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Tre incontri per ripensare il verde di Gallarate

Rimettere al centro il tema ambientale e il verde urbano, questo l'obiettivo di Legambiente e del comitato Salviamo gli alberi, che sperano di risvegliare i gallaratesi "addormentarti riguardo il tema ambientale"

Parco Bassetti Gallarate

Tre incontri per valorizzare il verde urbano di Gallarate organizzati dalla sinergia tra il comitato Salviamo gli alberi di Gallarate e la sezione cittadina di Legambiente.

L’idea è nata da un lungo percorso di approfondimenti nei mesi scorsi, «in cui apparentemente eravamo poco presenti sulla scena», ha spiegato Laura Pastorelli del comitato: «Attraverso gli accessi agli atti abbiamo cercato di capire come funziona la manutenzione del verde pubblico a Gallarate». 

Sarà l’occasione per mettere l’ambiente al centro del dibattito pubblico-politico, per questo sono invitati tutti i gallaratesi e le forze di maggioranza e opposizione che siedono in consiglio comunale.

Gli incontri

Il primo sarà sabato 21 maggio, alle ore 11 in piazza Giovanni XXIII: «Ripercorreranno lo stato dell’arte del verde urbano dopo i lavori di riqualificazione». La piazza antistante la stazione l’anno scorso era stata il terreno di scontro tra i comitati e l’amministrazione Cassani l’anno scorso per il progetto di riqualificazione della piazza antistante la stazione, gli ambientalisti avevano anche fatto ricorso al Tar per l’abbattimento di otto alberi.

Si prosegue giovedì 26 maggio, alle ore 21 con l’incontro “Il verde a Gallarate e nella città urbana – un patrimonio a rischio“. «Faremo un punto sulla situazione del verde a Gallarate insieme ad Alessandro Borgini di Iste (Associazione medici per l’ambiente, ndr) che si focalizzerà sull’effetto benefico del patrimonio arboreo sui cittadini e Daniele Zanzi che parlerà delle politiche verdi in città».

Ci sarà anche Valentina Minazzi, vicepresidente di Legambiente Lombardia che parlerà della perdita del patrimonio boschivo intorno a Malpensa, «che penalizza in maniera negativa l’urbanizzazione e la cementificazione molto forte» se si pensa a Cargo city, alla costruzione del Terminal 2 nel Parco del Ticino, all’ospedale nuovo tra Busto Arsizio e Gallarate («metterà in pericolo i boschi tra Samarate e Busto»).

Per gli ambientalisti si tratta di una zona già «con record negativo di consumo di suolo e che rischia di peggiorare a causa di questi interventi».

Infine, sabato 11 giugno appuntamento al parco Bassetti (in foto) per una passeggiata alla scoperta del polmone verde con la guida di Lorenzo Gnocchi di Legambiente Cassano Magnago. Appuntamento alle 17: «Pensiamo che questa città abbia delle risorse e che queste debbano essere tutelate e le politiche cittadine devono puntare alla valorizzazione di queste realtà», ha commentato Raffaella Filippini di Legambiente.

«Stiamo andando verso una cementificazione unica – ha continuato Filippini – la devastazione è grande e continua, mentre abbiamo bisogno di capire che il verde ci può dare qualcosa. Bisogna dare una spinta per il futuro: speriamo di riportare all’attenzione i gallaratesi che sembrano un po’ addormentati sul tema ambientale e più attenti alla questione economica che, però, se si guarda avanti nel tempo, rimane marginale».

Pastorelli ha poi evidenziato l’importanza della ricaduta economica che avrebbe un investimento sul verde: «Investire sul verde, sull’ambiente e sulla natura è segno di lungimiranza: alla lunga sarà produttivo perché eviterà delle spese enormi e i costi della devastazione. Il cambiamento climatico, gli incendi e la desertificazione progressiva hanno dei costi economici e alla lunga i costi sono maggiori dei presunti profitti dell’oggi».

L’approccio “superficiale” dell’amministrazione

Le due associazioni hanno poi ricordato l’incontro con l’ufficio tecnico a inizio anno, «e in quell’occasione abbiamo capito che l’approccio dell’amministrazione alla questione del verde urbano non è improntato a un’idea di programmazione e di progettualità, ma più legata all’improvvisazione e a un approccio superficiale».

«In questi mesi abbiamo cercato di contattare Rech per un incontro – ha aggiunto Filiberto Zago – ha voluto sapere da noi l’argomento ma aspettiamo ancora una sua risposta. A gennaio abbiamo fatto un incontro con i tecnici, noi avremmo voluto anche la parte politica per un confronto.  Lo abbiamo invitato alle nostre iniziative, così come a tutti i gruppi di maggioranza e opposizione».

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 19 Maggio 2022
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