiche, che risalgono al Settecento.

Ovviamente anche qui la pandemia in corso ha imposto la modalità online, per ora: la scuola riparte con un laboratorio per bambini, uno per adolescenti e due classi di adulti (per informazioni sui corsi  contatti@teatrodellearti.it ;  347 1077970 ; www.teatrodellearti.it).

«Siamo estremamente felici e grati della risposta positiva che Gallarate e il territorio hanno dato alla nostra riapertura: è un segnale chiaro della voglia che tutti noi abbiamo di metterci in gioco ed esplorare emozioni, parole, vissuti comuni» dicono Giulia Provasoli ed Elena Balconi, responsabili della Scuola. «La situazione sanitaria in cui ci troviamo ha messo in luce anche tanti desideri – e nostalgie per ciò che ci manca. Come già in passato abbiamo dichiarato, fare teatro, per noi, ora, significa tirare dei fili fra le persone, raccontare le nostre storie e dare loro una casa comune – quella del Teatro delle Arti».

«Riaprire una scuola di teatro durante una pandemia è un gesto netto, una dichiarazione di intenti: crediamo che il dialogo, il confronto, il contatto – con l’Altro e con l’Arte – siano strumenti essenziali e necessari per una poetica della resilienza, per non fermarsi, non chiudersi, non farsi vincere dalla paura. In questo mese abbiamo ricevuto molte manifestazioni di vicinanza ed entusiasmo da parte di cittadini vicini al Teatro, a Don Alberto, professionisti e tecnici del mestiere: grazie! Piano piano questo progetto potrà ampliarsi e crescere, con l’aiuto di tutti».

L’esperienza di oggi si rifà all’esperienza negli anni Sessanta-Settanta.  «Sono approdata ai corsi desiderati fortemente da Don Alberto Dell’Orto al Teatro delle Arti di Gallarate per un felice intuito di mio padre» racconta Sonia Grandis, attrice di origine gallaratese, regista e docente presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. «Reduce da una lunga malattia, ero diventata una bambina chiusa e disorientata. Non conoscevo il teatro, se non per le commedie in diretta che trasmettevano in tv e che mi affascinavano per quelle voci modulate e così diverse dalle intonazioni del lessico quotidiano familiare.
Entrata titubante al corso per ragazzi tenuto da Adriano Vercelli, regista e pedagogo di grande sapienza e cultura, mi si è rivelato un modo di essere, un mondo che finalmente mi faceva sentire a mio agio. Il corso era impostato ad una formazione rigorosa, basata sul valore della “parola” poetica e teatrale, i testi scelti ricchi di una cultura  tesa alla ricerca introspettiva e all'”etica”. Dizione, esercizi di concentrazione, improvvisazioni, uso dello spazio, relazione con l’altro da sé, prove e “saggi” in palcoscenico! Tutto forse troppo grande per una bambina ancora alle elementari (vi erano poi ovviamente i corsi per adulti) ma da lì è partita una svolta e il riconoscimento di una “vocazione” e soprattutto il contatto con un mondo potenziale di processi creativi che ancora mi sorreggono».

Se questo è il passato prossimo, l’assessore alla Cultura Massimo Palazzi rimarca anche come ancora più profonde siano le radici del teatro a Gallarate:  «Vedo con assoluto favore la rinascita di una scuola di teatro non solo perché rimane a gloriosa epoca del Teatro delle Arti, ma perché si inserisce in una storia del teatro gallaratese, che risale alla seconda metà del Settecento, al 1784». Allora – ha ricostruito Matteo Mainardi nel suo articolo “Nel Teatro dell’Insigne Borgo di Gallarate” – il teatro trovava posto in una sala del convento di San Michele, che nell’Ottocento divenne edificio della città, l’attuale Broletto in via Cavour.

«Il teatro è una grande palestra formativa, come abbiamo sperimentato anche nelle scuole: è un modo di esprimere in modo diverso le emozioni» dice ancora Palazzi, quasi riecheggiando il racconto di Sonia Grandis. «Sono convinto, proprio per questo, che la componente teatrale debba e possa essere una di quelle culture che andranno a dare sostanza alla visione del polo culturale che sta nascendo».

La scuola di teatro delle Arti riparte anche dalle belle grafiche di Federico Gastaldi, «bravissimo illustratore che ha realizzato le locandine per la Scuola». Diplomato nel 2013 allo IED di Torino, ora collabora principalmente con riviste, quotidiani e agenzie pubblicitarie. Negli anni ha lavorato con Washington Post, The Wall Street Journal, Penguin, Condé Nast, University of California San Diego e molti altri, ricevendo importanti riconoscimenti internazionali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 Gennaio 2021
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