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I ragazzi del Cse che si prendono cura del parco di Villa Montevecchio

Vivono il parco della villa in ogni suo aspetto e se ne prendono cura tutto l'anno. Abbiamo incontrato gli ospiti del centro diurno Solidarietà e servizi di Samarate che ci hanno raccontato quanto fanno per il polmone verde della città

I ragazzi del Cse di Samarate in Villa Montevecchio

Tagliano l’erba con frequenza e svuotano i cestini, con un’attenzione ligia e meticolosa a ogni angolo del parco di Villa Montevecchio: gli ospiti del centro diurno Solidarietà e servizi di Samarate da diversi anni sono i custodi del parco, occupandosi della manutenzione.

«Curare il posto dove si abita è motivo di orgoglio: è gratificante vedere la gente che lo frequenta e, vedendoci lavorare, ci chiede cosa facciamo», raccontano Paolo Palumbo e alcuni degli ospiti che lavorano al parco, Marco, Michele, Natalia e Fabio, mentre passeggiano nel prato antistante la villa, tra le tante panchine colorate.

«Fino a qualche anno fa con la Fondazione Montevecchio c’era un manutentore che curava la parte intorno la villa. Dall’anno scorso abbiamo preso ad occuparci anche della parte della terrazza e di quella delimitata dalla rete. Oltre al taglio dell’erba i ragazzi cambiamo i cestini del parco ogni giorno, la parte più frequentata dalle famiglie: curiamo un territorio molto frequentato».

I tre tagliatori dell’erba, Marco, Michele e Fabio adorano stare all’aria aperta e prendersi cura del “loro” parco; Marco aggiunge che sta anche imparando a utilizzare il soffiatore.

Ma non è l’unico loro compito: «Oltre al taglio dell’erba, riutilizziamo il legno e le pigne che raccogliamo per le attività di laboratorio che facciamo al Cse: al laboratorio di falegnameria costruiamo le cornici e realizziamo anche delle bomboniere». Così gli ospiti del centro imparano l’economia circolare e a riutilizzare alcuni degli elementi che trovano in natura.

I ragazzi del Cse di Samarate in Villa Montevecchio
L’esposizione dei lavori fatti dagli ospiti, vicino all’ingresso del centro

Ma non solo: «Abbiamo anche angolo al centro che abbiamo predisposto per le piante aromatiche e un lotto di terra messo a disposizione da Regione, dove coltiviamo gli ortaggi che poi cuciniamo tutti insieme». La cura dei ragazzi arriva fino alla fine del ciclo, dai semi piantati agli ortaggi cucinati al centro (l’attività preferita di Natalia è proprio stare in cucina).

Le attività di questo genere hanno lo scopo di «comprendere loro il rispetto delle tempistiche», continua l’educatore facendo l’esempio del taglio dell’erba, che è organizzato in base alle condizioni meteorologiche: «L’anno scorso avevamo calendario di eventi programmati in villa per sapere bene quando intervenire, il che dimostra la stretta collaborazione con l’amministrazione».

“Siamo connessi con il territorio”

La cura del parco è affidata al centro socio educativo (la cui sede è proprio di fianco al parco e ospita trenta persone con disabilità, seguite da sei educatori) da metà degli anni Duemila, tramite una convenzione con l’ufficio tecnico, spiegano Paolo Soldavini e Paolo Palumbo:«Fino all’anno scorso abbiamo collaborato con 8 scuole per delle attività educative, che comportavano la partecipazione di 1-3 educatori con un gruppo di ospiti». Avevano iniziato a collaborare con gli asili e le scuole dell’infanzia samaratesi, organizzando delle visite guidate al parco e delle attività didattiche di rinvaso di basilico; poi hanno proseguito con i laboratori alle scuole medie di Lonate Pozzolo, «interrotti con il Covid-19».

Non solo scuola, però: «Cerchiamo di organizzare dei tirocini sul territorio: il nostro Michele va in una scuola materna di Lonate a cucinare una volta a settimana; una volta a settimana andiamo al CAV di Cassano Magnago a preparare pacchi alimentari. Cerchiamo di essere inseriti sul territorio».

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 07 Aprile 2022
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