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Le “strade della Liberazione”: con la pandemia la memoria del 25 aprile è nei luoghi del quotidiano

Generica 2020

Un tour della memoria nelle vie del paese, a 76 anni dalla Liberazione. Se la pandemia e le necessarie misure anticontagio impongono celebrazioni ristrette per il 25 aprile 2021, a Vanzaghello l’Anpi si è inventata un itinerario in ricordo di chi ha lottato per la libertà.

Antonio Gramsci e don Minzoni, certo, ma anche il combattente locale Maurizio Macciantelli e i civili uccisi dai tedeschi in ritirata, proprio nei giorni in cui si riconquistava la libertà. L’iniziativa è stata chiamata “Strade di Liberazione”: «Invitiamo tutti i cittadini e le cittadine di Vanzaghello a portare un fiore in una via, piazza, monumento, lapide che ricordano la Resistenza e i suoi Protagonisti» spiegano quelli del direttivo Anpi locale.  Niente cortei, è vero, anche quest’anno: ma la memoria rimane, diventa gesto individuale e nei luoghi del quotidiano.

Nella mappa diffusa da Anpi sono indicati quattordici luoghi della memoria: il cippo della Resistenza al cimitero, le vie intitolate a Giacomo Matteotti  (inflessibile avversario del fascismo, assassinato nel 1924 su ordine di Mussolini), a Sandro Pertini che fu condannato al confino, poi esule e partigiano, per poi diventare Presidente della Repubblica. E ancora a don Minzoni, il sacerdote massacrato nella bassa ferrarese dagli squadristi di Balbo, e ai fratelli Rosselli, fondatori di Giustizia e Libertà, assassinati in Francia dai sicari inviati dal Regime. Nell’itinerario compare piazza Costituzione, a ricordare il frutto (condiviso) della Resistenza, la carta che tutela le idee di tutti, le persone, i loro diritti.

Ma insieme alla grande Storia c’è anche la storia locale: c’è il nome di Maurizio Macciantelli, vicecomandante della 102esima brigata Garibaldi attiva intorno a Busto, instancabile organizzatore della lotta, ucciso dai tedeschi in località “Quattro Strade” – tra Vanzaghello, Busto e Lonate Pozzolo –  nell’estate 1944.
Ritornano i nomi di Angelo Branca, Giuseppe Milani, Carlo Mainini, tre vanzaghellesi uccisi da una colonna tedesca in fuga il 28 aprile 1945 e ricordati su una lapide sul monumento ai Caduti.

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Un’altra dedicazione ricorda i fratelli Antonio e Alfredo Di Dio: giovani militari di carriera, dopo l’8 settembre 1943 organizzarono la Resistenza tra Cusio e Ossola. Dopo la morte di Antonio, Alfredo costituì la sua formazione autonoma, la “Valtoce” che accolse anche molti giovani provenienti dall’Alto Milanese, dal Castanese e dall’asse del Sempione, grazie al legame con il gruppo democristiano di Busto Arsizio.

Il legame tra Castanese e Ossola è stato anche uno dei capitoli di un primo appuntamento, lo scorso 7 aprile, con 42 studenti di terza media di Vanzaghello e alcuni professori di lettere, alla scoperta della storia della Resistenza. «La prof. Eugenia Sala e l’avv. Luisa Vignati, attraverso video e slide, hanno raccontato il perché delle molte lapidi e monumenti posti nei nostri paesi».

Oltre all’iniziativa dei fiori nelle strade e sui monumenti, l’Anpi chiede anche di esporre il Tricolore. E sempre mantenendo il rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 20 Aprile 2021
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