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di Ester Tognola

Il racconto della domenica

Guarda me, sì, ne sono certa, guarda me. Di sicuro non segue il prof, pensa ad altro… con la penna in bocca e lo sguardo languido, anzi libidinoso. Ormai sono tre mesi che è iniziato questo corso on line e il suo atteggiamento con me è diventato via via sempre più confidenziale. Mi chiama per nome, mi cita spesso, ride alle mie battute. Anche il suo aspetto si è fatto più curato. Anch’io lo faccio, mi lavo i capelli prima di un collegamento, mi trucco gli occhi. Sì sì, adesso è palese. Quello sguardo è interessato a me. Io gli piaccio, e ora non mi basta più vederlo attraverso lo schermo. Propongo al gruppo di vederci tutti insieme, per un aperitivo, adesso che siamo gialli. È stato il primo a aderire all’iniziativa. Anche lui ha voglia di vedermi, l’ho capito.
Ancora un’ora e poi ci incontreremo di persona, mi batte il cuore. Aiuto!
Eccoli, sono già arrivati, lui non c’è ancora e manca anche l’altra ragazza. Dopo i saluti ci sediamo. Andrea, uno del gruppo, riceve un messaggio: stanno arrivando, dice, non so perché ha mandato il messaggio a me.
Stanno? Lui e chi? Boh! Ordiniamo.
I discorsi che si fanno non mi interessano. Io aspetto che arrivi lui. Sono qui solo per quello, ho bisogno di guardarlo negli occhi. Perché ritarda? È già mezz’ora che siamo qui e il bar chiude alle sei.
Ciao a tutti! Scusate il ritardo ma abbiamo trovato parecchio traffico in centro.
Sono arrivati insieme, lui e l’altra ragazza, sulla stessa auto, e se ne andranno anche insieme. Mi guarda, mi sorride, come va? Ma le sue attenzioni sono rivolte a lei.
Mi sprofonderei con tutta la sedia sotto terra. Elargisco sorrisi agli altri per camuffare la mia delusione. Che errore! Quanto ci si può sbagliare di fronte a uno schermo di computer? Che equivoco. Eppure mi sembrava così evidente. No, non era me che guardava in quel modo, con la penna in bocca, disattento alla lezione ma concentrato su qualcuna… che non ero io.
Poi l’altra si alza e dice scusate ma io non posso fermarmi, ciao a tutti e se ne va. Ma allora, era solo una coincidenza?
Poco dopo il gruppo si congeda dandosi appuntamento per la lezione successiva.
Non può finire così.
Infatti lui si avvicina a me: facciamo due passi insieme? Il cuore riprende a battere forte. Allora non mi ero sbagliata. Adesso ci diremo che ci piacciamo e forse ci sarà anche un bacio. Cammino leggera e il marciapiedi non mi è mai sembrato così accogliente. A un certo punto mi dice: posso chiederti una cosa? Ecco ci siamo. Certo, tutto quello che vuoi!
Credi che sia possibile essere attratti da qualcuno anche se l’hai visto solo attraverso lo schermo di un computer? E non mi riferisco a quei siti di incontri, ma penso alle nostre lezioni. Sì. Lo guardo e gli sorrido e lui non è mai stato così bello.
Beh, durante il corso, Andrea mi lancia delle occhiate complici e io, lezione dopo lezione sì insomma…credo di interessargli, credo di essermi innamorato di quegli sguardi e non mi è sembrato vero quando tu hai proposto di vederci. Ma oggi al bar non mi ha mai rivolto la parola. Tu cosa ne pensi?
Il marciapiedi è grigio e sporco, le mie gambe sono di piombo.

Racconto di Ester Tognola (www.ilcavedio.org)

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Pubblicato il 12 Giugno 2022
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