Un presidio e un mazzo di fiori davanti all’azienda dove ha perso la vita Christian Martinelli

Lavoratori e sindacati si sono trovati davanti ai cancelli di via del Roccolo per ribadire l'importanza del tema sicurezza. Proseguono le indagini

Il giorno dopo l'incidente mortale nell'azienda di Busto Arsizio

Oggi, giovedì, davanti alla sede di via Roccolo della Bandera il cancello è chiuso e solo un mazzo di fiori attaccato all’inferriata è rimasto a ricordare la vita spezzata di Christian Martinelli, l’operaio di 49 anni, nato a Legnano (qui il ricordo degli amici) ma residente a Sesto Calende, morto in seguito ad un incidente sul lavoro nella storica azienda bustocca. La proprietà ha deciso di fermare la produzione per 24 ore, in segno di rispetto per il lutto della famiglia rimasta senza un marito e un padre.

In mattinata c’era stato un presidio con alcuni lavoratori e i rappresentanti sindacali per ricordare che di lavoro si muore ancora e che ogni morto non deve essere tollerato o trattato come qualcosa di normale: «L’obiettivo è e deve essere zero morti sul lavoro» – hanno ribadito i sindacalisti.

Christian Martinelli

Nel frattempo è stata disposta per martedì prossimo l’autopsia sul corpo della vittima e solo dopo questo esame si potrà procedere con le esequie. La Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo e ha iscritto nel registro degli indagati tutta la catena di comando dai vertici al responsabile della sicurezza. L’obiettivo è quello di fare chiarezza, in primis, sulle cause della morte e, di conseguenza,  accertare la dinamica dell’incidente mortale e capire se vi siano delle responsabilità da parte di qualcuno.

La famiglia di Christian, rappresentata dall’avvocato Manuela Scalia, rimane chiusa nel dolore con una mamma che deve trovare la forza e il coraggio di dire alle proprie bambine che il papà non c’è più.

Lo sgomento dei colleghi:”Christian era un operaio esperto”. La Bandera chiusa per lutto

 

 

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 06 Maggio 2021
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