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Il ministro della Giustizia a Fagnano Olona: “Il lavoro per dare una possibilità a chi ha sbagliato”

La guardasigilli Marta Cartabia in visita alla Valle di Ezechiele, la cooperativa gestita da don David Riboldi che dà occupazione a chi esce dal carcere

«Fin dalla pena detentiva servono occasioni di lavoro,per dare una possibilità di vita diversa a chi sta pagando il suo debito con la società». La ministra della Giustizia Marta Cartabia lo dice in un luogo simbolo: la guardasigilli e in visita alla cooperativa La Valle di Ezechiele a Fagnano Olona. Una realtà che da lavoro ai carcerati che escono dai penitenziari e cercano una possibilità di ripartire.

È un giorno di festa per la cooperativa nata dall’impegno di don David Maria Riboldi, il cappellano del carcere di Busto Arsizio, e che ha sede in un vecchio opificio in valle Olona. Qui i detenuti a fine pena trovano una occasione, tra progetti diversi, anche in collaborazione con enti pubblici (come il Comune di Gorla Maggiore, che ha affidato la digitalizzazione delle delibere).

«Come ministro mi sono trovata davanti a un mare di bisogno, prima per le asprezze della pandemia, ma anche ora in cui iniziamo a uscirne, grazie alle vaccinazioni che hanno visto giustamente una priorità rivolta ai carceri» ha detto Cartabia nel suo intervento, che ha ribadito quanto ampie siano le esigenze del sistema carcerario e rieducativo, in termini di «condizioni materiali, istruzione, lavoro».

L’esempio della Valle di Ezechiele è più che concreto: «In luoghi così possiamo vedere una, dieci, venti, cento, mille storie come quella di Bayou Youssef» ha concluso Cartabia, riferendosi alla storia di un ex detenuto che da metà novembre 2020 lavora in valle Olona grazie alla cooperativa.« «L’11 novembre mi hanno chiamato per la mia scarcerazione, ho trovato don David che mi aspettava per accompagnarmi alla porta» ha raccontato Youssef. «Il 23 novembre ho firmato il primo contratto con la valle di Ezechiele»

«È una festa questa giornata per una cooperativa che ancora non è arrivata al suo primo compleanno» ha detto l’avvocato Filippo Germinetti, presidente della cooperativa, che ha voluto rivolgere «un grazie particolare al magistrati di Busto e Varese, al direttore del carcere, al comandante, al personale che opera nel carcere». Alla ministra ha chiesto «di rendere più agevole la rieducazione e l’inserimento lavorativo, di abbattere le barriere tra il carcere e la società»

Nel corso dell’evento in valle Olona è intervenuto anche don Raffaele, ispettore nazionale dei cappellani delle carceri, ed è stata letta la “Salmodia contro la pena di morte” di David Maria Turoldo, citata poi da Cartabia nel suo intervento. Davide Van De Sfroos ha cantato “Quaranta pass”, canzone che racconta tre storie di carcerati a San Vittore.

 

Alla fine della cerimonia la ministra Cartabia ha ricevuto anche  un cesto con prodotti realizzati nei laboratori carcerari, dal caffè del femminile di Pozzuoli alla pasta dall’Ucciardone, alla marmellata da Sondrio, «il meglio delle carceri italiane». 

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Pubblicato il 25 Ottobre 2021
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