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La Polizia Locale di Gallarate si trasferisce a Madonna in Campagna. “Scintille” nella maggioranza in consiglio

Il consiglio comunale ha votato una modifica al Piano di Governo del Territorio che è di fatto l'ultimo atto per il trasferimento. E in modo improvviso (ri)emerge anche qualche tensione nel centrodestra

gallarate generico

Il consiglio comunale di Gallarate ha approvato la modifica al Piano di Governo del Territorio che rappresenta, di fatto, l’ultimo passaggio amministrativo per il trasferimento della sede della Polizia Locale in via Aleardi, nel quartiere di Madonna in Campagna.

Un voto che, pur sancendo l’avvio definitivo dell’operazione, ha acceso il dibattito politico, con momenti di tensione anche all’interno della stessa maggioranza. Che è una notizia (anche se non un fulmine a ciel sereno), mentre è nota la contrarietà delle opposizioni.

Dal punto di vista tecnico, la variazione urbanistica non ha sollevato particolari obiezioni. Più critico, invece, il giudizio politico. Sonia Serati (Più Gallarate) ha sottolineato come la scelta comporti un allontanamento degli agenti dal centro cittadino, tema che ha attraversato diversi interventi.

Sulla stessa linea Davide Ferrari (Pd), che ha evidenziato come la nuova sede risulti più comoda per chi vive nelle zone di Arnate o Madonna in Campagna, «non certo per gli altri cittadini».

Anche Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune Gallarate) ha contestato il metodo, lamentando di aver appreso i dettagli dell’operazione «da documenti pubblicati e da notizie sulla stampa». E, con tono polemico, ha rilanciato sul tema del presidio in centro, che era stato richiesto da Fratelli d’Italia, la componente che era stata più dubbiosa sul trasferimento: «Se avete notizie di dove metterete il pied-à-terre, fatecelo sapere. Avete comprato anni fa un’edicola in piazza? Mettetela in piazza stazione con dentro due agenti».

Il nodo del presidio in centro crea qualche tensione in maggioranza

Il tema della presenza nel centro cittadino ha creato frizioni anche tra le forze di maggioranza. Alessio Imbriglio (Fratelli d’Italia) ha richiamato l’impegno a garantire un presidio nel cuore della città, mentre Andrea Zibetti (Lega) ha ribadito la necessità di una presenza stabile, proponendo di valutare l’utilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata, uno dei quali situati proprio in centro storico, ha deto. «Si tratta di soluzioni anche finanziabili con fondi governativi e con un forte valore simbolico», ha sottolineato.

Nella successiva replica, il sindaco Andrea Cassani non ha nascosto il disappunto per gli interventi dai banchi di maggioranza: «Qualcuno esce con idee estemporanee, pensando magari al proprio futuro» ha detto, in un passaggio che è sembrato rivolto più ad Andrea Zibetti, che pure appartiene allo stesso partito, la Lega. 

La replica della giunta: “Scelta condivisa con la Polizia Locale”

A difendere la scelta è stato l’assessore Sandro Rech, che ha spiegato come la soluzione di via Aleardi sia stata individuata per la disponibilità emersa in modo inatteso e anche sulla base delle indicazioni operative del comando di Polizia Locale. L’ipotesi di sede in Villa Marelli, nel “quartiere liberty” intorno a via Volta, «presenta criticità legate al traffico»,riferendosi in particolare per la presenza dei licei nella zona, che renderebbe difficoltosa l’uscita dei mezzi.

«La sede di via Aleardi è stata valutata dalla Polizia Locale positivamente anche per ragioni logistiche – ha spiegato Rech – e si trova inoltre in posizione strategica rispetto al nuovo ospedale».

Le accuse di “improvvisazione”

«Dopo aver ceduto a Busto tanti servizi e anche l’ospedale, adesso cediamo anche la Polizia Locale» ha replicato con ironia Giovanni Pignataro (Pd), che ha parlato di «grande improvvisazione della maggioranza», ricordando i 70 mila euro spesi per valutazioni su Villa Marelli, poi scartata. «Sento interventi di buon senso anche tra i consiglieri di maggioranza – ha aggiunto riprendendo le parole di Imbriglio e Zibetti – ma probabilmente neppure loro vengono ascoltati, perché a governare è solo la giunta».

Lo stesso Pignataro ha rilanciato anche una proposta alternativa già avanzata: utilizzare l’area della vecchia stazione dismessa. Una proposta che era stata già respinta dalla maggioranza: «Ho visto che c’è stata una interlocuzione con Rfi, si poteva provare» ha ribadito Pignararo.

Il sindaco: “Non è determinante la posizione”

A chiudere il dibattito è stato poi il sindaco. Cassani ha ridimensionato il tema della centralità rispetto alla città: «Le attività rivolte ai cittadini sono ormai quasi nulle – ha affermato – quindi la posizione non è determinante».

Il primo cittadino ha rivendicato l’azione dell’amministrazione, ricordando il mantenimento a Gallarate della sede di Alfa.
«Vorrei far notare che questa amministrazione ha portato qui sede di Alfa. Alfa ci ha messo davanti a un aut aut sulla disponibilità di nuovi spazi, non volevamo perdere questa opportunità», ha detto rivendicando le ragioni della scelta .

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 23 Aprile 2026
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