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Fusione di Sap in Agesp? Lonate Pozzolo vota l’atto di indirizzo

L'atto di indirizzo apre a una prima fase conoscitiva tra le due società, ma bisogna aspettare il voto del consiglio comunale di Ferno, che arriverà non prima di febbraio

consiglio comunale Lonate Pozzolo

Durante il consiglio comunale di ieri sera, lunedì 24 gennaio, l’amministrazione di Lonate Pozzolo ha compiuto il primo passo del percorso che potrebbe portare alla fusione della municipalizzata Sap in Agesp, società di Busto Arsizio.

L’interlocuzione con Agesp, Sap e i comuni di Lonate e Ferno è iniziata a metà dicembre, dopo la manifestazione di interesse da parte di Agesp: «Nell’incontro con Sap, Agesp e i due comuni a metà dicembre si è deciso un cronoprogramma da rispettare per aprire la fase di conoscenza», ha spiegato la sindaca, Nadia Rosa.

La fase di conoscenza reciproca di Sap e Agesp sarà attuata tramite lo scambio di dati informativi e dei conti delle due società: dopo l’approvazione delle due delibere nei consessi comunali, si aprirà un periodo di transizione e approfondimento della conoscenza, in modo da valutare o meno la fusione di Sap in Agesp.

La situazione non rosea di Sap

La difficile situazione in cui verte Sap è sotto gli occhi di tutti, purtroppo non riesce a sostenersi sulle proprie gambe; già in una assemblea pubblica dello scorso novembre si era fatto luce sulla gestione inefficiente, che mette al rischio 40 famiglie e ha già obbligato il comune di Lonate a correre ai ripari e a provare a mettere delle pezze.

«Ritengo che Sap abbia delle dimensioni troppo limitate per essere competitiva sul mercato e che l’aggregazione con altre realtà che svolgono un lavoro simile sia positivo. Premesso e ribadito che è un piccolo passo con cui si autorizza Sap a iniziare uno scambio di informazioni reciproco – che avverrà solo dopo l’approvazione di una delibera analoga da parte di Agesp. Uno dei punti fermi è che tutti i dipendenti devono essere confermati», ha spiegato l’assessore al bilancio, Angelo Ferrario.

I primi passi da fare passi sono l’approvazione dell’atto di indirizzo nei consigli comunali di Lonate e di Ferno, essendo soci al 50%; deliberando a favore, si aprirà un periodo di valutazione (sei mesi al massimo) per raggiungere l’accordo di fusione.

La fusione di Sap in Agesp alla prova del consiglio comunale di Lonate Pozzolo

Se, da una parte, Lonate ha approvato la delibera, dall’altra bisogna aspettare il Comune di Ferno che, su comunicazione del sindaco Filippo Gesualdi, andrà al voto a fine febbraio. Una decisione che porta a una dilatazione dei tempi del periodo di valutazione da parte di entrambe le società, Sap e Agesp.

Un improvviso cambio di programma «di cui non sappiamo i motivi del ritardo visto che il sindaco di Ferno ha partecipato a tutte le riunione. Le decisioni si devono portare avanti in maniera trasparente, confidiamo che la delibera venga portata in consiglio comunale perché siamo convinti dell’urgenza dello scambio di informazioni, necessario per dare avvio alle valutazioni economiche», ha precisato Rosa.

L’amarezza dell’opposizione

A rompere il ghiaccio e dare l’avvio alla discussione la consigliera di opposizione Ausilia Angelino, che ha espresso amarezza per il «fallimento di Sap» e che, per il momento, aspetta il quadro economico per valutare al meglio: «Dobbiamo trovare subito una soluzione subito per i nostri cittadini. Immagino due scenari, quello passato e futuro che mi portano a riflettere sul fallimento della nostra municipalizzata e mi spiace perché non avremo più il potere di decidere noi in autonomia.  Mi preoccupa il quadro economico, che in questa fase non c’è: voglio vederlo per dare un giudizio definitivo».

Cautela ed equilibrio anche nelle parole di Mauro Andreoli: «Agesp è venuta da noi in commissione e si è venduta molto bene, ci ha fatto una corte sfrenata. È molto positivo il punto fermo sulla tutela dei posti di lavoro, ma qualche riflessione va fatta: c’è stata miopia nella gestione e nella decisione politica; se non aderiamo ad Agesp potremo essere in difficoltà nella gestione rifiuti, ma questa questione non nasce l’altroieri. Una delle prime commissioni tecniche affrontò l’argomento a Ferno: si è almeno tentato di fare un bando oppure si è gettata la spugna?». «Sap ha fatto il bando e Accam non ha partecipato alla gara», ha risposto prontamente Ferrario.

Michele Rusconi ha chiesto se aumenteranno le tariffe rifiuti, «questo vogliono sapere i nostri cittadini». Ferrario, dopo aver ricordato che, se entrassero in Sap, otterrebbero l’appoggio di Neutalia per lo smaltimento rifiuti, che per statuto applica dei prezzi di favore ai soci, ha risposto che «le tariffe sono un discorso svincolato, dipendono da una serie di dinamiche che esulano dalla fusione. A causa dell’aumento dell’energia i costi dello smaltimento aumentano di mese in mese. Tutto è in aumento, anche il costo dello smaltimento e non si verificherà solo nel nostro comune».

Il rapporto con Ferno

Andreoli ha dimostrato preoccupazione per il rapporto con Ferno, sempre più incrinato dopo lo scioglimento dell’Unione dei comuni: «Spero che il rapporto con Ferno possa essere ricucito, perché ci troveremo in un mare magnum di una partecipata di Busto Arsizio dove conteremmo poco e l’unione con Ferno sarebbe importante per contare qualcosa».

«Il rapporto con Ferno c’è e sta andando avanti da mesi», ha sottolineato la sindaca, «ma alle parole non seguono i fatti. Auspichiamo che quello che ci viene detto sia seguito da un fatto perché senza l’approvazione dell’atto di indirizzo non si può procedere con le valutazioni».

Al momento della votazione, i cinque consiglieri di minoranza – Mauro Andreoli, Ausilia Angelino, Claudia Fraccaro, Michele Rusconi (Grande Nord) e Davide Regalia – si sono astenuti, mentre la maggioranza ha votato compatta a favore.

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 25 Gennaio 2022
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