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Costanza Arbeja, partigiana a 17 anni, partigiana per sempre

Un libro racconta la lunga vita militante di Costanza Arbeja, attiva nella Resistenza in Valsesia. La prima presentazione a Oleggio, il paese dove è nata

Costanza Arbeja

Partigiana a diciassette anni e poi partigiana per tutta la vita, Costanza Arbeja.

Una lunga storia che viene ripercorsa ora da un libro – “Costanza Arbeja La partigiana “Nini”, a cura di Piero Beldì – edito dall’Associazione Culturale Stella Alpina di Pombia.

Costanza Arbeja è nata a Oleggio, sulle prime colline affacciate sulla pianura novarese. Ma la sua guerra partigiana l’ha fatta in Valsesia: una scelta nata dall’indignazione, dopo aver visto il 22 dicembre del 1943 dieci corpi fucilati e lasciati per terra nella piazza di Borgosesia. Torturati e uccisi dai nazisti, abbandonati senza pietà sulla strada, i volti sanguinanti.

Il libro si apre con le prefazioni di Pietra De Blasi presidente dell’Associazione Culturale Stella Alpina, di Enrico Pagano direttore dell’Istituto, per la Storia della Resistenza nel Biellese, nel Verbano e in Valsesia, Ezio Montalenti presidente e coordinatore regionale Anpi Piemonte, Michela Cella presidente dell’ANPI di Novara.

Il libro è un volume realizzato a più mani, un lavoro di sinergie, collaborazioni a confronto, passati, prima, dall’ascolto, dalla raccolta di documenti e materiali, alla trascrizione della video-intervista, e dopo, alla lettura, rielaborazione, revisione, rettifica testi che hanno portato alla stesura completa del testo finale.

La prima parte illustra le motivazioni che hanno portata Costanza a fare la scelta di andare in montagna con i partigiani, delle sue missioni pericolose, del ruolo che ha avuto assegnato dal CIP (Centro Informazioni e Polizia), fino agli attacchi di primavera 1945 ai presìdi di Fara, Romagnano e Borgosesia, l’anticipo della Liberazione.

La seconda parte parla della Costanza partigiana nel Dopoguerra: del suo impegno nel sociale, gli incontri con i giovani e le scolaresche, nel divulgare la Memoria, i valori e il rispetto della Nostra Costituzione.
La terza parte è dedicata alla documentazione fotografica che illustra commemorazioni, convegni, conferenze ed eventi importanti alle quali ha partecipato la nostra partigiana, sentinella della Memoria.
Alla fine sono state inserite alcune riflessioni e considerazioni di docenti sugli incontri di Costanza con gli studenti di diverse scuole.

Il volume presentato il 12 giugno alle ore 17 al Museo Etnografico di Oleggio.
Seguiranno altre presentazioni ad Arona, Bellinzago Novarese, Borgosesia, Borgo Ticino, Fondotoce di Verbania, Varese, Lonate Ceppino e altri luoghi. Sarà una lunga lista.

«Siamo pronti a rispondere alle numerose richieste per divulgare e far conoscere questa piccola storia, importante quanto le grandi storie, che va racconta e fatta conoscere» dice la presidente Pietra De Blasi, presidente dell’Associazione Culturale Stella Alpina. «Non vogliamo che questa pagina della Resistenza, un capitolo importantissimo della storia del nostro Paese, quello del contributo delle donne alla lotta di Liberazione, vada ulteriormente affievolendosi nella memoria collettiva. Vogliono trasmettere alle ragazze e ai ragazzi di oggi quei valori di pace, libertà, democrazia, giustizia in nome dei quali i partigiani e le partigiane hanno combattuto, vogliamo sottolineare il valore insostituibile dell’esempio, del saper fare delle scelte per decidere da che parte stare se vogliamo cambiare e migliorare la società».

«Abbiamo conquistato democrazia, libertà e giustizia sociale, dobbiamo difenderle sempre; “Il problema della democrazia”, scrive Piero Calamandrei nel gennaio 1946, “si pone, prima di tutto, come un problema di istruzione”. Con questa testimonianza di Resistenza partigiana intendiamo, afferma Piero Beldì, vice presidente della Casa della Resistenza di Fondotoce, sensibilizzare soprattutto i giovani, gli studenti per far conoscere pagine di storia che, purtroppo, non ci sono sui testi scolastici. Il nostro intento è quello di far comprendere quanto sia importante la conoscenza per poter contrastare chi i fatti storici vorrebbe stravolgerli. Chi conosce sarà in grado di fare scelte autonome, starà lontano dai manipolatori dei cervelli».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 Maggio 2021
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