La Lombardia rischia di pagare caro lo sviluppo di Malpensa

Lo dicono le associazioni ambientaliste, dopo l'accordo per sostenere l'espansione di Malpensa. Il riferimento è ai costi ambientali ma anche a quelli economici di una procedura d'infrazione

Parco del Ticino generica

La Lombardia rischia di pagare caro lo sviluppo senza attenzione all’ambiente. Lo dicono comitati e associazioni ambientaliste di Malpensa, a proposito dell’accordo a sostegno dell’espansione di Malpensa approvato da Regione Lombardia e dai Comuni del Varesotto a ridosso dell’aeroporto. Un costo economico – in caso di procedura di infrazione europea – ma anche un costo ambientale. Se non nell’immediato, nel lungo periodo.

«Oggi appare impossibile ignorare che il cambiamento climatico è ormai in atto. La devastante siccità ci ha reso consapevoli che anche l’acqua, bene essenziale per la vita e le coltivazioni, sta scarseggiando, forse fino a mancare. È l’effetto del consumo di suolo e di tutti quei comportamenti umani che considerano solo l’economia, relegando all’ultimo posto, o del tutto ignorando, l’ambiente» dicono Viva Via Gaggio, il comitato Salviamo La Brughiera, i circoli di Legambiente, Amici della Terra e altre sigle che aderiscono alla Rete Ambiente Lombardia.

Gli ambientalisti contestano la incapacità di modificare scelte e comportamenti: «I nostri governanti, nonostante l’evidenza, si mantengono su questa posizione, sconfortante e perdente, come di recente dimostrato da Regione Lombardia che pur di valorizzare gli utili generati dall’aeroporto ha promosso il consumo di 44 ettari di suolo pregiato nel Parco Ticino. Forzare il risultato finale: questo è il metodo usato da Regione Lombardia.
Ben lo sanno le Associazioni che avevano preso parte, come uditori, alla Conferenza di Servizi in Regione Lombardia sul collegamento ferroviario MXPT2 – Linea ferroviaria del Sempione».

Nella lettera comitati e associazioni ricordano contestano l’assenza di una Valutazione Ambientale Strategica (quella che, secondo gli ambientalisti, mostrerebbe l’insostenibilità di Malpensa, se presa come sistema complessivo) e ricordano anche i pareri contrari venuti dai territori contigui all’aeroporto, vale a dire il Castanese a Sud (quasi direttamente confinante con Malpensa), il Novarese, i Comuni varesotti cosiddetti “di seconda fascia”.

E soprattutto gli abientalisti sono convinti che l’intervento sui 44 ettari di brughiera del Gaggio «distruggerà ambienti vegetali e animali tutelati da varie Direttive», adiacenti a un Sito d’Importanza Comunitaria, «la cui presenza è certificata da diversi studi italiani ed esteri». Secondo associazioni e ambientalisti «il comportamento della nostra Regione fa prevedere l’apertura di una procedura di infrazione contro chi lo consente». Con possibili conseguenze per il progetto, perché aumenterebbe i costi, economici e non solo ambientali.

Il testo della lettera inviata a Regione Lombardia e ai Comuni del CUV

In merito alle problematiche in oggetto, di prossima discussione nei Consigli regionale e comunali dei Comuni firmatari dell’accordo regionale per l’invio al MITE del parere di Regione Lombardia, si invitano gli ASSESSORI e i CONSIGLIERI regionali e comunali ad un’attenta considerazione di alcuni errori di valutazione, di seguito sinteticamente presentati.

NEGLIGENZA PER QUANTO RIGUARDA IL PROBLEMA AMBIENTALE
E’ evidente che la discussione è stata portata avanti mettendo in primo piano gli aspetti tecnici, logistici ed economici e lasciando in secondo piano, o addirittura sottovalutate, le questioni ambientali.
Prova ne è il fatto che Regione Lombardia invece di contestare l’assenza di corrette valutazioni ambientali nello Studio di Valutazione Ambientale, si è limitata a sostenere la tesi dell’ampliamento della cargo nella brughiera, evitando in modo categorico l’analisi di proposte da più parti suggerite, che prevedono nuovi capannoni o all’interno del sedime o in ambiti esterni, già cementificati ma lasciati in abbandono, oppure accettando di discutere soluzioni alternative di grande rilevanza come la demolizione del T2 per costruire la nuova area logistica.
Ma c’è di più. Lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) sostiene che grazie alle misure mitigative e compensative indicate da SEA l’intervento di ampliamento del sedime aeroportuale avrà effetti positivi sulla situazione ambientale dell’intero ambito interessato. Ma il territorio è Parco, a protezione regionale, con presenza di aree di importanza europea che sicuramente verranno interferite non solo dall’ampliamento aereoportuale ma anche dagli interventi infrastrutturali previsti nel protocollo firmato con il CUV, come se l’area protetta fosse elemento di mitigazione degli effetti negativi dell’aeroporto e non la realtà, ovvero che l’aeroporto viene sopportato in quanto presente ma incompatibile con il territorio stesso. E’ questo un concetto anomalo, destrutturato, ma ulteriormente rafforzato da Regione Lombardia, che non tiene conto che la brughiera come ecosistema (vegetale/animale) non è ricostruibile artificialmente in quanto non si può ottenere con il semplice spostamento delle specie.
L’Università di Pavia, Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente, ha avviato nel 2019 il progetto Life Drylands relativo alle brughiere. Del progetto universitario e dei benefici economici che potrebbe portare alla brughiera di Malpensa e Lonate non se ne fa menzione nel protocollo firmato con il CUV. Questa è una grave omissione che di fatto comporta oggi perdita di metodiche qualificate di restauro, gestione e monitoraggio e comporterà domani effetti devastanti per la nostra brughiera, la brughiera più estesa a sud delle Alpi, oltre che una vile mortificazione degli accordi internazionali mirati alla conservazione degli habitat di pregio. Proprio nell’area oggetto dell’intervento espansivo del Masterplan si verificano visite di studiosi e studenti.
Le affermazioni di Regione Lombardia relative all’ambiente possono poi essere facilmente contestate in quanto le misure compensative/mitigative debbono rientrare nella valutazione complessiva ed essere indicate e definite in modo puntuale già nello Studio di Impatto Ambientale (localizzazione, modalità, effetti e costi).
Non ha senso lo scambio, comunque parziale, con aree attualmente facenti parte del sedime aeroportuale, in quanto i terreni verdi all’interno del sedime sono biologicamente sterili poiché, per motivi di sicurezza dei voli, non si può consentire la presenza di fauna e di insetti, gli unici elementi attrattivi dell’avifauna, quindi sono terreni senza alcun valore biologico/ambientale.
Il fatto che la brughiera non sia area SIC/ZTS riconosciuta al fine di una cogente ed auspicata tutela (Regione Lombardia non ha mai portato avanti tale risoluzione) consente comunque di segnalare alla Comunità Europea che il progetto di intervento, voluto con forza da Regione Lombardia, distruggerà ambienti vegetali e animali tutelati da varie Direttive, la cui presenza è certificata da diversi studi italiani ed esteri.
Il comportamento della nostra Regione fa prevedere l’apertura di una procedura di infrazione contro chi lo consente: già sono a disposizione studi probatori e pareri legali che vanno in questa direzione.
L’infrazione ed i suoi relativi costi sanzionatori, se inseriti nelle valutazioni in corso presso il MITE, possono spostare in modo determinante alcuni elementi già discussi, rendendo economicamente meno “positiva” la scelta di realizzare nell’area di brughiera l’ampliamento della cargo e ambientalmente del tutto “negativa” tale soluzione.

DISUGUAGLIANZA DI CONSIDERAZIONE SOCIALE
Regione Lombardia non tiene in considerazione il parere dei Comuni del Castanese e della vicina provincia di Novara che subiscono (per vicinanza e vincoli imposti) gli stessi impatti dei Comuni del CUV. A questi si aggiungono i Comuni della provincia di Varese di seconda fascia, il COR2.

MANCATA ADERENZA AL PROGRAMMA LEGISLATIVO STABILITO PER MALPENSA
R.L. ha omesso di chiedere al MITE la verifica puntuale del corretto adempimento degli obblighi derivanti dal vecchio DPCM 13.12.99, specifico per Malpensa, dimostrando di aver silenziosamente accettato le spiegazioni contenute nel Masterplan, autoreferenziali e non obiettive, prodotte da SEA.
Già in passato il Ministero dell’Ambiente aveva dichiarato che l’omissione di adempimenti previsti da precedenti atti legislativi, emessi ad hoc, è motivo di rifiuto di nuovi ampliamenti.

ASSENZA DI VAS
Essendoci nel protocollo previsioni infrastrutturali esterne al sedime, si rafforza la convinzione che il tutto dovrebbe essere sottoposto a VAS, trattandosi di procedure connesse e dipendenti tra loro (Master Plan e sviluppo infrastrutturale attorno all’aeroporto).
Senza fornire alcuna spiegazione, Regione lombardia ha inspiegabilmente abbandonato le finalità della Delibera di Giunta del 16.12.2009 (più di 12 anni fa) che comportava l’avvio della VAS per questo quadrante territoriale.
In conclusione l’impressione generale è che sia necessario riportare la discussione sugli aspetti ambientali e sulle gravi omissioni di Regione Lombardia, contestando le valutazioni proposte e mettendo in discussione le decisioni presentate.
Si rammenta che sono già in corso procedure d’infrazione all’Italia sulla cattiva qualità dell’aria, a cui ha contribuito in modo determinante Regione Lombardia e che non sono solo motivo di indifferenza ma anche di cinismo e immoralità.
Distinti saluti.

Lettera inviata a Regione Lombardia da parte di:
Circoli locali di Legambiente, Francesco Torreggiani
Amici della Terra Varese, Arturo Bortoluzzi
Salviamo la Brughiera, Daniele Porrini
Viva Via Gaggio, Lorena Nisoli
con Associazioni e Comitati aderenti a Rete Ambiente Lombardia

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 22 Giugno 2022
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