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Il farmacista di Busto Arsizio accusato di frodare i celiaci: “Non ho intascato un euro”

Attraverso il suo legale il proprietario della farmacia finita nell'occhio del ciclone spiega che i soldi utilizzati dalle card dei clienti venivano tradotti in prodotti che poi venivano consegnati

La farmacia tecnologica a Busto Arsizio

Il farmacista Ettore Mazzucchelli ha fatto pervenire, attraverso il proprio difensore Cesare Cicorella, una nota nella quale prova a spiegare come ha agito con i suoi 250 clienti celiaci, dei quali gestiva le card regionali (e i relativi pin) con un budget mensile per l’acquisto di prodotti alimentari senza glutine. A causa di questa gestione ora è accusato di truffa al Servizio Sanitario Nazionale insieme ad un suo dipendente.

Farmacia di Busto Arsizio “svuota” le card prepagate per celiaci, due denunce

Secondo quanto dichiarato nella nota che segue si trattava, invece, di un servizio in più per fidelizzare il cliente e che consisteva nell’usare i soldi rimanenti del buono mensile per acquistare prodotti e consumare, in questo modo, l’intero budget a favore del cliente. I prodotti, poi, sarebbero effettivamente stati consegnati al possessore della card.

L’avvocato Cesare Cicorella, difensore del dottor Ettore Mazzucchelli, al mero fine di operare alcune necessarie puntualizzazioni con riferimento ad affermazioni del tutto prive di fondamento e senza in alcun modo voler anticipare ciò che verrà sottoposto all’attenzione dell’autorità giudiziaria, osserva che l’intera vicenda si rivela non già finalizzata a logiche “fraudolente”, come erroneamente sostenuto in vari articoli, bensì all’agevolazione della fruizione, da parte degli utenti, del servizio di fornitura di particolari prodotti alimentari.

Ciò avveniva nella piena consapevolezza dei clienti, a disposizione dei quali venivano posti gli alimenti per celiaci; nessuna utilità, dunque, veniva ritratta dalle persone indagate e il valore economico complessivo dei prodotti messi a disposizione dei clienti assegnatari è calcolabile in poche decine di euro mensili e non certo nell’importo indicato in taluni articoli.

Non è mai esistita alcuna volontà di trarre in inganno alcuno per finalità di lucro, ma solo l’intenzione di consentire ai pazienti di utilizzare al meglio un servizio di utilità sociale: come premesso, la Farmacia non ha ricavato alcun vantaggio economico. La criticità dalla quale sarebbe derivata l’inchiesta costituisce evidente dimostrazione dell’assenza di intenti strumentali; si è trattato di un errore, che non ha arrecato danno ad alcuno.

Quanto ad oggi accertato conferma la fondatezza delle annotazioni esposte. Le diverse indicazioni che si potrebbero derivare dal contenuto degli articoli improvvidamente apparsi, dimostrano, ancora una volta, quanto delicato sia il rapporto tra informazione e vicende giudiziarie, nonché l’importanza del coinvolgimento, a chiarimento, di cittadini irreprensibili, prima di diffondere notizie su indagini suscettibili di indurre reazioni irragionevoli e dalle implicazioni gravissime.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 28 Aprile 2021
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