Dai tamponi ai vaccini: la strategia vincente dei centri massivi contro il virus

Il responsabile dell'unità di crisi di Ats Insubria Marco Magrini, chiamato poi nella squadra del consulente regionale Bertolaso, racconta i 18 mesi di emergenza. I dati attuali raccontano

Nel piazzale Roma di Schiranna a Varese è il giorno dei camion. Da questa mattina, si comincia a sbaraccare. Entro due settimane, l’area tornerà libera, quel parcheggio sterrato che storicamente fa parte di Schiranna. 

Quelle tende, oggi vuote, hanno visto passare 329.004 persone, dai 12enni fino ai centenari, convocati per le due dosi di vaccino.

La cittadella vaccinale è stata fondamentale, insieme agli altri centri, massivi o meno, allestiti dall’Unità di crisi di Regione Lombardia diretta da Guido Bertolaso, nei risultati che oggi si possono verificare. Lo scorso anno, proprio in questo periodo, in Lombardia il tasso di incidenza era del 6,3% con oltre 2000 positivi ogni giorno mentre oggi i dati raccontano di una circolazione del virus molto contenuta: il tasso di incidenza è dello 0,2% con 288 nuovi positivi. Negli ospedali la situazione è differente: lo scorso anno erano 726 ricoverati con un aumento di quasi 100 persone al giorno ( di cui erano 72 erano in terapia intensiva) mentre i ricoverati oggi sono meno di 300 in calo rispetto ai giorni precedenti mentre in terapia intensiva sono 56.

L’andamento in provincia di Varese era anche peggiore con un periodo davvero difficile tra metà ottobre e il 20 novembre. Incrementi di nuovi positivi di oltre 500 ogni giorno fino ai 1900 del 28 ottobre.
Il territorio si preparava a gestire una seconda ondata molto difficile. Nell’unità di crisi di Ats Insubria, il dottor Marco Magrini e la sua equipe intuirono che il territorio andava supportato con un’adeguata rete di sorveglianza. D’intesa con Esercito Italiano e Protezione civile allestì due centri massivi per i tamponi: partì prima Fontanelle, nel quartier generale della protezione civile, e poi la caserma Ugo Mara di Solbiate Olona. La capacità di indagine salì fino a 2500 tamponi al giorno, processati in un laboratorio di Napoli, in grado di refertare entro 24 ore.

Poi, con l’arrivo dei vaccini, il dottor Magrini venne chiamato nell’unità di crisi affidata a Guido Bertolaso, incaricato di organizzare la campagna vaccinale di massa. Si scelse, anche questa volta, la via dei centri massivi che, nel Varesotto, vennero individuati a Schiranna e Rancio Valcuvia in collaborazione con l’Esercito e la Protezione civile, Malpensafiere, grazie sempre alla Protezione civile, Arcisate e Saronno con l’aiuto della cooperativa Medici Insubria e i medici di Medicina generale.  Il coordinamento di Ats Insubria e l’operatività affidata alle due ASST Sette Laghi e Valle Olona con il coinvolgimento attivo dei Comuni dove i centri avviarono l’attività, hanno permesso di raggiungere risultati molto importanti. Sono quasi 7,8 milioni i lombardi che hanno completato il ciclo vaccinale pari all’85,5% del target di riferimento, percentuale che sale all’88,9% se si considera quanti hanno ricevuto la prima dose e sono in attesa del richiamo. In provincia di Varese la copertura ha superato il 90% della popolazione target. 

marco magrini

Tra le fasce di età che ha risposto con maggior entusiasmo all’invito di Regione c’è quella dei ventenni: quasi il 95% si è sottoposto a vaccinazione,  superiore anche a quella degli over 80 che si è vaccinato nel 93,5% dei casi.  La fascia che ha risposto di meno, a parte quella dei minorenni che si è presentata per il 77,1% degli aventi diritto, è quella dei quarantenni che ha comunque raggiunto quota 87,2%  del target.  Seguono i cinquantenni con l’88,4%, i sessantenni 89,2% e i trentenni 89,6%.

Un risultato comunque eccezionale e che oggi permette di chiudere il centro massimo di Schiranna e progettare il superamento della fase di emergenza: « È ancora presto per dire che abbiamo superato la fase critica.- ammonisce il dottor Magrini –  Occorre ancora uno sforzo, il terzo richiamo o la dose booster per le categorie più fragili e il mantenimento delle regole di distanziamento e igiene per tutti. Oggi però, la Lombardia è ripartita. Grazie quindi a tutti coloro che hanno collaborato con impegno e abnegazione a questa campagna».

Al centro di Schiranna arriva ancora qualcuno con l’appuntamento vaccinale. I militari controllano e mostrano la nuova sede all’interno dell’ospedale di Varese. Ci vorrà un po’ perchè il piazzale della Schiranna ritrovi la sua dimensione naturale. Intanto i camion potano via sedie, scrivanie, computer, frigoriferi e tutti gli arredi. Poi toccherà all’Esercito smontare il campo . E, a quel punto, sarà davvero la fine del centro vaccinale di Schiranna. 

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Pubblicato il 18 Ottobre 2021
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