La lotta al lavoro nero: scoperti in provincia di Varese 33 lavoratori irregolari, 18 imprenditori sanzionati
Controlli della guardia di Finanza negli ultimi tre mesi tra ristorazione, commercio, agricoltura e servizi. Proposte 14 sospensioni di attività. Espulso un cittadino straniero irregolare. Le multe vanno da un minimo di 64 mila fino a un massimo di oltre 321 mila euro
Prosegue l’attività della Guardia di Finanza di Varese contro il lavoro sommerso e le irregolarità nel mondo del lavoro. Negli ultimi tre mesi le Fiamme Gialle hanno effettuato una serie di controlli che hanno portato all’individuazione di 33 lavoratori completamente in nero e di altri 5 lavoratori impiegati in modo irregolare.
Le verifiche hanno interessato 22 attività economiche tra bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, saloni di parrucchiere, imprese agricole e distributori di carburante nei comuni di Lavena Ponte Tresa, Laveno Mombello, Luino, Porto Ceresio, Cantello, Malnate, Arcisate, Besozzo, Angera, Ispra, Busto Arsizio, Lonate Pozzolo, Gallarate e Vergiate.
Gli approfondimenti svolti dai finanzieri hanno riguardato gli aspetti contrattuali, previdenziali, assicurativi e fiscali dei lavoratori individuati. Nel corso delle verifiche è emersa anche la posizione di un cittadino marocchino presente irregolarmente sul territorio nazionale. Dopo gli accertamenti previsti dalla normativa sull’immigrazione, l’uomo è stato accompagnato all’aeroporto di Bologna ed espulso con un volo diretto in Marocco in esecuzione di un provvedimento della Prefettura di Varese. Il datore di lavoro è stato invece segnalato alla Procura della Repubblica per le violazioni previste dal Testo Unico sull’Immigrazione.
I controlli hanno inoltre portato alla richiesta di sospensione dell’attività per 14 esercizi commerciali. La proposta è stata avanzata all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese dopo aver accertato che oltre il 10% dei lavoratori presenti al momento delle ispezioni risultava impiegato senza la preventiva comunicazione di assunzione.
Le Fiamme Gialle hanno infine rilevato in cinque casi il pagamento degli stipendi con modalità non tracciabili, in violazione delle norme che impongono l’utilizzo di strumenti di pagamento in grado di garantire la tracciabilità delle retribuzioni.
Complessivamente sono stati sanzionati 18 datori di lavoro, con multe che vanno da un minimo di 64 mila euro fino a un massimo di oltre 321 mila euro.
L’operazione rientra nell’attività di contrasto all’economia sommersa e mira sia a tutelare le imprese che operano nel rispetto delle regole, sia a proteggere i lavoratori che, accettando impieghi in nero, rinunciano alle tutele previdenziali, assicurative e alle garanzie previste dalla legge.
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