Aprirà a Lonate Pozzolo la prima casa di comunità: dove sarà e a cosa servirà

L'Asst Valle Olona ha pronto il piano di potenziamento del territorio. Dove sorgeranno le 11 case e i due ospedali di comunità che saranno realizzati con i fondi del PNRR

sede distretto lonate pozzolo

Un poliambulatorio dove trovare specialisti, ma anche il proprio medico curante e l’infermiere di famiglia.

Stanno prendendo consistenza le nuove strutture territoriali che nasceranno dalla riforma della sanità lombarda ma, soprattutto, grazie agli investimenti con i fondi del PNRR per potenziare i presidi socio sanitari come indicato dal Ministero della salute.

Il direttore socio sanitario dell’ASST Valle Olona Marino Del’’Acqua ha già le idee chiare. Soprattutto ha in mente il percorso necessario per mettere a sistema una vera e propria rivoluzione dell’assistenza.

A LONATE LA PRIMA CASA DI COMUNITA’ “SPOKE”

« Partiremo entro fine anno con la casa di comunità a Lonate Pozzolo – spiega il direttore Dell’Acqua – sarà un centro “spoke” collegato a quello hub di Somma Lombardo. Sarà un punto di riferimento per i residenti anche dei comuni circostanti. Qui, con la collaborazione della decina di medici curanti del territorio, costruiremo il percorso che, da una parte, offre percorsi di presa in carico completi, dall’altro garantisce risposte al bisogno dei cittadini».

PERCHE’ A LONATE POZZOLO

La scelta di Lonate Pozzolo non è casuale: « Vogliamo iniziare da una comunità piccola dato che tutto il percorso poggia sui bisogni di una collettività. Quindi, gli attori coinvolti dovranno fotografare le richieste, così da tarare bene l’offerta di salute rispondente effettivamente alle necessità delle persone. Nell’area di riferimento abbiamo un bacino di circa 56.000 persone».

QUALI SERVIZI CI SARANNO NELLA CASA DI COMUNITA’

All’interno delle case di comunità si troveranno gli ambulatori medici : « Ma non saranno duplicazioni di quelli degli ospedali – precisa il dottor Dell’Acqua – La casa servirà a prendere in carico la domanda e a costruire un’offerta mirata. Esemplificando: un giorno alla settimana ci sarà lo specialista, cardiologo, nefrologo, urologo, che concentrerà i suoi appuntamenti. Le altre attività prevedono, poi, la presa in carico con la definizione del percorso di cura o di monitoraggio: nessuno dovrà cercare da solo gli appuntamenti ma tutta l’assistenza verrà organizzata nella casa. Il personale, presente per 12 ore al giorno, 7 giorni su 7, sarà anche un punto di riferimento per gestire le criticità. Nel caso di chiamata per un’emergenza, sarà quello stesso personale, d’intesa con il medico curante o lo specialista di riferimento, a valutare la tipologie di gravità e a consigliare o meno l’accesso in pronto soccorso. L’infermiere di famiglia potrà anche recarsi al domicilio dell’assistito per fare valutazioni dirette o medicazioni. In questo modo eviteremo accessi impropri in pronto soccorso e una risposta più efficace alla domanda di cura».

DOVE APRIRANNO LE CASE DI COMUNITA’ DI ASST VALLE OLONA

Sul modello che verrà sperimentato a Lonate Pozzolo, d’intesa con tutti i professionisti interessati, si costruirà la rete. Asst Valle Olona ha identificato 11 case di comunità di cui 7 sono già state approvate da Regione Lombardia: « È un modello ad hub and spoke dove l’hub è un centro maggiore, con diverse specialità mentre lo spoke è più ridotto e risponde all’indagine sulla casistica della cittadinanza. Oltre al Distretto di Somma Lombardo con il suo spoke a Lonate Pozzolo, attiveremo eccessivamente l’hub di Gallarate in via Da Vinci che avrà due spoke nel centro appena inaugurato di Cajello e a Cassano Magnago, a Busto Arsizio ci sarà l’hub in viale Stelvio mentre lo spoke sarà a Borsano. Data l’ampiezza del territorio, prevediamo anche uno spoke a Castellanza nello stabile dell’ex audiologia e uno a Fagnano Olona così da coprire tutta la Valle . A Saronno l’hub sarà in via Fiume mentre lo spoke sorgerà a Caronno Pertusella dove abbiamo appena inaugurato il centro prelievi. In queste strutture potremo partire progressivamente. In un secondo momento andremo a completare la rete, quando Regione approverà la delibera sugli stabili attualmente occupati in convenzione con privati». 

 I MEDICI DI MEDICINA GENERALE SARANNO PROTAGONISTI

L’obiettivo è ambizioso e si ripropone di raggiungere lo stesso obiettivo che aveva indicato la Riforma della salute del 2015 con la gestione della cronicità e il sistema dei “PAI”: « Io non entro nel dettaglio normativo o di inquadramento dei medici di medicina generale che saranno i veri protagonisti di questo potenziamento – commenta il direttore socio sanitario – devo dire, però, che nel territorio della Valle Olona abbiamo raggiunto già un eccellente livello di collaborazione. Parlo, per esempio, delle disponibilità dei nostri medici ad affiancare i curanti secondo modelli avviati nel 2019 e che stanno funzionando molto bene».

LE CASE SI SDOPPIANO NELLE ATTIVITA’ SOCIO SANITARIE E AMMINISTRATIVE

All’interno delle singole case di comunità ci sarà sia l’offerta sanitaria sia quella amministrativa: « Arriveremo a riorganizzare tutti i servizi e a distinguerli anche fisicamente – chiarisce Dell’Acqua – le case di comunità avranno bisogno di spazi per attivare ambulatori. Così abbiamo già definito lo sdoppiamento delle case: una con funzioni socio sanitaria e l’altra con operatività amministrativo burocratica. Penso alla protesica, alla scelte e revoca del medico, alle diverse commissioni. Questo tipo di servizio troverà collocazione in spazi distinti da quelli erogativi socio sanitari». Anche in questo caso la squadra del dottor Dell’Acqua ha già mappato tutti gli stabili di proprietà regionale e ha definito i lavori strutturali che andranno eseguiti. 

I primi fondi in arrivo del PNRR serviranno proprio alla parte edilizia, per sistemare, allargare, mettere a norma palazzine che cambieranno vocazione e impegno. 

DUE OSPEDALI DI COMUNITA’ A SOMMA LOMBARDO

Sempre nel distretto di Somma sorgeranno i due ospedali di comunità pensati dalla direzione strategica dell’ASST Valle Olona: «Avranno compiti e modalità di accesso differenti – spiega il direttore socio sanitario – Il primo che aprirà sarà quello all’interno del Bellini. Venti letti che ospiteranno pazienti a bassa intensità di cure in dimissione dai reparti ospedalieri. Pensiamo a una certa tipologia di paziente che non è in fase di malattia acuta ma che ha bisogno di un’assistenza qualificata. Pensiamo ai degenti che hanno superato la fase critica ma che non sono pronti a rientrare al proprio domicilio. L’azienda ospedaliera potrà contare su questi letti, gestiti soprattutto da infermieri e che offrono la garanzia di un ambiente sanitario protetto»

« Il secondo presidio di comunità lo apriremo sempre a Somma Lombardo ma all’interno della palazzina di via Fuser, attualmente sede del distretto. Abbiamo già il progetto per intervenire a sistemare gli spazi e realizzare camere per 20 letti. Lo invieremo in Regione entro metà dicembre così da ottenere il finanziamento. La particolarità di questi letti è che saranno dati in gestione prevalentemente ai medici di medicina generale. Saranno loro a inviare i pazienti che saranno così seguiti dal personale infermieristico sotto la guida dello stesso curante che si rapporta allo specialista attraverso alla telemedicina o incontri periodici». La telemedicina sarà un grande alleato che permetterà di avere consulti e pareri senza spostamenti degli specialisti. 

ASSUMERE ALTRO PERSONALE  E TEMPI DI APERTURA

Per attivare case e ospedali di comunità, l’Asst valle Olona avrà bisogno di nuovo personale: « Abbiamo già assunto 31 infermieri di famiglia , attualmente impegnati all’hub vaccinale, e presto pubblicheremo il bando per assumerne altri 40. Pensiamo di partire entro fine anno così da avere già i primi risultati a gennaio febbraio e poter programmare altre aperture. Per gli ospedali i tempi sono un po’ più lunghi: quello all’interno del Bellini sarà più semplice perchè non occorrono grandi interventi strutturali mentre la palazzina di via Fuser andrà sistemata. Abbiamo due anni per completare i nostri interventi».

Per formare le nuove figure di infermiere e ostetrica di comunità., a dicembre l’Università dell’Insubria avvia un master per formare le nuove professionalità con il supporto di Asst Valle Olona e Asst Sette Laghi.

All’interno delle case di comunità, infine, si troverà una serie di attività: dall’assistenza del paziente cronico, alla prevenzione ma anche quei servizi più richiesti dall’intera popolazione come il punto prelievi o le vaccinazioni a cui tutti i residenti potranno fare riferimento. 

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 28 Ottobre 2021
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