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Castano Primo ricorda i tre martiri patrioti fucilati dai nazifascisti

Era il 26 febbraio 1944: prelevati in paese in quanto simpatizzanti della Resistenza, furono fucilati al cimitero. La commemorazione trasmessa anche online

Castano Primo generico

Castano Primo ricorda i “tre martiri”, i tre partigiani fucilati al camposanto della cittadina 77 anni fa.

Venerdì 26 febbraio 2021, in corrispondenza della ricorrenza dell’eccidio, alle 15 si terrà la commemorazione solenne. Alle 15.30 seguirà la Santa Messa. La cerimonia sarà trasmessa dai canali ufficiali, su YouTube (qui ) e Facebook (qui).

La commemorazione si terrà nel luogo dove i tre martiri patrioti furono fucilati: la porzione di muro di cinta sfregiata dai proiettili è stata mantenuta intatta e trasformata in memoriale.

La vicenda dei tre martiri iniziò tra il 24 e il 25 febbraio 1945: furono scoperti da una pattuglia tedesca che sparò verso di loro. Luigi Crespi, il più giovane dei partigiani, venne colpito a morte, mentre gli altri due risposero al fuoco ma dovettero lasciare il corpo del loro compagno. I tedeschi poterono così identificare il morto e la sua abitazione la Cascina Crespi a Mesero, che era una delle basi della Brigata Gasparotto (i “fazzoletti azzurri”, partigiani autonomi vicini al mondo cattolico).

Grazie ad alcuni documenti rinvenuti in cascina furono arrestati dieci sospettati: alle ore 16:00 del 26 febbraio 1945, il comandante tedesco prese in mano un foglio e lesse tre nomi: Noè Antonio, Noè Franco e Griffanti Franco. Furono fucilati al cimitero.

I tre fucilati sono ricordati (anche da una via) come “martiri patrioti”, una definizione che ricordava la loro appartenenza alle formazioni autonome, dove era più in uso il termine patriota che quello di partigiano.

Al 25 aprile 1945 la Gasparotto diede battaglia contro i tedeschi, collaborando alla resa di una corposa colonna. Oggi sul muro divenuto monumento si legge: “L’odio chiese tre tombe, Castano primo diede tre are. Carità di patria qui invoca: fratelli, amate!”. Il memoriale è oggi inserito anche nel percorso di luoghi della Resistenza curato da Ecoistituto del Ticino, Anpi e Fivl-Raggruppamento Divisioni A.Di Dio.

La registrazione della commemorazione:

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 24 Febbraio 2021
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