Da Dodò dell’Albero Azzurro alla cascina di Angera: la storia di Gabriella Roggero a Soci All Time
La puntata di Soci All Time racconta l’esperienza dell’associazione di Angera, impegnata a preservare e innovare il teatro di figura attraverso attività artistiche e progetti educativi immersi nella natura
La puntata del podcast Soci All Time su Radio Materia (realizzato in collaborazione con CSV Insubria) porta gli ascoltatori ad Angera, alla scoperta di AmalTheatro, una realtà che unisce arte, natura e tradizione nel segno del teatro di figura. L’associazione, fondata e animata da professionisti del settore, ha trovato casa in una cascina storica inserita nel museo diffuso del paese, trasformata in uno spazio vivo dove si intrecciano spettacoli, laboratori e progetti educativi.
Una cascina tra arte e natura
Il cuore delle attività è una struttura immersa in un parco di circa 2000 metri quadrati, pensata come luogo di incontro e sperimentazione. Qui trovano spazio un teatrino all’aperto, percorsi artistici e ambienti dedicati ai più piccoli. Tra le iniziative più suggestive c’è il Parco delle Fiabe, un percorso fatto di installazioni che reinterpretano storie classiche e che diventano occasione per stimolare la fantasia e il racconto, soprattutto per le scuole in visita.
La tradizione del teatro di figura
AmalTheatro lavora sulla conservazione e sull’evoluzione del teatro di figura, utilizzando burattini, marionette e pupazzi. Un patrimonio che viene mantenuto vivo grazie anche all’esperienza dei fondatori, tra cui Gabriella Roggero. «Il teatro di figura è un linguaggio che riesce a parlare a tutte le età – Gabriella Roggero, AmalTheatro -. È una forma d’arte antica che però può dialogare con il presente attraverso nuove tecniche e sperimentazioni».
L’esperienza con Dodò dell’Albero Azzurro
Un passaggio centrale del racconto riguarda proprio il percorso professionale di Gabriella Roggero, che per nove anni ha lavorato in Rai come animatrice del celebre pupazzo Dodò, protagonista de L’Albero Azzurro. Entrata giovanissima, a soli 21 anni, Roggero ha affrontato un’esperienza intensa e altamente formativa, fatta di ritmi serrati e grande precisione tecnica. Durante le riprese, spesso costruite in lunghe sequenze senza interruzioni, era necessario coordinarsi perfettamente con regia e operatori. «È stata una scuola durissima ma fondamentale – Gabriella Roggero, AmalTheatro -. Ho imparato tecniche come il teatro su nero e il chroma key, ma soprattutto il rigore e il lavoro di squadra». Un lavoro condiviso con professionisti come la regista Velia Mantegazza, l’autore Tinin Mantegazza e la voce storica di Dodò, Oreste Castagna.
Dalla televisione al teatro
Quell’esperienza televisiva ha lasciato un segno profondo anche nelle attività di AmalTheatro. Le competenze acquisite si ritrovano negli spettacoli e nei laboratori, dove la tradizione artigianale dei burattini si intreccia con linguaggi più contemporanei. Dalla costruzione di figure sceniche complesse all’uso del teatro su nero, fino alla capacità di integrare elementi visivi e narrativi, l’associazione propone un approccio che unisce manualità e innovazione.
Educazione e valore sociale
Accanto alla produzione artistica, AmalTheatro porta avanti un forte impegno educativo. Nella cascina si svolgono doposcuola, campus estivi e attività legate alla natura, con orti didattici e una piccola fattoria. «Lavoriamo perché i bambini possano crescere in un ambiente creativo e a contatto con la natura – Gabriella Roggero, AmalTheatro -. Il teatro diventa uno strumento per conoscersi e relazionarsi con gli altri». Un’attenzione che si estende anche al valore sociale del teatro di figura, capace di creare connessioni tra generazioni diverse, coinvolgendo non solo i più piccoli ma anche adulti e anziani.
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