Domanda e offerta, il mondo del turismo e della ristorazione si incontrano a Ispra per il “My Job Day”

Il My Job Day è in programma per il 28 marzo, a Ispra

Generica 2020

Da una parte le aziende del settore pronte a ripartire, dall’altra gli operatori in cerca di occupazione. Il My Job Day è in programma per il 28 marzo, a Ispra, e ha l’intenzione di far incontrare domanda e offerta in un settore, quello del turismo e della ristorazione, che negli ultimi anni ha sofferto più di altri a causa della pandemia. La guerra che incendia il cuore dell’Europa crea una nuova incertezza per il futuro, ma le associazioni di categoria puntano alla ripartenza e su un territorio, come quello del Varesotto, che da Malpensa al Lago Maggiore vive anche grazie al turismo.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina (21 marzo), nella sede della Camera di Commercio di Varese, ed è stata introdotta dal segretario generale Mauro Temperelli. «È il momento di ripartire, di rimettere insieme la forza lavoro che negli ultimi 24 mesi si è dispersa». Lunedì prossimo, dalle 10 alle 16, all’Hotel Europa, ci saranno dunque dei veri e propri colloqui a tu per tu, tra coloro che cercano figure professionali qualificate e coloro che hanno specializzazioni nel settore. Bisogna dunque evitare di perdere persone competenti, ma anche introdurre i giovani nel mondo del lavoro. «In provincia di Varese, un giovane su 5, tra i 15 e i 29 anni, non studia e non lavora. Questa iniziativa vuole essere anche un modo per ridurre questa percentuale e indirizzarli nel modo corretto», continua Temperelli. Per questo sono stati coinvolti anche gli istituti tecnici della provincia di Varese, dal ITS Tosi di Busto Arsizio, al Istituto Turistico di Bisuschio.

«Sarà una giornata operativa e siamo convinti fosse necessaria. Le aziende che hanno aderito all’iniziativa sono 22, mentre le posizioni aperte 150 (le candidature entro il 21 marzo, il sito www.myjobvarese.com resta sempre attivo)», spiega Lino Gallina, dirigente Enti Bilaterali della Provincia di Varese. E continua: «Abbiamo coinvolto gli istituti professionali di tutto il Varesotto. Oggi mancano soprattutto cuochi, in seconda battuta i barman e poi anche altre figure. Per questo è fondamentale monitorare la situazione, pensare a momenti di incontro per poter indirizzare domanda e offerta. Auspichiamo di trovare una rete sempre più intensa per allargare questo progetto». Francesco Maresca dirigente della Provincia di Varese ha sottolineato come, oltre alle iniziative già esistenti, si sta lavorando anche grazie ai fondi del Pnrr: «Per creare un asse di collaborazione tra diverse realtà, per monitorare l’andamento di domanda e offerta soprattutto nel mondo dei giovani».

Ci si trova dunque davanti a due scenari opposti. Da una parte il Lago Maggiore che è sopravvissuto alla crisi grazie al turismo di prossimità stagionale, ma che non trova il personale competente, cuochi in primis. Dall’altra, l’emorragia dei lavoratori dell’aeroporto di Malpensa, fermi dal 2020 e in cerca di una stabilità sul lungo periodo.

Livio Muratore, vicepresidente dell’Ente Bilaterale del Turismo spiega: «Proporre momenti di incontro tra domanda e offerta è molto importante. Mentre il Lago Maggiore vede dei segnali positivi, non ci sono ancora certezze sull’apertura del Terminal 2 e dal punto di vista occupazionale è molto grave, non solo per coloro che sono direttamente impegnati in aeroporto ma anche per il territorio circostante. Si parla del coinvolgimento di circa 22mila lavoratori. Ad oggi ci sono ancora lavoratori di alta professionalità in cassa integrazione dal 2020, a zero ore, e senza ammortizzatori sociali. Questo riguarda il settore dei voli, ma anche l’alberghiero intorno, c0n una ricaduta territoriale».

A sottolineare l’importanza di intervento nei settori del turismo e della ristorazione è anche Frederick Venturi, presidente di Federalberghi Varese che sottolinea: «Il nostro settore ha perso glamour, ma è importante rilanciarlo e proporre queste iniziative anche a livello stagione. Ci vorrà almeno un anno e mezzo per tornare ai numeri del 2019, ma è ora di ripartire».

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Pubblicato il 21 Marzo 2022
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