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“Non siamo soli”, le luci della speranza illuminano i teatri italiani

L'appello lanciato dall'Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo è stato raccolto in provincia di Varese. Alle Arti di Gallarate nessuno ha chiesto il rimborso dei tre spettacoli saltati

Generica 2020

Le luci accese dei teatri chiusi, in questo momento, è più di un gesto simbolico. La speranza di ritornare ad una vita normale passa proprio da quella luce che l‘Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo ha chiesto di accendere a tutte le donne e gli uomini che dirigono i teatri italiani, da quelli più piccoli fino ai grandi palchi nazionali.

Alla serata illuminata del 22 febbraio, dalle 19.30 alle 21.30, hanno partecipato anche i teatri della provincia di Varese, a cominciare dal Teatro Apollonio di Varese che non potendo accendere fisicamente la luce del foyer ha deciso di “accendere” i ricordi dei suoi spettatori.

È bastato infatti un post di Facebook per veder comparire sulla bacheca centinaia di messaggi e fotografie.  «Il pubblico ha risposto con grande affetto e stima-  racconta Filippo De Santis, direttore dell’Apollonio – Ci sono più di cento commenti, fotografie e ricordi di spettacoli anche portati in scena diversi anni fa. Questo fa piacere, significa che hanno conservato un bel ricordo ed è testimonianza di cosa il teatro può offrire alla città. Questa serata, in cui aderiamo insieme alle altre realtà della città e di tutta Italia, dimostra che il pubblico c’è ancora e che ha voglia di tornare in sala. Non è solo un momento per ricordare questo anno in cui siamo stati completamente chiusi, tra mille difficoltà, ma anche testimonianza che non siamo soli dimostra che il pubblico c’è ancora e che ha voglia di tornare in sala. Non è solo un momento per ricordare questo anno in cui siamo stati completamente chiusi, tra mille difficoltà, ma anche testimonianza che non siamo soli».

Al Teatro delle Arti di Gallarate le luci si accendono come segno di speranza, ma anche nel ricordo di don Alberto dell’Orto e di altre due persone (Vincenzo Medeghini e Marco Re) legate a questa sala di qualità gestita da volontari. Nel foyer del teatro campeggiano ancora la locandina dell’ultimo film proposto in autunno – Miss Marx, era in programma il 29 ottobre scorso – e la locandina della stagione 2019/2020, quella bruscamente interrotta dall’emergenza. «L’ultimo spettacolo che abbiamo ospitato è stato “Buon anno ragazzi”, il 4-5 febbraio 2020. Sono saltati tre spettacoli in programma, “Maratona di New York” doveva andare in scena a marzo, nei primi giorni di lockdown».
Alle Arti raccontano però anche i segnali di speranza: «Nessuno ha chiesto il rimborso per i tre spettacoli saltati, tutti sperano di tornare a teatro».
Le Arti sono sostenute dal volontariato, ma anche questa sala racconta le difficoltà del lavoro: solo qui alle Arti, solo con le due stagioni dello scorso anno e di quest’anno, mancano 22 recite (11 spettacoli).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 Febbraio 2021
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