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Rapimenti e omicidi: suor Marcella racconta la “situazione terrificante” ad Haiti

La religiosa originaria di Busto Arsizio, da anni ad Haiti, ha raccontato a Mondo e Missione lo stato di disordine e criminalità fuori controllo in uno degli Stati più poveri (e sfortunati) al mondo

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«Vedono i filmati in internet e copiano le medesime dinamiche dei talebani o dello Stato islamico: si fanno crescere la barba, giustiziano con colpi alla testa o decapitazioni». È drammatico il quadro della violenza ad Haiti, fatto da suor Marcella Catozza, sorella francescana di Busto Arsizio che da anni è una presenza preziosa in uno degli Stati più poveri (e in parte anche sfortunati) al mondo.

La pandemia, i terremoti (quello del 2021 ha fatto 2mila vittime dirette), l’assassinio del presidente hanno destabilizzato ulteriormente Haiti, facendola precipitare in una nuova spirale di violenza e criminalità. Fenomeno eclatante sono i rapimenti, sempre più frequenti, che colpiscono anche i religiosi, in particolare protestanti.

Il racconto di suor Marcella, pubblicato da Mondo e Missione (qui integrale) restituisce una situazione molto caotica, con la violenza delle gang, tra cui la 400 Mawozo o di un fantomatico ‘Esercito di liberazione’.

Un aspetto particolare è la connotazione ideologica molto confusa: «Sono gli stessi banditi di sempre, finora nemici, che si sono associati in un nuovo movimento per creare il cosiddetto ‘Califfato haitiano’, sebbene non sappiano nemmeno che cosa voglia dire».

La violenza diffusa ha spinto suor Marcella a limitare al minimo gli spostamenti, anche se la stessa religiosa ha parlato di un riconoscimento da parte di molti: «Il rispetto per me, per quanto fatto in passato: ecco perché finora non ci hanno ancora toccato».

Qui sotto l’intervista integrale:

Haiti, suor Marcella: situazione “terrificante”. Violenze, esecuzioni e stupri stile Isis

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 Ottobre 2021
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