Entro giugno arriveranno in Europa oltre 250 milioni di dosi Pfizer

La Commissione europea è fiduciosa di poter raggiungere l'obiettivo dell'immunizzazione entro l'estate. Rimane il tema dei vaccini ad adenovirus ma EMA ribadisce che i vantaggi sono ben maggiori dei rischi

vaccino pfizer a malpensa

Entro giugno arriveranno 300 milioni di vaccini di cui 250 da Pfizer. La consegna è stata ribadita dalla Commissione europea che auspica un’accelerazione della campagna per arrivare, il prima possibile, a immunizzare il 70% degli europei entro l’estate. Biontech si è impegnata a implementare la sua fornitura così da rispondere alla domanda di concludere in tempi veloci l’importante operazione sanitaria. Tra le altre consegne anche il vaccino Janssen di cui arriveranno 50 milioni di dosi.

L’impegno dell’Unione , assicurano dalla Commissione, proseguirà per garantire forniture adeguate con l’approvazione di nuovi vaccini che l’Agenzia del Farmaco presto potrà valuterà, a iniziare da quelli a RNA messaggero come CureVac o Novavax, la cui ammissione potrebbe avvenire già dal prossimo mese. Valutazioni sono in corso anche per il russo Sputnik su cui , però, i tempi sono più lunghi.

L’Unione europea, dunque, sta lavorando per l’obiettivo che si è data nel giugno dello scorso anno quando definì una campagna vaccinale che riguardasse tutti e i 27 paesi, distribuendo le dosi in base alla popolazione residente. Ogni Stato, però, è libero di richiedere le quantità e le tipologie differenti di vaccini senza incidere, comunque, sulla campagna globale. Al di là delle vaccinazioni che, come ribadito anche da EMA, sono al momento l’unico sistema per superare la fase critica dell’emergenza sanitaria, rimangono da risolvere molti nodi a partire dalla durata della produzione, dalla sicurezza, dall’efficacia contro le varianti.

EMA, che ha approvato i vaccini con riserva perché continua a valutare tutte le evidenze scientifiche prodotte, ribadisce che, al momento, nel rapporto rischi benefici rimangono certamente maggiori questi ultimi. In questo momento, si sta guardando alla campagna di richiami della Gran Bretagna che utilizza il vaccino Astrazeneca per verificare le reazioni collegate alle seconde dosi: « Ci sono pochi elementi per affermare che i rari eventi avversi registrati con le prime dosi non si ripetano con i richiami – fanno sapere da EMA – Ancora non è chiarito il meccanismo di collegamento con le trombosi e la piastrinopenia: se si riuscisse a individuarlo si potrebbe definire la terapia da mettere in atto».

Anche per il vaccino Janssen, che sta per arrivare nei centri vaccinali italiani, si guarda ai risultati degli studi negli Stati Uniti dove il vaccino è stato sospeso : già dalla prossima settimana si potrebbe avere qualche indicazione in più.

Sulla durata e l’efficacia della campagna si ipotizzano delle indicazioni: si ritiene che la copertura possa durare almeno sei mesi ma molto dipende dalla produzione anticorpale, dalla memoria immunitaria e dalla circolazione di varianti. L’indicazione, al momento, è quella di un richiamo a partire dal personale sanitario che è stato il primo a essere vaccinato.

Su Astrazeneca la partita è ancora aperta: i ritardi nelle consegne e i sospetti di correttezza negli adempimenti contrattuali  hanno contrariato gli stati membri ma un’azione di rottura evidente, al momento, non sembra consigliabile: « I contratti per beni di produzione futura hanno sempre dei dettagli di aleatorietà sulle quantità – ha spiegato l’avvocato Vincenzo Salvatore, docente dell’Università dell’Insubria che ha lavorato all’EMA –  In questo momento ritengo che un’azione legale non sia consigliabile. Occorre lavorare per raggiungere l’obiettivo del ritorno alla normalità. Una volta finita l’emergenza si potrà discutere e anche litigare, ma ritengo che non sia questo il momento».

In quei paesi che hanno escluso i vaccini con adenovirus e limitato l’utilizzo a determinate fasce di età, la campagna vaccinale dovrà essere ripensata sulla scorta delle indicazione del Comitato tecnico scientifico nazionale. Sarà possibile, dunque, un richiamo con vaccino differente?  EMA potrà fornire raccomandazioni ma, al momento, non si conoscono gli effetti della combinazione di vaccini differenti.

Resta aperto, infine, anche il tema dell’immunizzazione data dal vaccino: sulla scorta delle esperienze in Israele e Gran Bretagna, la campagna di massa ha evidenziato il crollo delle complicanze e delle morti provocate dal virus. Quanto alla contagiosità gli studi sono in corso: l’esperienza dello Stato ebraico dimostra, però, ottimi risultati anche sulla circolazione del virus, tanto che è caduto l’obbligo di utilizzare le mascherine.

Certezze scientifiche, quindi, si stanno ancora cercando, ma le esperienze di chi investe sui vaccini mostrano che è, al momento, l’unica via per tornare alla normalità.  

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 22 Aprile 2021
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