La Provvidenza saluta Ambrogio Gobbi, il presidente che l’ha trasformata in un’eccellenza

Si chiude dopo 8 anni il mandato del dottor Gobbi che a 90 anni lascia la struttura di via San Giovanni Bosco: "Lascio un istituto profondamente cambiato e che ha superato la sfida del covid"

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Dopo 8 anni da presidente, Ambrogio Gobbi saluta l’istituto La Provvidenza dove ha concluso il suo mandato a 90 anni. Se ne va lasciando una casa di riposo che è stata completamente trasformata rispetto a come l’ha trovata nel 2013: «In quel periodo questo luogo non aveva una buona fama – racconta – ma oggi possiamo dire che queste strutture si sono aperte alla città e sono diventate un punto di riferimento anche per altre case di riposo».

Gobbi specifica che tutto questo è stato possibile grazie alla possibilità di avere un direttore generale come Luca Trama e uno staff preparatissimi: «Assistere le persone più fragili è da sempre il nostro obiettivo. Sono convinto che il nuovo cda saprà continuare su questa strada. Ringrazio tutti il personale che ha lavorato per rendere questo luogo eccellente».

In otto anni ha dovuto superare i casi di scabbia, l’inchiesta sui maltrattamenti (dal quale sia lui che il direttore uscirono immacolati) e la sfida che mai si sarebbero immaginati di affrontare, una pandemia che colpiva mortalmente gli anziani e, per di più, in una situazione di impreparazione totale a livello mondiale. Negli anni sono stati effettuati anche importanti interventi edilizi che hanno migliorato la vivibilità dell’intero istituto.

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Nell’ultimo mese sono riprese le visite dei parenti degli ospiti, lunedì riapre l’hospice Il Nido, tutti sono stati vaccinati con prima e seconda dose e adesso La Provvidenza si è anche messa a disposizione della città mandando il proprio personale a vaccinare i disabili nei centri a loro dedicati.

Una situazione ottimale che il direttore sanitario dell’Asst Valle Olona, Marino Dell’Acqua, non può che lodare: «Ringrazio tutta la rsa e il suo presidente perchè sin da subito abbiamo capito che avevamo obiettivi comuni e idee comuni. La pandemia ha rafforzato i legami tra Asst e Provvidenza e partendo con una collaborazione stretta già da marzo 2020 oggi possiamo dire che questa rsa è stata la prima a vaccinare tutti gli ospiti. Ora sta aiutando a vaccinare i disabili con propri operatori ma ha già dato disponibilità a dare una mano a Malpensafiere dove stiamo aumentando la capacità a 3 mila vaccini al giorno, per arrivare a 5 mila da metà maggio».

All’incontro per salutare Gobbi ha partecipato anche Marco Petrillo, presidente provinciale di Uneba, associazione di categoria del settore: «Voglio fare un particolare ringraziamento al dottor Gobbi. Con il direttore Trama e il dottor Carlo Marazzini si è impostato un lavoro per cui oggi questa struttura è un punto di eccellenza. Ora è il momento di pensare alla riforma dei percorsi di cura territoriali: è ripartito il dialogo con l’assessore Moratti e crediamo sia un punto di partenza per la riforma della medicina territoriale».

Anche il responsabile sanitario della struttura, Carlo Marazzini, ha voluto dedicare un saluto al presidente uscente: Aggiungo il mio grazie a Gobbi che ha creduto nelLe novità del progetto che ha cambiato La Provvidenza. La sua storia è quella di un vincente. Ha gestito le nostre galoppate in avanti e le nostre brusche frenate con la saggezza di un pastore che guarda dall’alto le sue pecore. La sua saggezza ci mancherà».

Infine è la responsabile della comunicazione Valentina Muzzana a ricordare della ripartenza dell’hospice che rimarrà ancora gratuito: «Abbiamo deciso di dare un nome a questo luogo e presto collocheremo anche l’insegna all’esterno per creare un’identità più forte. Invitiamo i cittadini che hanno a cuore questa struttura a donare il 5 per 1000 all’hospice in modo da poter mantenere la gratuità di questo tipo di cure».

L’unità Il Nido è stata creata dal dottor Marazzini che ha chiuso ricordando che «dare questo tipo di cure a persone che stanno per morire è molto importante e di luoghi così ce ne sono ancora troppo pochi se pensiamo che solo il 25% delle persone che muoiono lo fa dignitosamente».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 23 Aprile 2021
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